Der Blitz 2014 — Ricerca, azione e cultura contemporanea

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Di Luigi Del Pozzo

L’Atlante

A cura di Denis Isa­ia, Fed­eri­co Maz­zonel­li

Arco | Gal­le­ria Civi­ca G. Segan­ti­ni

18 mag­gio — 5 otto­bre 2014

Inau­gu­razione saba­to 17 mag­gio 2014 | ore 18

Antepri­ma per la stam­pa saba­to 17 mag­gio 2014 | ore 16.30

In col­lab­o­razione con Mart Museo di arte mod­er­na e con­tem­po­ranea di Tren­to e Rovere­to

Qual è lo statu­to poet­i­co del­l’­opera del­l’arte? Come è pos­si­bile difend­er­lo, far­lo evol­vere, dif­fonder­lo?

Der Blitz nasce nel 2013 come prog­et­to di sosteg­no per la cul­tura con­tem­po­ranea sul ter­ri­to­rio del­l’Al­to Gar­da. Der Blitz 2014 rac­coglie l’ered­ità del prog­et­to pilota del 2013 e ne amplia la por­ta­ta com­p­lessi­va pro­po­nen­do l’e­s­plo­razione di alcu­ni fra i ter­ri­tori cul­tur­ali del­l’arte con­tem­po­ranea in Italia, attra­ver­so tre tappe che si dispiegher­an­no durante l’an­no tra Arco, Riva del Gar­da e Canale di Ten­no.

Dopo l’in­ter­ven­to del gio­vane artista rivano Michele Parisi Dal­la fines­tra entra­va il mat­ti­no, allesti­to lo scor­so mar­zo e vis­i­bile nel­la Pina­cote­ca del Museo di Riva del Gar­da fino al 2 novem­bre, con L’At­lante si aprirà dal 17 mag­gio alla Gal­le­ria Civi­ca G. Segan­ti­ni di Arco, un prog­et­to che vedrà alternar­si al suo inter­no i lavori di sei gio­vani artisti, tre spazi indipen­den­ti e tre gio­vani cura­tori.

Con­tem­po­ranea­mente, pren­derà il via saba­to 17 mag­gio a Canale di Ten­no la res­i­den­za dei due artisti Evge­ny Antu­fyev e Fed­eri­co Lanaro, che darà vita a set­tem­bre al Museo di Riva del Gar­da alla mostra Cecità Bian­ca.

Fra mag­gio e set­tem­bre, nel­lo spazio prin­ci­pale di Der Blitz, la Gal­le­ria Civi­ca G. Segan­ti­ni di Arco, sarà dunque pre­sen­ta­to L’At­lante. L’in­vi­to, riv­olto a dod­i­ci gio­vani pro­fes­sion­isti del­l’arte, si con­tes­tu­al­iz­za in una serie di espo­sizioni e com­prende l’in­cor­ag­gia­men­to affinché le pro­poste siano in gra­do di dare risalto al nucleo di ricer­ca su cui pog­giano.

L’At­lante pro­va a met­ter­si in asse con alcune fra le ricerche artis­tiche più inter­es­san­ti del panora­ma ital­iano, ten­ta di reg­gerne le costel­lazioni e le pro­pone al pub­bli­co.

Le dod­i­ci realtà emer­gen­ti del­la sce­na con­tem­po­ranea ital­iana pre­sen­ter­an­no, attra­ver­so mostre per­son­ali e col­let­tive, una serie di prog­et­ti in gra­do di catal­iz­zare i nuclei più ril­e­van­ti del­la loro ricer­ca.

Con L’Al­tante, Der Blitz si pone nei con­fron­ti delle ricerche invi­tate come un catal­iz­za­tore: più che favorire la sper­i­men­tazione, ne accel­era i pro­ces­si fon­dan­ti cer­can­do di portare in evi­den­za il val­ore gen­er­a­ti­vo che con­tengono.

 

L’ATLANTE_PROGRAMMA

Sil­via Giambrone
18.05
02.06

Ciò che non siamo, ciò che non vogliamo

La mostra ospi­ta cinque opere che nascono dal­la volon­tà di esplo­rare il rap­por­to tra bellez­za e vio­len­za, grazia e crudeltà. Il cor­pus delle opere in mostra è qua­si intera­mente cos­ti­tu­ito dalle opere con­cepite per la mostra L’im­pero libero degli schi­avi che inda­ga­va il ricamo come una prat­i­ca ambigua di creazione di bellez­za e al con­tem­po di assogget­ta­men­to politi­co. Attra­ver­so opere appar­ente­mente molto del­i­cate, si dis­ve­lano ambi­gu­i­tà dal forte carat­tere politi­co.

Jacopo Maz­zonel­li
18.05 — 23.06
Futures

L’installazione di Jacopo Maz­zonel­li riflette sul sen­so delle nos­tre scelte, sulle oppor­tu­nità vis­i­bili (e invis­i­bili) che ci si pre­sen­tano nel cor­so del tem­po.

