"Scoppiettante" spettacolo curato dalla scuola di Musical "Controscena"

Dancing Queen” a Torri del Benaco

Di Luca Delpozzo
Ilaria Bazerla

Una magia alle­gra, scop­pi­et­tante, travol­gente: ques­ta la definizione che mag­gior­mente è in gra­do di sin­te­tiz­zare ciò che è sta­to lo spet­ta­co­lo “Danc­ing Queen”, rap­p­re­sen­ta­to nel teatro di Tor­ri del Bena­co per la regia di Enzo For­leo e le core­ografie di Rita Pavanel­lo. La scuo­la di Musi­cal “Con­trosce­na”, affer­matasi gra­zie alla scelta di portare din­nanzi al pub­bli­co musi­cal famosi all’es­tero, ma mai rap­p­re­sen­tati in Italia, quest’an­no ha volu­to fare uno strap­po alla rego­la pro­po­nen­do una pro­duzione ispi­ra­ta al musi­cal “Mam­ma Mia!”, che rac­coglie i pezzi musi­cali più famosi del reper­to­rio del grup­po pop svedese degli ABBA. Siamo su un’iso­la del­l’arcipela­go gre­co, dove Don­na Sheri­dan cresce da sola sua figlia Sophie, del­la quale non sa chi sia il padre, a causa delle tur­bolen­ze del­la sua vita gio­vanile. Sophie è in procin­to di sposar­si ed è decisa a sco­prire chi, tra i pos­si­bili can­di­dati, deb­ba con­durla all’altare. Diver­ti­men­to e godi­bil­ità del musi­cal di “Con­trosce­na” sono sta­ti mer­i­to delle core­ografie sem­pre di grande effet­to nate dal­la mente cre­ati­va di Rita Pavanel­lo, da una recitazione che non ha las­ci­a­to spazio a pun­ti mor­ti e da una notev­ole per­for­mance non solo del cast dei pro­tag­o­nisti, ma anche del­l’ensem­ble. Iron­i­co e coin­vol­gente, questo spet­ta­co­lo è sta­to reso ancor più vitale e spir­i­toso dai cos­tu­mi, ideati e curati dalle cos­tu­miste Clara Pog­gio e Mon­i­ca Sim­u­la, due vere artiste in questo cam­po. Com­p­rese le famose “tutine” in lurex luc­ci­cante che con­trad­dis­tin­sero gli anni Set­tan­ta e che sono entrate in sce­na nei due pezzi finali. “Quan­do spie­gai le mie inten­zioni per il gran finale – dice il reg­ista For­leo – da quel momen­to in poi la paro­la più usa­ta tra di noi fu sola­mente una: dieta!” Caren­za di calo­rie, dunque, ma non d’en­er­gia per questo affi­ata­to grup­po di allievi che han­no dimostra­to di aver davvero inte­ri­or­iz­za­to le regole del pal­cosceni­co e di saper con­durre il pub­bli­co con loro in ques­ta diver­ten­tis­si­ma “com­me­dia gre­ca”.