Capitale di 15,5 milioni di euro: 85% Catullo, 15% Provincia e Camera di commercio. Cavalli: «Primo passo». Sanson: «Un polo di sviluppo»

«D’Annunzio», è nata la Spa

12/02/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Montichiari

L’aeroporto «Gabriele D’Annunzio» di Mon­tichiari ha vis­to nascere ieri mat­ti­na a Vil­lafran­ca la sua pri­ma soci­età di ges­tione autono­ma. Dal costa­to del­la Cat­ul­lo Spa si è stac­ca­ta quin­di la strut­tura che gravi­ta in ter­ri­to­rio bres­ciano. Una Spa con cap­i­tale sociale da 30 mil­iar­di di lire, ossia 15 mil­ioni e 500 mila euro (più del cap­i­tale del­la stes­sa Cat­ul­lo, che assom­ma a 24 mil­iar­di di lire, 12 mil­ioni e 395 mila euro) sot­to­scrit­to per l’85% dal­la Spa e per il restante 15% in modo par­i­tario da Provin­cia e Cam­era di com­mer­cio di Bres­cia. «Si trat­ta del pri­mo pas­so — ha com­men­ta­to Alber­to Cav­al­li, pres­i­dente del­la Provin­cia di Bres­cia -. Adesso si deve puntare alla real­iz­zazione di un prog­et­to indus­tri­ale che sul­la car­ta appare molto impeg­na­ti­vo e che neces­si­ta dell’ingresso nel­la nuo­va Spa dei part­ner tec­ni­ci». Oltre alla cos­ti­tuzione del­la nuo­va soci­età che si chi­amerà «Aero­por­to Spa», cui sarà affi­da­ta la pro­pri­età e la ges­tione dell’aeroporto di Bres­cia-Mon­tichiari, il prog­et­to prevede anche una strut­tura oper­a­ti­va autono­ma con pro­pri organi di ges­tione. Vi sarà un con­siglio di ammin­is­trazione com­pos­to da nove mem­bri, di cui sei saran­no espres­sione del­la Cat­ul­lo Spa e tre ver­ran­no indi­cati dal­la Provin­cia e dal­la Cam­era di com­mer­cio di Bres­cia. Fra questi ver­rà scel­to il pres­i­dente. Anche la Cat­ul­lo Spa con­cor­da con il pres­i­dente Cav­al­li che «con la nuo­va soci­età sarà pos­si­bile avviare la ricer­ca di un part­ner oper­a­ti­vo che, con nuovi flus­si di traf­fi­co e l’apporto di nuove espe­rien­ze ges­tion­ali, con­sen­ta allo sca­lo di Mon­tichiari una cresci­ta più rap­i­da e un’abbreviazione dei tem­pi di rag­giung­i­men­to del pun­to di pareg­gio». Chi teme che ques­ta strut­tura bres­ciana pos­sa essere in con­cor­ren­za con il Cat­ul­lo di Vil­lafran­ca dimen­ti­ca che entram­bi gli scali con­tin­uer­an­no a fare parte di un «Sis­tema di area» pro­mosso con con­vinzione dal­la Cat­ul­lo Spa, che dichiara a gran voce: «L’obbiettivo è quel­lo di pro­muo­vere lo svilup­po del­lo sca­lo in un’ottica di com­ple­men­ta­ri­età e spe­cial­iz­zazione non con­flit­tuale rispet­to all’aeroporto di Verona, con il quale il D’Annunzio cos­ti­tu­isce il Sis­tema aero­por­tuale del Gar­da». Sod­dis­fat­to il pres­i­dente del­la Cat­ul­lo Spa, Fer­nan­do San­son, che con i pres­i­den­ti degli enti bres­ciani Fran­co Bet­toni e Alber­to Cav­al­li si era bat­tuto affinché lo scor­poro d’azienda venisse accetta­to all’unanimità dall’assemblea dei soci. Un’operazione che è fila­ta via lis­cia, anche se il Comune di Verona non ha parte­ci­pa­to al voto, uscen­do al momen­to dell’alzata di mano, sot­to­lin­e­an­do in tal modo anco­ra una vol­ta la loro con­tra­ri­età al prog­et­to di scor­poro. Le quote dell’ente veronese assom­mano al 6,8%, con­tro un 86% cir­ca