Il tito­lo, Futures, allude ai con­trat­ti negozi­a­bili che si stip­u­lano in Bor­sa e che han­no una sca­den­za pre­fis­sa­ta. L’opera, che occu­pa intera­mente le pareti del­la stan­za, si pre­sen­ta come una lin­ea ascen­dente com­pos­ta da centi­na­ia di chi­avi vergi­ni — ossia in atte­sa di essere dupli­cate — di diverse epoche e dimen­sioni. La dis­po­sizione riman­da imme­di­ata­mente sia a un ipoteti­co grafi­co lin­eare di gran­di dimen­sioni che a un’immaginaria lin­ea del tem­po, spez­za­ta a un trat­to da un’interruzione — una man­can­za nel­la geome­tria per­fet­ta del dis­eg­no, rifer­i­men­to spaziale alla pre­sen­za umana che attra­ver­sa, che sospende per un momen­to il suo cor­so.

Alessan­dra Prandin con Melik Ohan­ian, Alber­to Sco­dro e Cris­t­ian Chi­roni
18.05 — 23.06
Real Track (i luoghi che mi piac­ciono di più, sono quel­li che por­tano altrove)

In ger­go alpin­is­ti­co, “aprire una via” sig­nifi­ca trac­cia­re un nuo­vo per­cor­so di sali­ta di una parete roc­ciosa. Appro­prian­do­ci del sig­ni­fi­ca­to sim­bol­i­co e let­terale dell’azione, ecco quel­lo che abbi­amo volu­to fare in questo prog­et­to di mostra. Real Track è una nuo­va via di asce­sa di un pen­dio, come nel lavoro di Melik Ohan­ian, ma è anche un’esperienza, un trac­cia­to che por­ta a un luo­go e a un tem­po “altro”, un fuori-luo­go. Ѐ anche una e moltepli­ci linee di pen­siero che met­tono alla pro­va la nos­tra let­tura del­la realtà. Track è un sen­tiero, un’impronta, un bra­no musi­cale, un ragion­a­men­to, un con­dut­tore di ener­gia, uno sposta­men­to, il seguire qual­cosa. Alber­to Sco­dro mate­ri­al­iz­za la sua azione in un seg­no che taglia lo spazio fisi­co e sim­bol­i­co del­la stan­za; una maniera di spostare l’oggetto in un lim­bo, uno slit­ta­men­to in uno spazio e tem­po alter­ato, lo stes­so che si sper­i­men­ta negli sta­ti di dormiveg­lia. Chi­roni ci fa entrare nell’oggetto-libro, inter­ve­nen­do sul flus­so nar­ra­ti­vo e infor­ma­ti­vo dell’immagine per con­durre la nos­tra atten­zione ver­so nuove specie ed eco­sis­te­mi visivi.

Giuseppe Gonel­la
07.06 – 23.06
Mente Locale

IIl prog­et­to espos­i­ti­vo Mente Locale pre­sen­ta un cor­pus di lavori inedi­ti apposi­ta­mente con­cepi­ti per Der Blitz, frut­to dell’ultimo anno di attiv­ità e di ricer­ca dell’artista durante la sua res­i­den­za a Berli­no. L’iconografia di questo nuo­vo cor­pus di lavori si pre­sen­ta come una sor­ta di traduzione visi­va del­la con­dizione umana con­tem­po­ranea e dei suoi sta­ti emo­tivi con­trastan­ti. Attra­ver­so il prog­et­to pit­tori­co l’artista mette in atto un’indagine sul­la dimen­sione di istan­ta­neità e di impreved­i­bil­ità dei nos­tri pro­ces­si es
perien­ziali e percettivi, affi­dan­do al fare pit­tori­co una nar­razione al lim­ite del vision­ario. Forme e fig­ure sospese, mar­gi­ni, soglie, seg­ni, fram­men­ti di col­ore nei quali lo spazio e tut­to ciò che lo abi­ta qua­si implodono su sé stes­si, come se la pit­tura avesse can­cel­la­to la forza grav­i­tazionale e avesse rar­efat­to, insieme ai luoghi che conos­ci­amo, anche lo spes­sore mnemon­i­co e i con­sueti pro­ces­si cog­ni­tivi attra­ver­so i quali ne attuiamo un riconosci­men­to ed ne ten­ti­amo una rap­p­re­sen­tazione. Tale prat­i­ca di spae­sa­men­to, che avviene tan­to sul piano emo­ti­vo quan­to su quel­lo più stret­ta­mente lega­to alla com­po­sizione, in uno spazio pit­tori­co che in Gonel­la è qua­si mul­ti­sen­so­ri­ale, con­ser­va tut­tavia una pos­si­bil­ità di costante rein­te­grazione, real­iz­zan­dosi come una sor­ta di oriz­zonte con­tin­uo il cui equi­lib­rio risul­ti para­dos­salmente sta­bile nel­la sua pre­ca­ri­età, e del quale solo l’esperienza diviene il vero cen­tro grav­i­tazionale, l’unità di misura alla quale affi­darne una pos­si­bile prete­sa di ver­ità.

