La Regione Lombardia pronostica per lo scalo di Montichiari un futuro da «hub». I soci bresciani: «Pronti a fare la nostra parte per il decollo»

D’Annunzio, molti i pretendenti

05/06/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Francesco Di Chiara

Tut­ti lo vogliono, l’aeroporto «» di Mon­tichiari. Dal­la grande Sea (Malpen­sa e Linate) con il pres­i­dente Gior­gio Fos­sa che ha rib­a­di­to in più di un’occasione di credere nel ruo­lo strate­gi­co di questo sca­lo; non è da meno il berga­m­as­co Orio al Serio (gesti­to dal­la Sacbo, nel­la quale è pre­sente con qua­si la metà delle azioni anco­ra la Sea) che da un paio di anni gli sta facen­do una corte spi­eta­ta; e ci cre­dono i soci bres­ciani che si prepara­no a parte­ci­pare all’assemblea del 14 giug­no del­la Cat­ul­lo di Verona-Vil­lafran­ca, tito­lare del­lo sca­lo, con la sper­an­za di ved­er nascere la tan­to atte­sa soci­età di ges­tione dell’aeroporto mon­te­clarense. Tut­ti quan­ti gal­va­niz­za­ti dal recente impri­matur del­la che con il pres­i­dente Rober­to Formigo­ni e l’assessore Mas­si­mo Cor­saro han­no per la pri­ma vol­ta par­la­to di un futuro da «hub», da sca­lo inter­nazionale, per Mon­tichiari. Un «des­ti­no» niente affat­to esager­a­to, avval­orato da uno stu­dio dell’Irer regionale che addirit­tura non esclude l’impiego, in un futuro per la ver­ità anco­ra lon­tano, del­la pista mil­itare di Ghe­di. In casa del Cat­ul­lo, intan­to, rien­tra­no i dis­sensi con il sin­da­co di Verona e sul fronte oper­a­ti­vo è in dirit­tura d’arrivo l’atteso poten­zi­a­men­to del servizio dei vig­ili del fuo­co, gra­zie anche all’impegno isti­tuzionale del­la prefet­tura di Bres­cia. Econ­o­misti e tec­ni­ci di fama han­no defin­i­ti­va­mente lan­ci­a­to il prog­et­to di un allarga­men­to del­la strut­tura mon­te­clarense e del­la rete dei comu­ni­cazione (fer­rovia, metro, alta capac­ità) come «essen­ziale per pot­er accogliere entro dieci anni tra i ven­ti e i ven­ticinque mil­ioni di passeg­geri all’anno». I bres­ciani accol­go­no con sod­dis­fazione e com­pren­si­bile orgoglio questi lus­inghieri giudizi, in pri­ma fila Cam­era di Com­mer­cio e Provin­cia azion­isti con il dieci per cen­to nel cap­i­tale del Cat­ul­lo. È un tesoro, il Gabriele D’Annunzio, spun­ta­to in pochi mesi tra i campi del­la brughiera mon­te­clarense. Costru­ito in sette mesi e arriva­to in meno di due anni dai pri­mi approc­ci all’apertura nel mar­zo ’99, dopo decen­ni di inutili ten­ta­tivi. È un tesoro che, va chiar­i­to subito, è sta­to real­iz­za­to anche e soprat­tut­to per l’azione deter­mi­na­ta por­ta­ta avan­ti da due anni dal­la Cat­ul­lo Spa, che ha favorito la cresci­ta di ques­ta strut­tura, che ha saputo rag­giun­gere obi­et­tivi inter­es­san­ti (oltre 160.000 passeg­geri) nell’anno 2000 e che attual­mente ha ripreso con un buon rit­mo, gra­zie ad Alpi Eagles, le rotte su Roma aggiun­gen­do a sor­pre­sa Napoli ed Olbia (quest’ultimo col­lega­men­to inizierà saba­to 9 giug­no), oltre ai voli Rayanair su Lon­dra e vari voli char­ter. «Un impeg­no pos­i­ti­vo che non vogliamo diminuire di val­ore — riconosce Fran­co Bet­toni, pres­i­dente del­la Cam­era di Com­mer­cio di Bres­cia — ma oggi cre­di­amo sia da rivedere l’idea di una soci­età di ges­tione dove i bres­ciani abbiano in tas­ca solo il 15%. Dob­bi­amo ridis­cuterne e siamo pron­ti ad aggiun­gere il denaro che sarà nec­es­sario». , l’unico pre­sente per i bres­ciani nel Con­siglio di ammin­is­trazione del Cat­ul­lo vede la ques­tione in ter­mi­ni pos­i­tivi: «Abbi­amo buone carte da gio­care per pot­er svol­gere insieme un eccel­lente lavoro». Si prospet­ta quin­di, nell’assemblea del 14 giug­no, una pos­i­ti­va «stret­ta di mano» tra Bres­cia e Verona per rilan­cia­re il D’Annunzio, in base anche alle aspet­ta­tive sca­tu­rite dal con­veg­no milanese del 31 mag­gio nel quale appun­to il pres­i­dente del­la Regione Formigo­ni ha avu­to parole di apprez­za­men­to per il ruo­lo di Mon­tichiari e il suo ruo­lo nel sis­tema trasportis­ti­co lom­bar­do. Un’operazione ben vista anche da Fer­di­nan­do San­son (pres­i­dente del Cat­ul­lo, pre­sente anche lui al con­veg­no di ) e da Vig­ilio Bet­tin­soli, asses­sore provin­ciale ai Trasporti che si è affret­ta­to ad inviare una cir­co­lare ai Comu­ni di Mon­tichiari, Cas­tenedo­lo e Ghe­di «per­ché tengano con­to nei loro piani ter­ri­to­ri­ali di una cresci­ta del D’Annunzio ritenu­ta ormai irreversibile».