La sosta forzata dell’impianto ha spostato di un anno la data prevista, ma il progetto è stato migliorato

Depuratore senza puzza. Il merito è della bomba

Parole chiave: -
Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Un anno di ritar­do. Tan­to costerà in ter­mi­ni di tem­po il com­ple­ta­men­to dei lavori di adegua­men­to idrauli­co dell’impianto di cen­tral­iz­za­to del sit­u­a­to a Peschiera.Il ritar­do è lega­to al ritrova­men­to, lo scor­so novem­bre, di un ordig­no bel­li­co ines­ploso: in quel peri­o­do al depu­ra­tore si sta­va lavo­ran­do al sec­on­do dei tre stral­ci in cui è sta­to sud­di­vi­so l’intero prog­et­to di poten­zi­a­men­to del­la strut­tura. Atte­so, nec­es­sario e purtrop­po «osta­co­la­to» dall’imprevedibile. Inevitabile dunque lo stop al cantiere, che è rimas­to fer­mo sino a poche set­ti­mane fa: la bom­ba, infat­ti, di prove­nien­za amer­i­cana, che era sta­ta sgan­ci­a­ta durante la sec­on­da guer­ra mon­di­ale, é infat­ti sta­ta disin­nesca­ta e rimossa a mar­zo. Ma il suo ritrova­men­to ha richiesto una suc­ces­si­va opera di bonifi­ca com­ple­ta di un’area molto più ampia; e ciò ha com­por­ta­to un ulte­ri­ore allunga­men­to dei tem­pi pre­visti per i lavori. Anche se il forza­to ritar­do non è sta­to del tut­to inutile.«Anzi», com­men­ta in chi­ave pos­i­ti­va Alber­to Ardieli, diret­tore lavori del sec­on­do lot­to, «direi che è suc­ces­so pro­prio il con­trario. Infat­ti abbi­amo uti­liz­za­to ques­ta pausa per val­utare e inserire nel con­testo dell’intervento una vari­ante al prog­et­to iniziale che ci per­me­tte di miglio­rare la capac­ità di abbat­ti­men­to degli odori in atmos­fera dell’impianto».Variante a parte, Ardieli con­fer­ma l’avvenuta ripresa dei lavori del sec­on­do stral­cio che, dice, «dovreb­bero essere ulti­mati nel­la pri­mav­era 2009: pri­ma del­la prossi­ma sta­gione esti­va, dunque, il depu­ra­tore sarà quin­di sicu­ra­mente atti­vo e fun­zio­nante, finale­mente con tut­ta la sua aumen­ta­ta capac­ità di trat­ta­men­to dei liquami».Il prog­et­to di adegua­men­to idrauli­co di cui è ogget­to il depu­ra­tore di Peschiera, tutt’ora l’unico del lago di Gar­da, prevede un inves­ti­men­to com­p­lessi­vo pari a 16,4 mil­ioni di euro, che sono sta­ti finanziati per metà dal Vene­to e metà dal­la Lom­bar­dia. Una vol­ta ulti­mati i tre lot­ti l’impianto potrà trattare di fat­to il doppio dei liqua­mi in entra­ta rispet­to al pas­sato: con il pri­mo stral­cio, già ter­mi­na­to con una spe­sa di 6,1 mil­ioni di euro, è sta­ta costru­i­ta la ses­ta lin­ea di trat­ta­men­to dei liqua­mi prove­ni­en­ti dal col­let­tore sub­lacuale for­ma­ta da una nuo­va vas­ca di ossi­dazione e 2 sed­i­men­ta­tori .I lavori del sec­on­do lot­to, del cos­to di 3,8 mil­ioni, appe­na ripresi, preve­dono quin­di il rad­doppio degli impianti cosid­det­ti di soll­e­va­men­to e del «trat­ta­men­to pri­mario» (ovvero quel­lo che viene appli­ca­to all’inizio del proces­so di trasfor­mazione dei liqua­mi), di diss­ab­biatu­ra e dis­olea­tu­ra con il poten­zi­a­men­to dei com­par­ti di den­i­tri­fi­cazione. Com­ple­ta poi il sec­on­do stral­cio la real­iz­zazione del­la tubazione di ali­men­tazione del­la ses­ta lin­ea di trattamento.Il ter­zo e con­clu­si­vo lot­to (il cui prog­et­to è già sta­to defini­to e prevede una spe­sa pre­vista pari a 6,5 mil­ioni di euro) con­siste poi nel­la costruzione di un impianto per la cosid­det­ta «defos­fa­tazione», ovvero l’eliminazione dei fos­fati, la fil­trazione e la dis­in­fezione delle acque che escono come residui a con­clu­sione dell’intero proces­so pro­dut­ti­vo del depu­ra­tore di Peschiera. Queste acque con­tin­uer­an­no, come ora, a essere river­sate nel Min­cio da tut­ti gli scarichi che il ter­zo stral­cio prevede di riu­nire. Ma con un van­tag­gio per l’ambiente: a lavori ulti­mati, infat­ti, nel fiume entr­eran­no sola­mente acque com­ple­ta­mente prive di inquinan­ti.

Parole chiave: -