Francesco Fonas­si
27.06 – 14.07

Can­to Minore (Minor Strain)

Francesco Fonas­si in col­lab­o­razione con Michele Duc­ceschi — fisi­co teori­co e PHD pres­so il dipar­ti­men­to di fisi­ca acus­ti­ca dell’università di Pari­gi — pre­sen­ta Can­to minore (modi Von Kàrman_100mq^2), fenom­e­no acus­ti­co gen­er­a­to attra­ver­so un codice che appli­ca mod­el­li fisi­ci non-lin­eari alla sin­te­si sono­ra dig­i­tale. Il piat­to metal­li­co sim­u­la­to — che in questo pri­mo lavoro si estende per un’area di 10000mq — viene per­cos­so e mes­so in vibrazione appli­can­do e mod­i­f­i­can­do le con­dizioni fisiche in cui vir­tual­mente suona sec­on­do cri­teri com­pos­i­tivi atti a mis­urarne e con­trol­larne i modi. Can­to minore (Minor Strain) accor­pa al lavoro sonoro un video, una par­ti­tu­ra incisa su las­tre metal­liche e un jour­nal che trac­cia — per accop­pi­a­men­to e sos­ti­tuzione — il perimetro di un ter­ri­to­rio a venire.

Rober­ta Pagani
27.06 – 04.08
Lo stu­di­o­lo

Rober­ta Pagani sceglie di inserir­si all’in­ter­no del con­testo del prog­et­to Der Blitz per trasfer­en­dosi, per un mese nel­lo spazio a lei ded­i­ca­to, all’interno del­la Gal­le­ria Civi­ca G. Segan­ti­ni. Qui sta­bilirà il suo ‘stu­di­o­lo’ e svol­gerà la richi­es­ta di curatela riv­oltale nel­la for­mu­la di una res­i­den­za. Lo spazio diven­terà l’ufficio entro cui svol­gere ricerche, inter­viste, talk, video call, rice­vere pro­fes­sion­isti (artisti, cura­tori), incon­trare il pub­bli­co nei nor­mali orari di aper­tu­ra del Museo. Da un lato la ‘per­for­mance’ diven­ta di per sé, nel­la for­mu­la scelta, la con­tes­tazione di una mod­el­lo e, al con­tem­po, un’occasione di anal­isi e stu­dio sec­on­do un’appartenenza di natu­ra pro­fes­sion­ale alla let­ter­atu­ra crit­i­ca cui il prog­et­to stes­so fa rifer­i­men­to, a propos­i­to delle rin­corse alla comu­ni­cazione visi­va e del­la pub­blic­ità in atto nell’arte
e al suo statu­to da ridis­eg­nare attra­ver­so for­mule rad­i­cal­mente nuove di lavoro e pro­duzione, e che vede la neces­sità di un reale e fat­ti­vo muta­men­to delle sue pratiche più sper­i­men­tali.

Fab­rizio Perghem

27.06 – 14.07
Errare Humanum est

Con ques­ta instal­lazione Fab­rizio Perghem riper­corre attra­ver­so un’installazione il rap­por­to fra l’ambiente e l’uomo. La moder­nità ha trac­cia­to dell’esperienza umana nel mon­do un quadro forte­mente neg­a­ti­vo in cui l’agire dell’uomo stes­so è fon­da­men­tal­mente dis­trut­ti­vo. A par­tire da ques­ta visione si è deter­mi­na­to il binomio natu­ra / cul­tura ambi­ente / uomo che dis­til­la in un sec­co dual­is­mo l’umanità con­tem­po­ranea. A par­tire da questi pre­sup­posti “errare humanum est” definisce il pae­sag­gio come l’espressione dell’appropriazione geo­met­ri­ca e architet­ton­i­ca del ter­ri­to­rio. Di con­tro l’installazione nel­lo spazio muse­ale pone il vis­i­ta­tore davan­ti ad una espe­rien­za nomade in cui i pun­ti di parten­za e di arri­vo han­no un inter­esse rel­a­ti­vo, men­tre lo spazio inter­me­dio e‘lo spazio del­l’an­dare, l’essen­za stes­sa del nomadis­mo, il luo­go in cui si cel­e­bra quo­tid­i­ana­mente il rito del­l’eter­na erran­za.

CHAN Arte con Ser­e­na Por­rati
18.07 – 08.09
Col­las­sao

A par­tire dai con­cetti di decli­no e rigen­er­azione, decom­po­sizione e for­ma, che trovano rifer­i­men­to negli ele­men­ti nat­u­rali – pietra, acqua, fer­ro, leg­no il prog­et­to esplo­ra l’idea di decadi­men­to attra­ver­so la com­mistione di diver­si media tra cui scul­tura, video e lavori su car­ta.

