Presentato il nuovo locale ex «Genux». L’idea è offrire spazi multifunzionali per meeting e manifestazioni Grandi sale convegni, ristorante e bar si integrano con la discoteca

«Dehor» scommette su congressi e musica

15/11/2001 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Addio Genux, nasce il «Dehor». Si adegua ai tem­pi la «più grande dis­cote­ca del mon­do», com’era sta­ta bat­tez­za­ta quan­do venne inau­gu­ra­ta alla fine degli anni ’80. Diven­ta più pic­co­la ma allarga la sua offer­ta alla ris­torazione e al tur­is­mo con­gres­suale: un ridi­men­sion­a­men­to obbli­ga­to, per­chè i gran­di tem­pli del bal­lo non fan­no più ten­den­za. Tan­to che il popo­lo del­la notte da qualche anno a ques­ta parte ha volta­to le spalle alla strut­tura lonatese. E allo­ra la vec­chia soci­età, com­pos­ta da Fac­chet­ti, Visi­oli e Zec­chi, quel­la che ave­va scommes­so sul Genux, pur non mutan­do il pro­prio asset­to soci­etario (ma al pos­to dei fonda­tori siedono i loro figli o nipoti), ha deciso di cam­biare pelle e nome. L’al­tra sera le porte del glo­rioso Genux si sono aperte al futuro, con una nuo­va scenografia, un nuo­vo ambi­ente, una nuo­va immag­ine per la clien­tela. Tan­ti i curiosi che non han­no volu­to man­care al debut­to di «Dehor». Ma l’op­er­azione del­la Data Pow­er, la nuo­va etichet­ta soci­etaria, con Pier­lui­gi Visi­oli nei pan­ni di ammin­is­tra­tore uni­co, pun­ta a un altro uti­liz­zo del locale: quel­lo di cit­tadel­la del­la cul­tura e dei con­gres­si. Det­to del­la dis­cote­ca, che si dis­tribuisce in due sale in cui si potrà ascoltare funky e house, dotate di ben sei bar, «Dehor» aspi­ra a diventare un cen­tro in cui i con­gres­sisti o i parte­ci­pan­ti a meet­ing, sfi­late, incon­tri potran­no con­tare su spazi di lavoro, di diver­ti­men­to e di ris­torazione. Il locale, spie­ga l’art direc­tor Fed­er­i­ca Lip­pa (pierre in una multi­nazionale tedesca, poi in locali not­turni affer­mati), «potrà accogliere fino a 500 per­sone comoda­mente sedute e in gra­do di assis­tere a ogni fase del meet­ing e di avere una visuale del tavo­lo cen­trale dei rela­tori». I lavori di trasfor­mazione interni non sono del tut­to fini­ti. Dietro ad alcu­ni pan­nel­li, face­va notare Fed­er­i­ca Lip­pa, sono sit­uati altri spazi. Ebbene, la sala con­gres­si avrà una capien­za finale di oltre 800 per­sone. Il ris­torante avrà 300 cop­er­ti e 500 posti per buf­fet; l’of­fer­ta del­la ris­torazione può dirsi ele­va­ta e com­ple­mentare al set­tore con­gres­suale. «Dehor, poi, vuole divenire un cen­tro di cul­tura con man­i­fes­tazioni il cui pro­gram­ma ver­rà defini­to più in avan­ti — sot­to­lin­ea anco­ra Fed­er­i­ca Lip­pa — questo per sfruttare al meglio le poten­zial­ità del­la strut­tura, che van­ta un’ubicazione strate­gi­ca sot­to il pro­fi­lo via­bilis­ti­co». Comunque, la dis­cote­ca ha reg­is­tra­to uno scon­ta­to pienone nel­la ser­a­ta d’in­au­gu­razione, alli­eta­ta dal­la musi­ca dei suoi dj e da un buf­fet. Ma, davvero, le dis­coteche sono in crisi? «Lo sono i gran­di locali, com’era Genux — osser­va Ezio Rizzi, seg­re­tario nazionale del sin­da­ca­to degli addet­ti Siae -; da qualche anno assis­ti­amo a una crisi delle dis­coteche più gran­di, non ci sono più le ser­ate con 10–12 mila per­sone come avveni­va qui a Lona­to. I ragazz­i­ni non van­no più a bal­lare la domeni­ca pomerig­gio. Dehor quin­di si pre­sen­ta con tutte le carte in rego­la per occu­pare uno spazio nel­l’at­tuale panora­ma dei locali not­turni del­la zona». La riv­iera garde­sana con­tin­ua così la sua rin­cor­sa nel­la com­pe­tizione con quel­la romagnola.