A un anno esatto dalla sentenza con cui il Tar della Lombardia accolse la tesi di ABeM, sostenendo che per l’assegnazione della concessione del D’Annunzio si doveva procedere per gara europea, si vivono ore cruciali per il destino dell’aeroporto bresciano

D’Annunzio, ore cruciali Broletto socio allo 0,16% 

13/02/2010 in Attualità
Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Gianluca Gallinari

 A un anno esat­to dal­la sen­ten­za con cui il Tar del­la Lom­bar­dia accolse la tesi di ABeM, soste­nen­do che per l’assegnazione del­la con­ces­sione del D’Annunzio si dove­va pro­cedere per gara euro­pea, si vivono ore cru­ciali per il des­ti­no dell’aeroporto bres­ciano. Tra meno di cinque giorni, infat­ti, la gius­tizia ammin­is­tra­ti­va nel­la sua espres­sione supre­ma, vale a dire il Con­siglio di Sta­to, sarà chia­ma­ta a pro­nun­cia­r­si nuo­va­mente sul­la verten­za ABeM-Cat­ul­lo, e ques­ta vol­ta in via definitiva.A meno di un’intesa in lim­ine, per la quale restano ormai davvero poche ore, il pro­nun­ci­a­men­to seg­n­erà il des­ti­no futuro del­lo sca­lo bres­ciano. Anche ieri le indi­cazioni che davano per immi­nente un con­fron­to tra il pres­i­dente del­la Provin­cia, , e i ver­ti­ci di ABeM, non han­no avu­to riscon­tro. Da parte sua, Fran­co Bet­toni, pres­i­dente del­la Cam­era di Com­mer­cio — al con­tem­po azion­ista tan­to di D’Annunzio e Cat­ul­lo, quan­to di ABeM — rib­adisce anco­ra una vol­ta che «la posizione cam­erale res­ta quel­la: non abbi­amo vis­to nul­la di scrit­to e per­ciò di ipote­si che non ci ven­gono prospet­tate uffi­cial­mente non par­liamo». E assi­cu­ra anche che la Cdc non intende in alcun modo ver­sare quan­to pre­vis­to al fine di rien­trare a pieno tito­lo nel­la com­pagine soci­etaria del­la Spa mon­te­clarense, il cui cap­i­tale, ricos­ti­tu­ito lo scor­so dicem­bre, è per intero nelle mani di Cat­ul­lo. Il tem­po utile per i due soci bres­ciani — Bro­let­to, che ha stanzi­a­to una «fich­es» da 25mila euro per restare con un piede in D’Annunzio, suf­fi­ciente a rip­i­anare perdite e acquisire azioni in quo­ta del­lo 0,16% — pare­va dovesse scadere pro­prio ieri: invece, la clau­so­la dell’atto assem­bleare di ricos­ti­tuzione del cap­i­tale recita­va per l’esattezza che i 60 giorni utili per «riscattare» le quote inop­tate scat­ta­vano a far data dal giorno di depos­i­to dell’atto medes­i­mo al Reg­istro delle Imp­rese. Il ter­mine ulti­mo, dunque, è fis­sato al 17 feb­braio: mer­coledì prossi­mo, o per dirla altri­men­ti, il giorno dopo l’attesa udien­za del Con­siglio di Stato.Sullo sfon­do restano i tim­o­ri. Su tut­ti quel­lo di ved­er sfu­mare, nelle more del­la con­te­sa bres­ciano-veronese, la pos­si­bil­ità di sapere il D’Annunzio parte inte­grante di quel prog­et­to di sis­tema aero­por­tuale del Nord Italia — sull’asse Malpen­sa-Linate-Orio-Bres­cia-Verona — sul quale è tor­na­to anche ieri il pres­i­dente del­la Cat­ul­lo, Fabio Bor­to­lazzi, inter­ve­nen­do all’«Italy & South East­ern Europe Invest­ment Forum», orga­niz­za­to dal Min­is­tero del­lo svilup­po economico.Nella sua relazione, ha anzi riper­cor­so il piano di svilup­po per Mon­tichiari e Vil­lafran­ca, sup­por­t­a­to da inves­ti­men­ti per 78 mil­ioni di euro. In par­ti­co­lare, Bor­to­lazzi si è sof­fer­ma­to pro­prio sulle vicende del D’Annunzio, premet­ten­do un sig­ni­fica­ti­vo “se”: «Il piano di svilup­po per lo sca­lo Mon­tichiari già pre­sen­ta­to ad Enac potrà essere attua­to solo dopo il pro­nun­ci­a­men­to del Con­siglio di Sta­to cir­ca la ques­tione del­la con­ces­sione. Se la Soci­età Cat­ul­lo sarà riconosci­u­ta uni­ca soci­età legit­ti­ma­ta a rice­vere la con­ces­sione, si lavor­erà per svilup­pare ulte­ri­or­mente la vocazione car­go del­lo sca­lo bres­ciano e a lat­ere allo svilup­po pro­gres­si­vo dell’aviazione gen­erale, oltre al traf­fi­co low cost e char­ter fino a sat­u­razione del­la capacità».Una vocazione a prevalen­za car­go, ma con spazio però anche al traf­fi­co gen­er­a­to dal cos­tituen­do ter­mi­nal di avi­azione gen­erale, e a quel­lo passeg­geri. Ma il sec­on­do obi­et­ti­vo rib­a­di­to da Bor­to­lazzi è l’adesione al sis­tema aero­por­tuale: «L’altro ele­men­to chi­ave del­la strate­gia per lo svilup­po degli scali è il prog­et­to che prevede la cos­ti­tuzione di un uni­co sis­tema aero­por­tuale, South Euro­pean Air­port Sys­tem, coin­vol­gen­do gli scali milane­si e gli scali di Verona e Bres­cia. Il prog­et­to, a cui si lavo­ra da mesi, pri­mo e uni­co in Italia, creerà un sis­tema in gra­do di com­petere con i mag­giori sis­te­mi aero­por­tu­ali inte­grati del Nord Europa, rifer­en­dosi a una catche­ment area di cir­ca 60 mil­ioni di passeg­geri e oltre un mil­ione di ton­nel­late car­go annue. L’asse attra­verserà vir­tual­mente tut­to il Nord Italia, cre­an­do un link strate­gi­co e fun­zionale tra gli aero­por­ti di Verona, Bres­cia e gli scali milanesi».

Parole chiave: