L’olio extravergine di oliva si è alleato col Barbaresco. Fino a lunedì appuntamenti enogastronomici nei ristoranti

Decolla l’unione con il vino piemontese

07/09/2004 in Enogastronomia
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

È un gio­co di seduzione quel­lo che unisce una delle cap­i­tali ital­iane del vino, Bar­baresco, con la per­la del lago, Mal­ce­sine, ter­ra d’eccellente olio extravergine. L’intesa fra la cit­tad­i­na piemon­tese e quel­la garde­sana è nata qualche mese fa. Un paio di vis­ite rec­i­proche, ed ecco il feel­ing: a Mal­ce­sine arrivano i gran­di vini rossi del Piemonte, in Lan­ga la corte­sia ver­rà ricam­bi­a­ta con l’olio ospite d’onore in otto­bre al Bar­baresco Wine Fes­ti­val. Intan­to i fes­teggia­men­ti gas­tro­nomi­ci a Mal­ce­sine sono già com­in­ciati. Fino al 13 set­tem­bre, undi­ci ris­toran­ti mal­cesine­si pro­pon­gono «Il nel cuc­chi­aio», una serie di menù degus­tazione dai sapori tipi­ca­mente garde­sani, a base di pesce e di olio, abbinati a due bic­chieri di Bar­baresco di due diverse aziende. I locali che aderiscono all’iniziativa, volu­ta dai Comu­ni di Mal­ce­sine e di Bar­baresco, dall’istituzione Mal­ce­sine più e dal Con­sorzio Olivi­coltori, sono il Gon­do­liere, il Gre­mal, il Pon­tile, Alla Rosa, Athos, La Tore­sela, il Por­to Vec­chio, il Re Lear, la Tav­er­na dei Cap­i­tani, la Trat­to­ria Vec­chia Mal­ce­sine e l’osteria Vidoc. In tavola piat­ti come il sisam, i ravi­o­li di lago con l’erba cipol­li­na, i tortel­li alla tin­ca con erbette e for­mag­gi del Bal­do, gli gnoc­chi di pata­ta con broc­coli cap­peri olive e per­si­co, i cason­cel­li alla tro­ta, gius­to per citare qual­cu­na delle pro­poste, a cav­al­lo fra tradizione e inno­vazione. Quan­to ai vini, l’elenco dei Bar­baresco pre­sen­ti nei vari locali è notev­ole: Can­ti­na del Pino, Casci­na Bar­ic­chi, Casci­na delle Rose, Casci­na Luisin, Casci­na Morassi­no, Giuseppe Cortese, Dante Riv­et­ti, Fratel­li Cigliu­ti, Fat­to­ria San Giu­liano, Fontan­abi­an­ca, Lui­gi Gior­dano, I Paglieri, La Licen­ziana, Mocca­gat­ta, Mon­taribal­di, Piero Bus­so, Pro­dut­tori del Bar­baresco, Raba­jà di Bruno Roc­ca, Ressia, Mas­si­mo Riv­et­ti, Albi­no Roc­ca, Tenu­ta Cisa Asi­nari dei March­esi di Gresy, Ugo Lequio, Var­al­do. A guardare la gui­da dei Vini d’Italia del Gam­bero Rosso e di Slow Food, c’è da strop­ic­cia­r­si gli occhi da tan­ti sono i pre­mi che queste can­tine han­no incas­sato negli anni. Tut­ti i Bar­baresco delle aziende elen­cate saran­no disponi­bili in degus­tazione e in ven­di­ta al castel­lo scaligero da saba­to a lunedì 13 set­tem­bre, quand’è di sce­na «Vendem­mian­do in castel­lo». Nelle sale del maniero si assag­gia dalle 15 alle 22: l’ingresso è a 5 euro. Un’enoteca di rossi del genere è dif­fi­cile trovar­la. Insieme ai Bar­baresco, l’olio del Con­sorzio di Mal­ce­sine e i for­mag­gi dall’azienda agri­co­la Chin­car­i­ni a rap­p­re­sentare la pro­duzione casearia del e del­la Casera del Del­fi­na­to per il Piemonte. La sera di saba­to c’è anche un even­to spe­ciale al Vec­chia Mal­ce­sine. Lean­dro Lup­pi, patron del locale, il suo chef Mau­ro Caprile e Isidoro Con­soli­ni, cuo­co e tito­lare del Cav­al di Tor­ri del Bena­co, ser­vono un menù degus­tazione a base di sapori del lago di Gar­da, abbina­to a una stra­or­di­nar­ia (in tut­ti i sen­si) ver­ti­cale di dieci annate di Bar­baresco, dall’annata ’85 del­la Can­ti­na Pro­dut­tori al 2001 del­la Can­ti­na del Pino.

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