Si è chiusa con un calo di frequenze la mostra mercato del miele ma gli apicoltori non demordono. La strada da battere è l’associazionismo

Demoralizzati ma non sconfitti

11/10/2002 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Lazise

Api­coltori demor­al­iz­za­ti ma non vin­ti. Al momen­to di «crit­ic­ità» del set­tore, dovu­to alla man­can­za del 70 per cen­to del­la pro­duzione gli oper­a­tori del set­tore han­no reag­i­to rim­boc­can­dosi le maniche pron­ti a ricostru­ire, in molti casi, l’allevamento apis­ti­co e quin­di mostran­do fidu­cia dopo un’annata dis­as­trosa a segui­to delle avver­sità mete­o­ro­logiche. La pri­ma reazione è sta­ta quel­la di non dis­ertare «i giorni del miele», la mostra mer­ca­to lacisiense dei mieli ital­iani, dei prodot­ti dell’arnia e delle attrez­za­ture per l’apicoltura. Soltan­to una man­ci­a­ta di espos­i­tori han­no infat­ti rin­un­ci­a­to, questo per man­can­za di miele, alla loro tradizionale pre­sen­za a Lazise. Un leg­gero calo anche tra i vis­i­ta­tori, rispet­to alla scor­sa edi­zione, ma con oltre 28 mila pre­sen­ze delle quali la metà cos­ti­tui­ta da oper­a­tori del set­tore (api­coltori, tec­ni­ci, fun­zionari region­ali dell’associazionismo apis­ti­co, stu­diosi, vet­eri­nari ecc.), il 20 per cen­to da appas­sion­ati di prodot­to e ali­men­tazione nat­u­rale e il restante dal grande pub­bli­co. La gior­na­ta clou di domeni­ca scor­sa con 18 mila pre­sen­ze ha vis­to vis­i­ta­tori arrivati in pull­man dal­la Lig­uria, dalle Marche, dal Piemonte, dal­la Toscana, dall’Emilia-Romagna e del­la Cam­pa­nia. Oltre alle diverse speci­ficità di mieli ital­iani, prodot­to poco ma di grande qual­ità, molto apprez­za­ta dal pub­bli­co è sta­ta anche la pro­duzione del­la cera d’api: dalle can­dele pro­fu­mate alle pic­cole, a scul­ture per il pre­se­pio. Grande inter­esse, specie nel pub­bli­co fem­minile, sta sem­pre più incon­tran­do la cosme­si deriva­ta dai prodot­ti dell’alveare. Api­coltori che in un incon­tro con i fun­zionari del­la Regione Piemonte e del Vene­to han­no affronta­to il prob­le­ma dell’associazionismo apis­ti­co con unanime il rilie­vo emer­so dell’unitarietà che rap­p­re­sen­ta il grande obi­et­ti­vo dell’apicoltura per essere riconosci­u­ta anche nel­la sua valen­za di legame per la qual­ità delle pro­duzioni ortofrut­ti­cole e dell’ambiente. La con­sapev­olez­za da assumere, da parte degli api­coltori che ogni inter­ven­to politi­co non può che nascere dal­la capac­ità di avan­zare pro­poste di prog­et­to in gra­do di andare oltre la richi­es­ta di con­tribu­ti fine a se stes­sa. Deter­mi­nante per­tan­to il con­fron­to sulle espe­rien­ze che ogni Regione affronta, dalle quali far emerg­ere tes­ti­mo­ni­anze utili pro­prio in fun­zione di un’idea sis­tema per l’apicoltura ital­iana, che sem­pre più riveste un ruo­lo fon­da­men­tale per tut­to il sis­tema agri­co­lo nazionale. Por­tan­do i salu­ti del min­istro Ale­man­no, il sot­toseg­re­tario per le riforme isti­tuzion­ali Aldo Branch­er ha con­fer­ma­to l’impegno del min­istro a ricer­care quelle soluzioni avan­zate, e illus­trate, nell’incontro avvenu­to a Roma, dall’Associazione Cit­tà del Miele, dall’Osservatorio nazionale di api­coltura e dalle Asso­ci­azioni di cat­e­go­ria, a fronte di un’annata pro­dut­ti­va par­ti­co­lar­mente crit­i­ca. Il momen­to par­ti­co­lar­mente criti­co del set­tore ha con­fer­ma­to, in chiusura del­la man­i­fes­tazione di Lazise, tut­ta l’attualità dell’annualità del­la man­i­fes­tazione atti­va­ta dal Comune lacisiense su richi­es­ta rib­a­di­ta da anni dagli api­coltori ital­iani. La caden­za annuale, infat­ti, con­sente all’apicoltura ital­iana di riaf­fer­mare costan­te­mente non solo l’esistenza di un com­par­to eco­nom­i­co nelle sue valen­ze pro­dut­tive, ma anche la fun­zione che il set­tore assume a favore dell’ambiente e dell’agricoltura in generale.