Gas­conade con Alessan­dro Cara­no, Gian­gia­co­mo Ros­set­ti e Davide Stuc­chi

18.07 – 08.09
La Pace Tra Gli Ani­mali

Con il prog­et­to “La pace tra gli ani­mali” Gas­conade inda­ga la relazione tra pro­duzione cre­ati­va e lavoro. In par­ti­co­lare l’in­ter­esse si con­cen­tra su quelle attiv­ità che, nonos­tante con­d­u­cano ad un out­put gen­eral­mente cat­e­go­riz­za­to tra i prodot­ti del­la cre­ativ­ità, sot­ten­dono invece un approc­cio auto­mati­co e mec­ca­ni­co. Pen­si­amo per esem­pio al mod­el­lis­mo, o alle tec­niche di intrec­cio del vimi­ni, o alla lavo­razione a maglia, attiv­ità dif­fuse in quan­to offrono l’il­lu­sione di un dis­tac­co dal­la pro­duzione e un com­piaci­men­to del risul­ta­to finale.

Gabriele Sas­sone con Ange­lo Sar­leti
08.08 – 05.10


Spe­cif­ic

Spe­cif­ic, il prog­et­to di Ange­lo Sar­leti pro­pos­to per Der Blitz 2014, si svilup­pa incro­cian­do i dati ISTAT del Comune di Arco con i dati tec­ni­ci dell’opera di Gio­van­ni Segan­ti­ni (Arco, 1858 – Monte Schaf­berg, 1899) come le dimen­sioni del­la tela e la qual­ità dei pig­men­ti, la vari­età del­la tavoloz­za e i diver­si pas­sag­gi pit­tori­ci, dalle pen­nel­late larghe dell’abbozzo alle pen­nel­late fil­a­men­tose finali. Il risul­ta­to di questo
algo­rit­mo ter­rà con­to del con­testo eco­nom­i­co attuale, ria­dat­tan­do la real­iz­zazione utopi­ca di Spe­cif­ic sul­la base del bud­get mes­so a dis­po­sizione dall’istituzione. L’intervento di Sar­leti tradur­rà i dati in forme astrat­te, la cui materic­ità pit­tor­i­ca aggiunge sen­so e ne con­diziona la percezione. Attra­ver­so un nuo­vo codice visi­vo, l’informazione diven­terà uno stru­men­to di resti­tuzione estet­i­ca in gra­do di decifrare l’età con­tem­po­ranea e ren­dere pos­si­bile la col­li­sione di mon­di lon­tani.

Crip­ta 747
13.09 – 05.10
CONTROMICHAEL

Una mostra che nel tito­lo por­ta in se tut­to il mag­nifi­co di quel­lo che dob­bi­amo affrontare, andan­do con­tro, ed incon­tro. In uno sta­to di natu­ra l’uo­mo si tro­verebbe con­tro ogni uomo — homo homi­ni lupus — l’istin­to con­tro la ragione, il genio cre­ati­vo del­l’im­provvisazione accosta­to al nodo del­la costruzione e del­l’ingeg­no. Michael è sta­to avve­le­na­to ma ha vin­to lo stes­so la par­ti­ta, dicono che sia vivo e sorseg­gi il suo gatorade all’aran­cia.

Valenti­na Mio­ran­di
13/09 – 05/10
Momen­ti di Piacere

Nel­l’uo­mo il mec­ca­n­is­mo del piacere è stret­ta­mente con­nes­so al mec­ca­n­is­mo del­la ripro­duzione, nel­la don­na mec­ca­n­is­mo del piacere e mec­ca­n­is­mo del­la ripro­duzione sono comu­ni­can­ti, ma non coin­ci­dono”. Boc­che di donne e uomi­ni si alter­nano leggen­do par­ti del libro di Car­la Lonzi dal tito­lo “Sputi­amo su Hegel: la don­na cli­toridea e la don­na vagi­nale.

 

In occa­sione delle sei inau­gu­razioni che si ter­ran­no pres­so la Gal­le­ria Civi­ca G. Segan­ti­ni di Arco, per avvic­inare il pub­bli­co ai lavori e trovare nuove chi­avi di let­tura, saran­no orga­niz­zate per adul­ti e attiv­ità per i bam­bi­ni: 17.05 ore 18.00; 07.06 ore 18.00; 27.06 ore 18.00; 18.07 ore 21.00; 08.08 ore 21.00; 13.09 ore 18.00.

