Quasi ultimato il primo stralcio dei lavori di adeguamento dell’impianto in cui confluisce il collettore del Garda. In primavera la sesta linea di trattamento che metterà fine agli sversamenti

Depuratore a prova di piogge

Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Entro la prossi­ma pri­mav­era il depu­ra­tore sarà in gra­do di garan­tire un fun­zion­a­men­to otti­male anche nei giorni di for­ti piogge, ovvero in quei casi in cui, in pas­sato, acqua pio­vana mis­chi­a­ta a scarichi fog­nari era respon­s­abile di ripetu­ti sver­sa­men­ti nel lago. Pro­prio per la pri­mav­era è infat­ti pre­vista la fine dei lavori del pri­mo dei tre stral­ci pre­visti per com­pletare l’adeguamento dell’impianto consortile.«Si trat­ta di un inter­ven­to di adegua­men­to del­la strut­tura alle nor­ma­tive e ai para­metri attuali», spie­ga Mario Gia­comel­li, diret­tore del depu­ra­tore la cui ges­tione dipende dal­la soci­età bres­ciana Gar­daUno. Gli inter­ven­ti del pri­mo stral­cio preve­dono la real­iz­zazione di una ses­ta lin­ea di trat­ta­men­to dei liqua­mi che arrivano al depu­ra­tore: qual­cosa come 30 mil­ioni di metri cubi prove­ni­en­ti sia dal col­let­tore sub­lacuale, che por­tati su gom­ma come mate­ri­ali finali di lavo­razioni agri­cole e industriali.«Verranno costru­ite tre nuove vasche: due per la sed­i­men­tazione e una per l’ossidazione. Il tut­to per un cos­to di 6 mil­ioni e 91.608 euro. L’importo è finanzi­a­to dalle Regioni Lom­bar­dia e Vene­to e dai due Ambiti ter­ri­to­ri­ali otti­mali di Bres­cia e Verona», pre­cisa il tec­ni­co. Nel 2007 potreb­bero anche par­tire i lavori del sec­on­do stral­cio. «Abbi­amo con­clu­so la gara la scor­sa estate e pen­so che i lavori potreb­bero par­tire entro la pri­ma metà dell’anno. Real­izzer­e­mo nuovi trat­ta­men­ti pri­mari, cioè quel­li che ven­gono appli­cati all’inizio del proces­so di trat­ta­men­to dei liqua­mi; inoltre sarà costru­i­ta la tubazione che ali­men­ta la ses­ta lin­ea e che sino a quel momen­to sarà servi­ta dal­la con­dot­ta esistente». «La spe­sa per questo sec­on­do lot­to è sti­ma­ta in tre mil­ioni e 826.873 euro. I pri­mi due stral­ci sono rel­a­tivi all’adeguamento idrauli­co, che ci per­me­t­terà di trattare cir­ca il doppio dei liqua­mi rispet­to a quel­li attuali».La terza fase del prog­et­to riguar­da la qual­ità delle acque in usci­ta dal depu­ra­tore e pro­prio pochi giorni fa è sta­ta data notizia che la Giun­ta del Vene­to ha approva­to il finanzi­a­men­to dell’intervento, cal­co­la­to in sei mil­ioni 524.318 euro.«L’ultima parte di lavori con­siste nel­la costruzione di un impianto di defos­fa­tazione (elim­i­nazione dei fos­fati) fil­trazione e dis­in­fezione delle acque prodot­to finale del­la nos­tra lavo­razione. Si trat­ta», spie­ga Gia­comel­li, «delle acque che scarichi­amo nel Min­cio, sia diret­ta­mente attra­ver­so lo sfio­ra­tore o by-pass in fun­zione dal 2003, che attra­ver­so la Seri­o­la, il canale che è il prin­ci­pale scari­co dell’impianto e sfo­cia a valle del­la diga di Salionze». Il diret­tore del depu­ra­tore sot­to­lin­ea che con l’ultima fase di lavori «si arriverà ad avere in usci­ta acqua pri­va di inquinan­ti, che può benis­si­mo essere usa­ta in agri­coltura. A quel pun­to, e con­ti­amo di finire i tre lot­ti entro il 2010, l’impianto di Peschiera sarà suf­fi­ciente a trattare tut­to quel­lo che c’è».Oltre tut­to, dice Gia­comel­li, vi sono altri inves­ti­men­ti impeg­nati per inter­ven­ti legati al depu­ra­tore e alla sua fun­zion­al­ità. «Sti­amo proce­den­do alla pulizia del fos­so Seri­o­la: si dra­ga il fon­dale dei suoi sei chilometri di per­cor­so lun­go i quali in questi anni si sono deposi­tati sed­i­men­ti por­tati dal depu­ra­tore e da altri cor­si d’acqua che qui affluis­cono. L’ inter­ven­to cos­ta cir­ca 300mila euro, pagati da Gar­daUno e Ags».Quattrocentomila euro sono sta­ti invece stanziati per risol­vere il prob­le­ma degli odori che da qualche tem­po sono tor­nati a far­si sen­tire nelle vic­i­nanze del depu­ra­tore. «È una delle com­pli­canze più dif­fi­cili da con­trol­lare stante i mate­ri­ali che qui ven­gono trat­tati. Abbi­amo comunque già mes­so a bilan­cio la som­ma che user­e­mo per real­iz­zare ex novo la cop­er­tu­ra del­la vas­ca e fare la manuten­zione di quelle esisten­ti». «Un mil­ione di euro è sta­to poi des­ti­na­to ad opere di mit­igazione dell’impatto visi­vo dell’impianto: piantu­mazioni e sis­temazioni di verde che con­sen­ti­ran­no di amal­ga­mare meglio la strut­tura al con­testo di grande pre­gio nat­u­ral­is­ti­co in cui si tro­va». Adegua­to l’impianto res­ta da pen­sare, antic­i­pa l’ingegner Gia­comel­li, allo smal­ti­men­to dei fanghi. «Le nos­tre linee trat­tano i liqua­mi che arrivano dal col­let­tore o da lavo­razioni esterne. Il prodot­to finale del loro trat­ta­men­to, accan­to all’acqua, è cos­ti­tu­ito da fanghi. Oggi ne pro­du­ci­amo 20mila ton­nel­late all’anno, qua­si il doppio rispet­to a 10 anni fa, e anche questi fanghi devono essere avviati allo smal­ti­men­to, che ha ovvi­a­mente un cos­to. Abbi­amo inizia­to l’analisi tec­ni­co eco­nom­i­ca nec­es­saria alla prog­et­tazione dell’adeguamento anche del­la nos­tra lin­ea fanghi, con l’obiettivo di pro­durne di meno e di ridurre un’importante voce di spe­sa».