Stavano dragando il canale per la costruzione del "Marine Arsenal", gli ufficiali ingegneri appartenenti al Genio della Marina asburgica, quando dal fondo sabbioso furono estratti numerosi reperti bronze.

Dalle palafitte ai giorni nostri

18/02/2000 in Storia
Di Luca Delpozzo
g.b.

Sta­vano dra­gan­do il canale per la costruzione del “Marine Arse­nal”, gli uffi­ciali ingeg­neri apparte­nen­ti al Genio del­la Mari­na asbur­gi­ca, quan­do dal fon­do sab­bioso furono estrat­ti numerosi reper­ti bronzei: una scop­er­ta stra­or­di­nar­ia, ben com­pre­sa da quegli uomi­ni che com­in­cia­rono ad anno­tare le osser­vazioni su quegli ogget­ti che ripro­ducono sui loro tacquini.Era il 1860 ma già nel 1830 era sta­to rifer­i­to del ritrova­men­to di fram­men­ti di ter­ra­cot­ta e di resti di pal­i­fi­cazione pres­so la riva sul ver­sante oppos­to del­l’in­gres­so por­tuale; e nel 1861 era sta­ta la vol­ta di man­u­fat­ti di bron­zo pre­sen­ti in uno spec­chio d’ac­qua in cui si era­no rin­venu­ti i resti di una este­sa pal­i­fi­cazione sommersa.Il 18 feb­braio 1862 il tenente Hein­rich von Sil­ber scrive all’arche­ol­o­go svizze­ro Fer­di­nand Keller che l’ab­bon­dan­za di reper­ti estrat­ti l’ave­va indot­to a pen­sare pri­ma ad una nave da cari­co affon­da­ta e poi all’e­sisten­za di un vil­lag­gio su palafitte: tesi raf­forza­ta dal­la pre­sen­za di numerosi pali infis­si sul fondo.Gli stu­di che seguirono, a com­in­cia­re dai pri­mi di Eduard Von Sack­en, mem­bro del Gabi­net­to impe­ri­ale delle anti­chità, per­me­t­ter­an­no di arrivare alla iden­ti­fi­cazione di una civiltà anco­ra sconosci­u­ta che ave­va oper­a­to a Peschiera: una sto­ria che fa risalire il pri­mo inse­di­a­men­to negli anni dal 1500 e il 1100 a.C.; una comu­nità arcaica e pro­gred­i­ta, capace di un’o­rig­i­nale pro­duzione met­al­lur­gi­ca su cui basare una sor­ta di affer­mazione rispet­to ad altri cen­tri lacus­tri e fluviali.