 

L’ATLANTE_BIOGRAFIE (in ordine di partecipazione)

Silvia Giambrone_Eroina_2012 (1)

 

Sil­via Giambrone (Agri­gen­to, 1981) Vive e lavo­ra a Roma. Dal 2007 lavo­ra con video, instal­lazione, scul­tura, suono, con­cen­tran­dosi preva­len­te­mente sul­la sogget­tiv­ità e sul­la relazione tra cor­po, lin­guag­gio e potere. Lau­re­a­ta pres­so l’Accademia di Belle Arti di Roma, è tra i fonda­tori di 26cc artist space di Roma. Nel 2008 viene invi­ta­ta ad Eura­sia. Dis­sol­ven­ze geogra­fiche dell’arte al Mart di Rovere­to, dove real­iz­za un’opera site spe­cif­ic. Nel 2009 con il video Ered­ità viene selezion­a­ta da diver­si fes­ti­val europei di video arte tra cui il Fes­ti­val Miden di Kala­ma­ta e il Cross Talk Video Art Fes­ti­val di Budapest. Nel­lo stes­so anno è tra i parte­ci­pan­ti al Cor­so Supe­ri­ore di arti visive del­la Fon­dazione Rat­ti, tenu­to dal vis­it­ing pro­fes­sor Walid Raad. Vince il Pre­mio Epson nel 2009 con il video Trans­la­tion. Anco­ra nel 2009 parte­ci­pa al prog­et­to Pandora’s Box­es al Museo Cen­tro de Cul­tura Con­tem­po­ranea de Barcelona. Nel 2010 viene selezion­a­ta dal­la Bien­nale dei gio­vani artisti di Mosca, men­tre nel 2011 ottiene una res­i­den­za alla Fon­dazione Spazio13 di Varsavia e real­iz­za una doppia per­son­ale con Lil­iana Moro alla Gal­le­ria Pao­lo Maria Deane­si di Rovere­to. Nel­lo stes­so anno è invi­ta­ta dall’NCCA di Mosca al V Inter­na­tion­al art Sym­posym “Alanica2011” di Vladikavkaz, men­tre nel 2012 parte­ci­pa alla mostra Fly­ers, Once­na Bien­al de la Habana.

 

Jacopo Maz­zonel­li (Tren­to, 1983) Si diplo­ma in pianoforte e in musi­ca con­tem­po­ranea pres­so l’Accademia Inter­nazionale TEMA di Milano. Par­al­le­la­mente agli stu­di musi­cali com­in­cia a real­iz­zare scul­ture e instal­lazioni attra­ver­so cui inda­ga spes­so l’elemento sonoro (musi­ca e rumore, rit­mo e silen­zio), pur non inclu­den­do­lo nec­es­sari­a­mente come even­to udi­ti­vo nell’opera. Ha tenu­to mostre per­son­ali in Italia e all’estero (Fed­eri­co Bianchi Con­tem­po­rary Art, Milano — Pao­lo Maria Deane­si Gallery, Rovere­to — Fon­dazione Gal­le­ria Civi­ca di Tren­to — Palaz­zo Incon­tri, Roma — CIAC / Cen­tro Inter­nazionale per l’Arte Con­tem­po­ranea Castel­lo Colon­na di Genaz­zano — Fes­ti­val TINA B., Pra­ga — DOCVA, Milano – Mart Museo di arte mod­er­na e con­tem­po­ranea di Tren­to e Rovere­to — L‘Ozio, Ams­ter­dam — Gal­le­ria Stu­dio 44, Gen­o­va — Teatro dal Verme, Milano — Neon>Campobase, Bologna). Le sue opere sono già incluse in impor­tan­ti collezioni, tra cui AGI Col­lec­tion — Verona, Caldic Col­lec­tion — Rot­ter­dam, Uni­cred­it Art Col­lec­tion — Mart, VAF — Stiftung Col­lec­tion – Mart, Rovere­to, Collezione Fon­dazione Francesco Fab­bri, Tre­vi­so.

 

Alessan­dra Prandin Vive e lavo­ra a Pari­gi. Dopo gli stu­di all’Università di Bologna e Paris-Sor­bonne, si spe­cial­iz­za in sto­ria del­la fotografia con­tem­po­ranea pres­so UCLA, Uni­ver­si­ty of Cal­i­for­nia (Los Ange­les). Ha parte­ci­pa­to come guest cura­tor a Brighton Pho­to Fringe e ha lavo­ra­to al Dipar­ti­men­to di Arti Gra­fiche del Musée du Lou­vre. Dal 2012 è assis­tente all’insegnamento p
er l’arte con­tem­po­ranea pres­so l’Università del­la Svizzera Ital­iana (USI). Nel 2012/13 lavo­ra come assis­tente cura­trice per la mostra Amer­i­ca Lati­na alla Fon­dazione Carti­er per l’arte con­tem­po­ranea (Pari­gi). Fa parte del col­let­ti­vo di cura­tori about:blank con cui ha cura­to la mostra Attra­ver­sa­men­to (Accad­e­mia di Belle Arti di Pari­gi – ENSBA) e Sans Matières Ajoutées allo CNEAI (Cha­tou). Nel 2013 è sta­ta diret­trice del­la pro­gram­mazione artis­ti­ca per Iris Foun­da­tion e il fes­ti­val sull’isola di New Hol­land (San Pietrobur­go) per il quale ha cura­to numerose mostre ed even­ti. Col­lab­o­ra su diver­si prog­et­ti con la cura­trice canadese Chan­tal Pont­briand, con la quale ha orga­niz­za­to il pro­gram­ma di con­feren­ze per Paris Pho­to 2013.

