Il presidente della Croce Bianca Raguzzi archivia il caso lettere anonime e rilancia sullo spostamento dell’associazione. Villa Gloria ha bisogno di un intervento al tetto e di uscite per le ambulanze

«Dateci garanzie per la sede»

03/12/2004 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Gerardo Musuraca

«Ci stan­no attac­can­do pub­bli­ca­mente, con scrit­ti anon­i­mi, per la cos­ti­tuzione di una soci­età pri­va­ta che affi­an­ca l’associazione dei volon­tari del­la Croce Bian­ca». A dir­lo, con risen­ti­men­to, è Fabio Raguzzi, il pres­i­dente del­la Croce Bian­ca e capogrup­po di mag­gio­ran­za in con­siglio comu­nale. E infat­ti all’indomani del­la sedu­ta urgente nel­la quale ave­va denun­ci­a­to che l’associazione non si sente ben­vo­lu­ta a Tor­ri, che i con­siglieri di oppo­sizione «devono chiarire che posizione han­no nei con­fron­ti del­la Croce Bian­ca», e che il cam­bio di sede dal pianter­reno del­la scuo­la a Vil­la Glo­ria Angela potrà avvenire facen­do pri­ma chiarez­za sul­la sede che si vuole dare all’associazione, Raguzzi tor­na alla car­i­ca. E par­la del­la Croce Bian­ca in rap­por­to alla polit­i­ca, alle isti­tuzioni, alle denunce anon­ime e al cam­bio di sede. «Dal 1995 ad oggi», spie­ga il pres­i­dente del­la Croce Bian­ca, «da quan­do cioè siamo suben­trati alla prece­dente ges­tione, rite­ni­amo di avere con­se­gui­to tre suc­ces­si: riqual­i­fi­cazione dei volon­tari e con­seguente con­ven­zione col 118, rin­no­va­men­to com­ple­to del par­co auto e rin­no­vo di tut­ti i volon­tari, che sono oggi cen­to». «Nonos­tante questo», pros­egue, «e nonos­tante i 1100 inter­ven­ti in urgen­za o emer­gen­za, oltre ai 2000 trasporti di ammalati ogni anno, numeri che dan­no idea del­la nos­tra impor­tan­za sul ter­ri­to­rio del Gar­da, siamo sta­ti ogget­to, dal 2003, di cam­pagna den­i­gra­to­ria». In par­ti­co­lare, il pres­i­dente Fabio Raguzzi pun­ta il dito su un episo­dio di aff­is­sione not­tur­na di man­i­festi a Tor­ri e Gar­da, avvenu­ta nel 2003, che «ci accusa­va di ges­tione ver­ticis­ti­ca del­la asso­ci­azione, e di avere per­sone non gra­dite nel­la diri­gen­za». «Da giug­no 2004, poi, durante la cam­pagna elet­torale per le elezioni politiche che abbi­amo vin­to, alcu­ni si sono prodi­gati in una cam­pagna den­i­gra­to­ria nei miei con­fron­ti e in quel­li dell’associazione. Ignoti han­no perfi­no scrit­to alla , alla Procu­ra, all’Ulss 22 di Bus­solen­go e a sin­daci del com­pren­so­rio, ten­tan­do di scred­itar­ci». «Sono arrivate diverse let­tere, rig­orosa­mente anon­ime», pros­egue Raguzzi, «per­ché abbi­amo fonda­to una soci­età pri­va­ta, a respon­s­abil­ità lim­i­ta­ta, affi­an­can­dola nel­la ges­tione dell’associazione del­la Croce Bian­ca». In prat­i­ca, Raguzzi e il vicepres­i­dente del­la Croce, Attilio Bel­lorio, han­no fonda­to la Croce Bian­ca srl, che gestisce gli stipen­di e le oper­azioni fis­cali e con­tabili delle sei per­sone, cinque autisti e una seg­re­taria, che man­dano avan­ti l’associazione Croce Bian­ca. Sec­on­do Raguzzi si è trat­ta­to «di un’azione nec­es­saria, med­i­ta­ta con com­mer­cial­isti e due stu­di legali, approva­ta dall’ assem­blea del­la Croce Bian­ca». La soci­età, a quan­to ha illus­tra­to Raguzzi, avrebbe sede in via Dall’Oca Bian­ca, e vedrebbe come soci lo stes­so Raguzzi, oltre ad Attilio Bellorio.«Quel che vogliamo sot­to­lin­eare», inter­viene Bel­lorio, «è che la soci­età affi­an­ca l’associazione Croce Bian­ca, ma non la sos­ti­tu­isce. Si è reso nec­es­sario fon­dar­la per ottem­per­are gli adem­pi­men­ti legali e fis­cali e per non rischiare di fal­lire o essere but­tati fuori dal­la , come già era suc­ces­so in pas­sato, pri­ma del­la nos­tra ges­tione». «Per aver fonda­to l’associazione siamo sta­ti attac­cati in cam­pagna elet­torale e siamo dovu­ti andare a col­lo­quio con la direzione gen­erale dell’Ulss di Bus­solen­go, con la Finan­za e con vari sin­daci del­la zona. Ma noi non abbi­amo fat­to nul­la di irre­go­lare». «La dis­in­for­mazione e gli attac­chi politi­ci», riprende Raguzzi, «ten­dono solo a crearci prob­le­mi e a scred­itar­ci. Sec­on­do noi infat­ti la palestra, che la mino­ran­za gui­da­ta da Tomei ha pro­pos­to di creare nel­la attuale sede del­la Croce Bian­ca facen­do­ci spostare a Vil­la Glo­ria, non è fat­tibile. Come mai poi l’Ulss è usci­ta in ispezione pro­prio con la nos­tra ammin­is­trazione e ha dichiara­to inag­i­bili locali nel sem­i­nter­ra­to dell’ex cin­e­ma, usati come palestra da cir­ca 20 anni?». In con­siglio comu­nale la mino­ran­za Rin­no­va­men­to ave­va pro­pos­to di accel­er­are lo sposta­men­to del­la Croce Bian­ca a Vil­la Glo­ria, come ave­va det­to il capogrup­po Alber­to Tomei, per «fare pos­to a una palestra nei locali attual­mente occu­pati, al pianter­reno del­la scuo­la, dal­la asso­ci­azione». «Non sono con­trario a spostare la sede del­la Croce a Vil­la Glo­ria», rib­at­te ora Raguzzi, «ma voglio garanzie sui locali, sull’utilizzo del piaz­za­le ester­no per le ambu­lanze, sui lavori al tet­to che anco­ra non sono sta­ti ese­gui­ti a Vil­la Glo­ria. C’è perfi­no un albero di fronte al garage dove le ambu­lanze dovreb­bero uscire». Raguzzi con­fer­ma che si dimet­terà entro aprile, «da pres­i­dente del­la Croce Bian­ca per l’imbarazzo che mi crea l’incarico che mi viene spes­so asseg­na­to di rap­p­re­sentare, fuori Tor­ri, il Comune. La prece­dente ammin­is­trazione ave­va infat­ti bril­la­to per assen­za nelle varie riu­nioni isti­tuzion­ali». Da ulti­mo, Raguzzi con­fer­ma: «dopo i col­lo­qui avu­ti con Finan­za, Ulss, sin­daci e quant’altri, la vicen­da delle let­tere anon­ime per noi è chiusa».