Imminente il trasferimento delle tre sculture che per sei anni i rivani hanno denifrato

Dalla Rocca ai dintorni: senza rimpianti

27/07/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo

Sin­da­co e Giun­ta — con in tes­ta gli asses­sori Grazi­oli e Mari­no — sono d’ac­cor­do e il popo­lo rivano non solo lo è, ma non aspet­ta­va altro da sei lunghissi­mi anni: le tre scul­ture con­tem­po­ra­nee col­lo­cate sul lato nord del­la Roc­ca, davan­ti al Canale, alle mura veneziane e all’andiriv­ieni di ana­tre, folaghe e cavedani, cam­bier­an­no des­ti­nazione, uscen­do da un con­testo da molti ritenu­to asso­lu­ta­mente ina­dat­to all’arte dei nos­tri giorni. Man­ca solo l’au­tor­iz­zazione del­la Provin­cia, ma non dovrebbe essere un prob­le­ma: quin­di sia la «Bal­le­ri­na» (di Pao­lo Mino­li), che «Il Fuso» (di Alessan­dra Bono­li) e la «Scul­tura di viag­gio» (di Bruno Munari) dovreb­bero presto cam­biare aria. La des­ti­nazione non è anco­ra cer­ta, ma pare che una pos­sa spostar­si sul­l’al­tro lato del par­co del­la Roc­ca (dove gli spazi sono più illim­i­tati), un’al­tra davan­ti al Pala­con­gres­si e l’ul­ti­ma, infine, ai gia­r­di­ni di Por­ta Ori­en­tale (ex Ten­nis). Gior­dano Mich­e­lot­ti, che sulle scul­ture ave­va fat­to una malat­tia, tor­na a vivere.