 

Melik Ohan­ian, (Fran­cia, 1969) Vive e lavo­ra tra Pari­gi e New York. Il suo lavoro è sta­to espos­to in numerose mostre per­son­ali tra cui Galerie Chan­tal Crousel e Palais de Tokyo, Pari­gi, South Lon­don Gallery, Lon­dra, De Appel, Ams­ter­dam, IAC, Villeur­banne, Gal­le­ria Yvon Lam­bert, New York, Muse­um in Progress, Vien­na, and Matu­cana 100, San­ti­a­go de Chile. Ha espos­to in numerose mostre col­let­tive nel mon­do, in par­ti­co­lare: Bien­nale di San Pao­lo (rap­p­re­sen­tate del­la Fran­cia), Bien­nale di Sid­ney e Bien­nale di Berli­no (2004), Bien­nale di Mosca e Bien­nale di Lione (2005), Bien­nale di Gwangju e Bien­nale di Siviglia (2006). Il suo lavoro è sta­to espos­to alla 52° edi­zione del­la Bien­nale di Venezia (2007) e recen­te­mente alla Bien­nale di Shar­jah (2011). Sta preparan­do una mostra per­son­ale pre­vista al CRAC di Sète e un lavoro per la Bien­nale di Montréal in autun­no. Il suo lavoro può essere defini­to in ter­mi­ni di ter­ri­tori con­cettuali che si focal­iz­zano sul con­cet­to di tem­po. Par­tendo dal­la ricer­ca e da un metodolo­gia sci­en­tifi­ca e filosofi­ca, ha svilup­pa­to un cor­po di lavoro che si serve di un ampio spet­tro di media. Le sue instal­lazioni esam­i­nano le modal­ità oper­a­tive dell’esposizione e si esten­dono al di là dei con­fi­ni nor­mali delle immag­i­ni, nel­la loro dimen­sione spaziale e tem­po­rale. Investen­do lo spet­ta­tore di un ruo­lo di esplo­razione, l’artista mette in rilie­vo la com­p­lessità degli inter­val­li di tem­po, che, in maniera più o meno ovvia, gov­er­na la nos­tra relazione con il mon­do e con gli altri.

 

Alber­to Sco­dro (1984, Maros­ti­ca). Vive e lavo­ra tra l’Italia e Brux­elles. La sua ricer­ca si con­cen­tra intorno alle con­nes­sioni che crea tra diver­si ele­men­ti, nat­u­rali e arti­fi­ciali, assem­blati in costruzioni site-spe­cif­ic uniche. Nel suo lavoro, lo spazio, le sue relazioni cul­tur­ali e le sue iter­azioni fisiche, sono al cen­tro delle sue instal­lazioni che met­tono in gio­co più spazi allo stes­so tem­po, o l’interno e l’esterno, il vici­no e il lon­tano acqui­sis­cono un nuo­vo sig­ni­fi­ca­to. Dal 2009 al 2010 è sta­to artista in res­i­den­za pres­so la Fon­dazione Bevilac­qua la Masa di Venezia. Tra le mostre per­son­ali si ricor­dano: Via­fari­ni, Milan (2013); Werk­bank, Lana, Bolzano (2013); Vil­la Daleg­no, Vil­la Daleg­no, Bres­cia (2012); Lete, Spazio pri­va­to, Pado­va (2011); Ver­so, Monas­tero Bormi­da (2011); Fune, Spazio Monot­o­no, Vicen­za (2010); Alber­to Sco­dro, Agri­cul­tur­al Cen­tre, Bei­jing (2010) ; Car­dine, Teatro Insta­bile, Napoli (2008). Ha parte­ci­pa­to a numerose mostre col­let­tive: Fon­dazione Bevilac­qua la Masa (Venezia), Fon­dazione San­dret­to Re Rebau­den­go (Tori­no), S.A.L.E Docks (Venezia), A + A Cen­tro Espos­i­ti­vo Sloveno (Venezia), Forte Marghera (Venezia), Gal­le­ria Zak (Siena), MLAC (Roma), Via­fari­ni (Milano), Cuul­ture­cen­tru­um (Brux­elles).