di soci pre­sen­ti e favorevoli, la Cam­era di com­mer­cio di Verona (20%), la Provin­cia di Tren­to (18%) e la Provin­cia di Verona (17%) prime fra tut­ti. «L’aeroporto di Mon­tichiari è des­ti­na­to a svol­gere un ruo­lo impor­tante sia per la favorev­ole col­lo­cazione geografi­ca nel­la quale si tro­va, sia per le carat­ter­is­tiche strut­turali che possiede — ha dichiara­to Fer­nan­do San­son -. Con la mag­giore parte­ci­pazione ed un più diret­to coin­vol­gi­men­to degli enti bres­ciani, la nuo­va soci­età rap­p­re­sen­terà un forte polo di svilup­po delle economie dei ter­ri­tori in cui lo sca­lo si col­lo­ca». Infine, la direzione del­la Cat­ul­lo Spa ha aggiun­to che «il 2002 si è aper­to all’insegna dell’ottimismo gra­zie anche al nuo­vo col­lega­men­to con Roma effet­tua­to dal­la com­pag­nia aerea Gan­dalf, che sta riscuo­ten­do un buon suc­ces­so di pubblico».I sin­daci: «Ora il piano per la cresci­ta dell’area» I Comu­ni di Mon­tichiari, Ghe­di e Cas­tenedo­lo sono pron­ti ad acquistare quote dell’aeroporto Gabriele D’Annunzio spa. L’annuncio è sta­to dato ieri, dopo la notizia del varo del­la nuo­va spa. I tre sin­daci (Gianan­to­nio Rosa per Mon­tichiari, Osval­do Scal­ven­zi per Ghe­di e Gian­bat­tista Groli per Cas­tenedo­lo) ave­vano già sped­i­to tre let­tere all’attenzione del pres­i­dente del­la Provin­cia di Bres­cia, che con­di­vide con la Cam­era di com­mer­cio sia il 10% delle quote in Cat­ul­lo sia il 15% del cap­i­tale del­la D’Annunzio spa. Ma ieri i tre sin­daci han­no volu­to rib­adire, accan­to alla sod­dis­fazione per l’avvenuto scor­poro del Cat­ul­lo, l’intenzione di sol­lecitare una rispos­ta alla loro richi­es­ta di quote e anche alla neces­sità di riu­nire con urgen­za il Comi­ta­to ter­ri­to­ri­ale per lo svilup­po dell’aeroporto, vara­to dal­la ed affida­to alla Provin­cia. Il sin­da­co Rosa di Mon­tichiari ave­va in più sedi affer­ma­to che «il con­siglio comu­nale ave­va inser­i­to a bilan­cio un mil­iar­do per acquistare quote del D’Annunzio» e ieri l’ha rib­a­di­to. Il sin­da­co Scal­ven­zi si è ram­mar­i­ca­to che «il Comi­ta­to non si sia più riu­ni­to dal luglio scor­so, ma è nec­es­sario far­lo poichè pri­vati ed impren­di­tori chiedono di costru­ire o di ampli­are le loro aziende nelle aree attigue all’aeroporto e sen­za un piano di coor­di­na­men­to molte oper­azioni sono ferme». Cas­tenedo­lo non pone par­ti­co­lari prob­le­mi allo svilup­po aero­por­tuale ma chiede che «le esi­gen­ze del­la cit­tad­i­nan­za ven­gono rispet­tate con una migliore e tenen­do con­to che le rotte di decol­lo pas­sano sul­la tes­ta dei cit­ta­di­ni di Cas­tenedo­lo». Sia Ghe­di che Cas­tenedo­lo chiedono ad alta voce un mag­giore con­trol­lo del­lo svilup­po dei servizi d’area, com­pren­den­ti la via­bil­ità ed even­tu­ali rumori not­turni. A tal propos­i­to sol­lecitano una riu­nione urgente del Comi­ta­to ter­ri­to­ri­ale anche per capire chi coordinerà l’operazione a nome del­la Provin­cia dopo le dimis­sioni dell’assessore provin­ciale Vig­ilio Bet­tin­soli che ave­va por­ta­to avan­ti un buon lavoro di coor­di­na­men­to zonale.

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