Sono diverse decine i privati che combattono per svuotare la proprie case dall'acqua

Danni ingenti, ma per le stime ci vuole tempo

24/11/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
p.t.

La piog­gia ha con­ces­so una tregua di poche ore, ma anche da noi la battaglia con­tro l’ac­qua non ha conosci­u­to tregua. Nei garage, nei mag­a­zz­i­ni, nei sem­i­nter­rati la gente ha con­tin­u­a­to a lavo­rare per val­utare e lim­itare i dan­ni causati dalle copiose infil­trazioni delle faglie sot­ter­ra­nee. Bas­ta un breve giro in macchi­na per vedere ovunque decine di manichette uscire dalle case, per sen­tire i rumori di badili e scope, per assis­tere al lavoro fre­neti­co del pic­co­lo eserci­to di per­sone che, sti­vali ai pie­di, cer­ca di ricac­cia­re il nemi­co fuori dal­la pro­prie abitazioni.Un lavoro esten­u­ante e lun­go, ma non riso­lu­ti­vo. Lo scopo, infat­ti, è quel­lo di met­tere in sal­vo il salv­abile e di far sì che il liv­el­lo delle infil­trazioni non sal­ga trop­po. Pri­ma di per pot­er pen­sare di “asci­u­gare”, occorre atten­dere che i rubi­net­ti del cielo si chi­u­dano e che il liv­el­lo del lago torni a liv­el­li accetta­bili, abbas­san­do anche quel­li delle faglie. Le pre­vi­sioni mete­o­ro­logiche, infat­ti, sem­bra­no dar ragione ai pes­simisti e in ogni ango­lo del­la “Busa” ques­ta pausa è servità per preparar­si all’e­mer­gen­za. Dato il grande numero di emer­gen­ze, poi, appare impre­sa dif­fi­cile anche rius­cire a fare una som­ma dei dan­ni per i pri­vati. A Tor­bole, i vig­ili del fuo­co han­no riem­pi­to oltre 1500 sac­chet­ti e con­tin­u­ano a lavo­rare per arrivare a quo­ta 2000: il liv­el­lo del lago è cala­to di un paio di cen­timetri, ma bas­tano poche ore per tornare a liv­el­li d’e­mer­gen­za ed è meglio stare pron­ti. A Riva, il comune ha affit­ta­to a Venezia una grossa pom­pa, in gra­do di risuc­chiare 3800 litri d’ac­qua al min­u­to, e l’ha mes­sa all’­opera in piaz­za Cate­na. Questo con­sen­tirà di uti­liz­zare su altri fron­ti le attrez­za­ture fino ad ora for­nite dai pom­pieri di Riva. Ieri, inoltre, gli uomi­ni del cantiere comu­nale han­no com­pi­u­to un pri­mo sopral­lu­o­go sul pun­to del­la pista ciclo-pedonale, quel­la che col­le­ga Riva a Tor­bole, inter­es­sa­ta nei giorni scor­si da una pic­co­la frana. Dati gli evi­den­ti peri­coli, l’am­min­is­trazione ha deciso di dare il via a urgen­ti lavori per met­tere in sicurez­za il trat­to inter­es­sato dal­lo smot­ta­men­to (quel­lo com­pre­so tra l’en­tra­ta del­la strad­i­na che parte da por­to San Nicolò, costeggian­do il Monte Brione, fino all’im­boc­co del­la passerel­la panoram­i­ca) e, quin­di, di chi­ud­er­lo al tran­si­to fino al ter­mine dei lavori. Da Arco, arri­va l’ap­pel­lo di Forza Italia che attra­ver­so il del­e­ga­to comu­nale, Niko Pose­n­a­to, sol­lecita l’am­min­is­trazione a pren­dere provved­i­men­ti urgen­ti. «Gli abi­tati di S. Gior­gio, Grot­ta, Lin­fano e Via S. Cate­ri­na — scrive Pose­n­a­to — ver­sano in con­dizioni dis­as­trose. Can­tine, garage com­ple­ta­mente alla­gati; attiv­ità arti­gianali, com­mer­ciali, con dan­ni ingen­ti. Sono prob­a­bil­mente, un centi­naio le famiglie che si trovano con un metro d’ac­qua negli scant­i­nati, in alcu­ni pun­ti il liv­el­lo è giun­to al metro e set­tan­ta». Forza Italia, poi, s’im­peg­na a pro­muo­vere un ordine del giorno in con­siglio comu­nale, che impeg­ni sin­da­co e Giun­ta a ver­i­fi­care con urgen­za i dan­ni, ad isti­tuire un appos­i­to fon­do nel bilan­cio comu­nale ed, infine, nel chiedere ven­ga inser­i­to nel bilan­cio del­la Provin­cia un appos­i­to capitolo.

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