 

Cris­t­ian Chi­roni (Nuoro, 1974) Artista visi­vo e per­former. Ha stu­di­a­to all’Accademia di Belle Arti di Bologna. Si inter­es­sa a diver­si lin­guag­gi tra cui per­for­mance, fotografia, video, dis­eg­no e oper­azioni pub­bliche in con­testi site- spe­cif­ic. La sua ricer­ca mira a met­tere in relazione una plu­ral­ità di liv­el­li: realtà e finzione, memo­ria e con­tem­po­raneità, figu­ra e immag­ine, con­flit­to e inte­grazione, mate­ri­ale e imma­te­ri­ale. Ha espos­to in diver­si spazi pub­bli­ci e pri­vati sia in Italia che all’estero. Tra le mostre per­son­ali: OPEN #1 Bro­ken Eng­lish, MAN-Art Muse­um, Nuoro, Cut­ter Musée his­torique et des porce­laines di Nyon, Hyp­nero­tomachia Gal­le­ria Bia­giot­ti Firen­ze DK, Art Fall 09 PAC Fer­rara. Tra le col­let­tive: Unti­tled
(As of Yet) Flux Fac­to­ry New York; Chi­nese Whis­pers Cura.Basement, Roma; Far From Where Macro Pelan­da, Rome; A His­to­ry Out of Con­text The Prom­e­nade Gallery Vlorë; Vol­ume Col­lec­tion Muse­um of Mod­ern and Con­tem­po­rary Art Rije­ka; Com­mu­ni­ty — The col­lec­tive rit­u­als before and after the Web Mar­ca — Muse­um of Arts of Catan­zaro; Spec­ta­tor is a work­er Tina‑B Con­tem­po­rary Art Prague, City Lim­its — Close your eyes and dream, Tongji Uni­ver­si­ty Shang­hai; Inter­na­tion­al Fes­ti­val for Arts and Media Yoko­hama 2009/CREAM Com­pe­ti­tion Tokyo Uni­ver­si­ty of the Arts Yoko­hama, Ser­rone — Bien­ni­al Young 09 Roy­al Vil­la of Mon­za; To Bring Inter­na­tion­al Videos To Istan­bul Akbank Sanat and Istan­bul Bil­gi Uni­ver­si­ty Istan­bul; New Ital­ian Epic Brown Project Space Milan, Soft Cell: dinamiche nel­lo spazio in Italia, GC.AC. Mon­fal­cone, Reread­ing the Image — Pho­tog­ra­phy as stor­age of mean­ing (Italy 1970–2009) Prague Bien­nal Art 4, Casa dolce casa MAN Nuoro. Ha parte­ci­pa­to a fes­ti­val e rasseg­ne ded­i­cate alla per­for­mance tra cui: Per­for­mance Voy­age 4 MUU Gallery Helsin­ki; LE FAR° Fes­ti­val des arts vivants Nyon; Burn­ing Ice Kaai Theater/studio’s Brus­sel; CORPUS.Arte in azione Museo Madre Napoli; Le soirées nomades de la Fon­da­tion Carti­er Paris; F.I.S.Co.10 Inter­na­tion­al Fes­ti­val on Con­tem­po­rary Show Bologna, Con­tem­po­ranea 2010 Pra­to, Per­for­mance­sAr­les, Les urbaines — Fes­ti­val des creationsémergentes Lausanne,Trama Fun­da­cao Ser­ralves Por­to, Car­ta Bian­ca Espace Mal­raux Chambéry de la Savoie, Inter­na­tion­al prize for per­for­mance Tren­to, Mir­fes­ti­val Atene, trans­AC­TION Muenchen, Uovo per­form­ing arts fes­ti­val Milano, Plateaux Fes­ti­val Frank­furt, Liv­ing RoomRaum/Xing Bologna. Tra le res­i­den­ze si ricor­dano; Direc­tor’s Guest at Civitel­la Ranieri Foun­da­tion, Umber­tide / New York e il pre­mio per Artisti visivi, Fon­da­tion Le Cor­busier, Paris.

 

Giuseppe Gonel­la (Mot­ta di Liven­za, 1984) vive a lavo­ra a Berli­no. È sta­to tito­lare dell’atelier del­la Fon­dazione Bevilac­qua La Masa di Venezia, dove ha espos­to in diverse col­let­tive tra cui 89ma col­let­ti­va gio­vani, 2005; Ate­lier 8 x 12, SS.Cosma e Dami­ano; I bor­sisti del­la 89ma, 2006, Spritz Time, 2007 e Sus­pense, 2010. È sta­to final­ista e ha rice­vu­to diver­si pre­mi nazion­ali e inter­nazion­ali tra cui: Pre­mio Ter­na per l’Arte Con­tem­po­ranea, Pre­mio Celeste e Pre­mio Francesco Fab­bri per le arti con­tem­po­ra­nee.

