Da maggio ad oggi una decina le coppie «british» sposatesi a palazzo Pretorio

Dall’Inghilterra per un «sì» con vista sul Garda

11/09/2001 in Avvenimenti
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Paolo Tagliente

«I love you, andi­amo a sposar­ci a Riva del Gar­da». Ques­ta, più o meno, è la frase che molte cop­pie ingle­si han­no pen­sato negli ulti­mi mesi. Da mag­gio ad oggi, infat­ti, i mat­ri­moni “british” cel­e­brati a Palaz­zo Pre­to­rio sono almeno una deci­na e han­no di gran lun­ga dis­tanzi­a­to le cer­i­monie “deutsch”, molto più con­suete, ma fer­mate­si a quo­ta tre. A con­vin­cere fidan­za­ti gio­vani e meno gio­vani a sposar­si in riva al lago ci sta pen­san­do un’a­gen­zia tur­is­ti­ca inglese che ha stu­di­a­to offerte in cui è com­pre­sa la cer­i­mo­nia mat­ri­mo­ni­ale. E così, qua­si una vol­ta a set­ti­mana, sud­di­ti di Queen Elis­a­beth pro­nun­ciano il fatidi­co “yes” davan­ti al sin­da­co di Riva.Tremanti ed emozionati, a volte con look nuziale che ha poco del rino­ma­to ital­ian style, gli sposi­ni attra­ver­sano mano nel­la mano piaz­za Tre Novem­bre, arrivano sot­to il por­ti­co e, com­pren­si­bil­mente spae­sati, entra­no nel­la grande sala dove soli­ta­mente si riu­nisce la Giun­ta. Qui li attende il sin­da­co o un asses­sore: pochi minu­ti di cer­i­mo­nia, la lacrimuc­cia di rito, il tradizionale bacio e i due si affac­ciano com­mossi sul bal­cone di pietra che guar­da ver­so via Fiume. A volte, sot­to c’è solo un ami­co che scat­ta qualche foto, ma non man­cano nem­meno gli applausi di qualche tur­ista di passaggio.Alcune cop­pie arrivano sole, tan­to che i tes­ti­moni ven­gono reclu­tati in fret­ta e furia sul pos­to, men­tre altre, invece, sono accom­pa­g­nate da un numeroso stuo­lo di par­en­ti e ami­ci che con­tribuis­cono a ren­dere la cer­i­mo­nia più chi­as­sosa: tutte ven­gono prese in con­seg­na da Elis­a­bet­ta Bal­lar­di del­la “Bena­cus Tourist Ser­vices” — con­ven­zion­a­ta con l’a­gen­zia inglese — che si occu­pa di tut­ti gli aspet­ti del­la vacan­za-mat­ri­mo­nio, dal dis­bri­go delle numerose pratiche buro­cratiche fino alla traduzione istan­ta­nea di quan­to pro­nun­ci­a­to dal­l’au­torità ital­iana durante la cer­i­mo­nia. «È il pri­mo anno — spie­ga Elis­a­bet­ta — che la Air­tours, agen­zia con cui lavo­riamo da parec­chio tem­po, offre al tur­ista inglese la pos­si­bil­ità di usufruire di questo tipo di offer­ta anche da noi. Oltre a Riva, inoltre, sono disponi­bili anche altre local­ità in cui sposar­si anche a Sirmione o a Gar­done Riv­iera. Oppure, sem­pre con la stes­sa agen­zia, anche a Sor­ren­to. Dal prossi­mo anno, però, le cer­i­monie sono des­ti­nate a rad­doppi­are: un’al­tra agen­zia con la quale siamo col­le­gati scen­derà sul mer­ca­to con offerte simili».Affascinati dai luoghi, incan­tati dal­la bellez­za dal­la natu­ra, da sem­pre innamorati del Bel Paese e invogliati da un iter buro­crati­co rel­a­ti­va­mente breve, sono molti gli aspi­ran­ti sposi anglos­sas­soni che scel­go­no di volare in Italia per fare luna di miele e mat­ri­mo­nio in un sol bot­to. «Sono cop­pie molto gio­vani — con­tin­ua Elis­a­bet­ta — oppure cop­pie più mature, for­mate da per­sone alla loro sec­on­da espe­rien­za, che vogliono cel­e­brare in maniera par­ti­co­lare. Dopo aver pre­so con­tat­ti con gli inter­es­sati mi ven­gono spedi­ti dalle autorità ingle­si i cer­ti­fi­cati con cui si garan­tisce che non esistono osta­coli di sor­ta al mat­ri­mo­nio. Tut­ta ques­ta doc­u­men­tazione, alle­ga­ta alla richi­es­ta, viene invi­a­ta al con­so­la­to inglese di che mi fa avere il nul­laos­ta». Doc­u­men­to, questo, nec­es­sario a Sara Arese e ad Angela Bertol­di, del­lo Sta­to Civile del comune di Riva, per dare il via alla prat­i­ca. «Cer­to — spie­gano Sara e Angela — per gli stranieri è tut­to più facile, anche se ciò non toglie che per noi il lavoro è parec­chio aumen­ta­to. Per una cop­pia ital­iana, infat­ti, le pub­bli­cazioni devono rimanere esposte almeno otto giorni, ai quali van­no som­mati altri tre-quat­tro giorni. Le pub­bli­cazioni per il mat­ri­mo­nio di stranieri ven­gono esposte lo stes­so giorno. Quest’an­no, per la pri­ma vol­ta, ci siamo trovate con una lista di ingle­si tan­to lun­ga che ha prati­ca­mente can­cel­la­to i tedeschi».I costi? Per quan­to riguar­da la Bena­cus, le spese var­i­ano a sec­on­da del pac­chet­to che i nuben­di deci­dono di acquistare. Sul fronte pura­mente buro­crati­co, invece, il comune di Riva “intas­ca” 250mila lire, marche da bol­lo escluse. Un pic­co­lo busi­ness, come si dice in Inghilterra.

Parole chiave:

Commenti

commenti