Primo giorno del blocco voluto da Chincarini in risposta al rifiuto di Brescia di bruciare i rifiuti veronesi. I vigili hanno rispedito al mittente i liquami lombardi

Depuratore, dietro front dei tir

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Da ieri mat­ti­na la pat­tuglia del­la polizia munic­i­pale è schier­a­ta all’ingresso del piaz­za­le di acces­so al depu­ra­tore con­sor­tile. Gli agen­ti sono lì per far rispettare l’ordinanza del sin­da­co , che ha deciso di bloc­care l’accesso all’impianto, gesti­to dal con­sorzio bres­ciano Gar­daUno, dei tir che trasportano liqua­mi: è la rispos­ta polit­i­ca al rifi­u­to di Bres­cia di smaltire i rifiu­ti soli­di urbani prove­ni­en­ti dall’area veronese, in empasse per il bloc­co del­la dis­car­i­ca di Pes­cant­i­na e dell’inceneritore di Ca’ del Bue.Nel solo pomerig­gio sono sta­ti almeno 10 i camion che si sono visti costret­ti a fare mar­cia indi­etro, a cari­co pieno, pro­prio davan­ti ai can­cel­li del depu­ra­tore. La situ­azione ha sus­ci­ta­to non poche proteste da parte degli auto­trasporta­tori, che han­no lamen­ta­to anche la man­can­za di infor­mazioni sull’ordinanza. A poco sono valse le pre­cisazioni degli agen­ti, che a tut­ti han­no fat­to pre­sente che i cartel­li con l’ordinanza sono sta­ti aff­is­si. Facile immag­inare che non siano sta­ti notati, anche per l’abitudine dei camion a com­piere quel tragit­to ver­so il depuratore.Sul fronte veronese, la deci­sione di Chin­car­i­ni ha reg­is­tra­to diver­si con­sen­si, a com­in­cia­re da quel­lo dell’assessore provin­ciale all’ambiente Luca Colet­to. «Mi ha chiam­a­to ques­ta mat­ti­na», dice il sin­da­co Chin­car­i­ni, «e siamo sostanzial­mente d’accordo. D’altra parte non è facile com­pren­dere le ragioni del rifi­u­to a dare una mano in un momen­to di emer­gen­za, che noi per pri­mi subiamo».Sulla vicen­da, però, Bres­cia con­tin­ua a tacere. «La polit­i­ca tace anco­ra», com­men­ta Chin­car­i­ni, «ma non per questo noi res­ti­amo fer­mi, anzi. Pro­prio ques­ta mat­ti­na (ieri per chi legge ndr) mi sono incon­tra­to con il diret­tore dell’impianto di Peschiera, l’ingegner Mario Gia­comel­li: insieme abbi­amo sti­la­to un elen­co di ditte che proven­gono dal­la nos­tra Regione, i cui camion potran­no accedere al depu­ra­tore». «Una sor­ta di griglia di autor­iz­za­ti che ovvi­a­mente include anche i mezzi delle ditte impeg­nate in questo peri­o­do nei lavori di ampli­a­men­to dell’impianto consortile».Una disponi­bil­ità par­ti­co­lar­mente apprez­za­ta dal­lo stes­so respon­s­abile del Gar­daUno, che con­fer­ma di non aver avu­to, nem­meno lui, alcun tipo di con­tat­to con l’amministrazione comu­nale di Bres­cia. «D’altra parte noi pos­si­amo solo pren­dere atto del­la situ­azione che si è venu­ta creare e di deci­sioni che, per così dire, pas­sano sopra le nos­tre teste. È già impor­tante», affer­ma Gia­comel­li, «pot­er con­tare sul­la col­lab­o­razione con Peschiera, che ci con­sente di con­tin­uare i lavori alla struttura».L’ingegner Gia­comel­li con­fer­ma che il bloc­co agli automezzi prove­ni­en­ti da fuori Vene­to sig­nifi­ca impedire l’accesso ad almeno una metà dei camion che quo­tid­i­ana­mente trasportano a Peschiera, per­ché vengano smalti­ti, liqua­mi derivati da pro­duzioni agri­cole e non.«Si trat­ta di una deci­na o poco più di camion al giorno e so bene che questo sig­nifi­ca per il depu­ra­tore un man­ca­to introito. D’altra parte», com­men­ta Chin­car­i­ni, «il rifi­u­to di Bres­cia sig­nifi­ca per noi un aumen­to di spese e quin­di il dan­no eco­nom­i­co, a questo pun­to, è di tut­ti. L’augurio è che non sia ques­ta la sola cosa che con­tin­uer­e­mo a con­di­videre».

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