In vista una «rivoluzione» nel sistema di collettazione e depurazione con investimenti per 100 milioni

Depuratori, cambia tuttoMaxi progetto per il lago

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Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Il col­let­tore che smaltisce gli scarichi fog­nari dell’intera spon­da bres­ciana del Gar­da è des­ti­na­to ad andare in pen­sione. Al suo pos­to, l’azienda che lo ha costru­ito e gesti­to da oltre trent’anni intende costru­irne uno nuo­vo. E c’è di più: in aggiun­ta si vuole real­iz­zare un ulte­ri­ore depu­ra­tore, speci­fi­co per servire i soli comu­ni bres­ciani con un maxi inves­ti­men­to di 100 milioni.Il vec­chio col­let­tore è ormai sat­uro, le sue con­dizioni, dicono gli esper­ti, sono al limite.[FIRMA]LA NUOVA IPOTESI sul tap­peto è sta­ta pre­sen­ta­ta ven­erdì nell’assemblea di Gar­da Uno, pre­sen­ti i sin­daci garde­sani, ed è sta­ta trasmes­sa all’Ambito ter­ri­to­ri­ale otti­male (Ato), pre­siedu­to dall’assessore provin­ciale Enri­co Mat­tin­zoli. Spet­ta, infat­ti, all’Ato val­utare se sot­to il pro­fi­lo tec­ni­co e del­la pianificazione,questo prog­et­to pos­sa essere accolto. I tec­ni­ci delin­eano, comunque, una situ­azione non cer­to idil­li­a­ca e val­u­tano con real­is­mo i pos­si­bili inter­ven­ti capaci di dare soluzione ai prob­le­mi nell’arco dei prossi­mi 30 anni, fino al 2031.Lo stu­dio di fat­tibil­ità è sta­to illus­tra­to dal pres­i­dente di Gar­da Uno, Mario Boc­chio, che è anche sin­da­co di Lona­to, il quale ha spie­ga­to le novità.Come la pre­vi­sione del pas­sag­gio dal sis­tema di cen­tral­iz­za­ta a Peschiera, per le due opposte sponde bres­ciana e veronese, ad un’organizzazione sep­a­ra­ta. Vale a dire un col­let­tore e un impianto di depu­razione ris­er­vati ai comu­ni del­la cos­ta bresciana.IL NUOVO DEPURATORE ver­rebbe local­iz­za­to in ter­ri­to­rio di Lona­to o forse in un’altra local­ità del bas­so Gar­da, invian­do poi i reflui attra­ver­so un canale lun­go 9 chilometri, da costru­ire, fino al fiume Chiese.Il futuro depu­ra­tore sarebbe capace di adat­tar­si alle diverse por­tate, ele­vate nei mesi estivi del tur­is­mo, ridotte in quel­li inver­nali. Con un’importante pos­si­bil­ità di uso degli scarichi trat­tati e depu­rati da con­ferire, nel peri­o­do irriguo, ai numerosi con­sorzi oper­a­tivi in zona che fornireb­bero acqua e nutri­en­ti all’agricoltura.Lo stu­dio indi­ca poi i costi sti­mati in cir­ca 53 mil­ioni e mez­zo di euro per il nuo­vo sis­tema di col­let­ta­men­to, fra i 25 e i 39 mil­ioni a sec­on­da delle soluzioni tec­no­logiche per il depu­ra­tore ed altri 10 mil­ioni per il canale con il Chiese. In sostan­za, il prog­et­to prevede la posa del nuo­vo col­let­tore divi­so in tre sis­te­mi: l’alto lago fino a Salò, il medio lago fino a Lona­to e quel­lo merid­ionale per Desen­zano e Sirmione con una tubazione lun­ga 90 chilometri.

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