 

Francesco Fonas­si (Bres­cia, 1986) Vive e lavo­ra a Bres­cia. Dopo la for­mazione pres­so l’Ac­cad­e­mia di Belle Arti di Venezia, è sta­to artista res­i­dente pres­so il Palais de Tokyo di Pari­gi (2012–13), Fon­dazione Pas­ti­fi­cio Cerere di Roma (2011–12) e Fon­dazione Bevilac­qua La Masa di Venezia (2010). Tra le recen­ti mostre per­son­ali Kol­laps, Auf­stieg. (MACRO, Roma, 2012) e Cro­ce­do­mi­ni (Monot­o­no Con­tem­po­rary Art, Vicen­za, 2011). Tra le mostre col­let­tive: La mé- thode Jacob­son (Palais de Tokyo, Pari­gi, 2013); The 338 Hours Cineclub (Fon­dazione San­dret­to Re Rebau­den­go, Tori­no, 2013); The­atre of Life (CoCA, Torun, PL, 2012); Pre­mio LUM per l’arte con­tem­po­ranea (Teatro Margheri­ta, Bari, 2012).

 

Rober­ta Pagani (Milano, 1983) si trasferisce a Tori­no nel 2009, dove vive e lavo­ra. Con­segue il diplo­ma all’Accademia di Belle Arti di Brera (Milano) e ter­mi­na gli stu­di all’ENSBA (Pari­gi) spe­cial­iz­zan­dosi in fotografia, instal­lazione mul­ti­me­di­ale e video art. Dal 2011 pro­muove prog­et­ti cura­to­ri­ali indipen­den­ti con un’attitudine crit­i­ca ver­so le forme di comu­ni­cazione e le dinamiche di fruizione da parte del pub­bli­co, con par­ti­co­lare atten­zione alla sce­na delle arti visive dell’ultima gen­er­azione. Con il prog­et­to info-numeri inau­gu­ra a Tori­no una serie di appun­ta­men­ti, con caden­za men­sile, che coin­vol­go­no artisti del ter­ri­to­rio e inter­nazion­ali in loca­tion dis­sim­ili e alles­ti­men­ti site spe­cif­ic. Nel 2012 è invi­ta­ta a ideare e curare il prog­et­to di res­i­den­za Be Clear!, in occa­sione del Fes­ti­val dell’Economia, ospi­ta­ta nel polo cul­tur­ale e indus­tri­ale Opi­fi­cio delle Idee di Rovere­to e, lo stes­so anno, prog­et­ta e cura la mostra site spe­cif­ic On Air_Radio Raee all’interno del polo smis­ta­men­to rifiu­ti di Asti. Nel 2013 idea la res­i­den­za HOTEL (per artisti e pub­bli­co), un inter­ven­to situ­azion­ista e inter­pre­ta­ti­vo del sis­tema dell’arte (Castel­lo di Rivara, cen­tro inter­nazionale per l’arte con­tem­po­ranea); con la col­let­ti­va Pub­lic Are­na (Asso­ci­azione Bar­ri­era, Tori­no) inda­ga il fenom­e­no europeo dell’urban inter­ven­tion e l’azionismo del­la public&street art. Dal 2013 è parte del comi­ta­to sci­en­tifi­co e del­la direzione artis­ti­ca del prog­et­to The Oth­ers Fair, fiera off alle ex carceri Le Nuove a Tori­no. Ha cura­to mostre per­son­ali e col­let­tive e la direzione artis­ti­ca dell’allestimento di prog­et­ti espos­i­tivi in Italia e all’estero, tra cui: Plas­ti­type, Van Der (To); Still, Gal­le­ria In Arco (To); Nuo­to da cam­era e altre dis­ci­pline olimpiche, Venus Gallery; N°3, Glo­gauAIR (Berli­no); XI/XII/XII/XIV° Pre­mio Cairo, Palaz­zo del­la Per­ma­nente (Mi); World!, Gal­le­ria Erman­no Tedeschi (Tel Aviv); MTV/Brand New Art, MAM­Bo (Bo), Lan­i­fi­cio Fac­to­ry (RO), Cen­tro Pec­ci (Pra­to), Fon­dazione Puglisi Cosenti­no (Ct), Palaz­zo del­la Per­ma­nente (Mi); Graph­ic Jour­nal­ism, MIUMUR (Tolenti­no); L’arte del sog­no, Gal­le­ria Nazionale dell’Umbria (Pg).

 

Fab­rizio Perghem (Rovereto,1981) Si diplo­ma in Arte Grafi­ca Pub­blic­i­taria, Cinet­i­ca e Fotografi­ca a Rovere­to, in segui­to si lau­rea con una tesi in antropolo­gia cul­tur­ale pres­so l’Ac­cad­e­mia di Belle Arti di Bologna. Parte­ci­pa a diverse mostre in Italia e all’es­tero in cit­tà quali Venezia, Lugano, Bari, San Pao­lo; real­iz­za diverse instal­lazioni site-spe­cif­ic in spazi antropiz­za­ti, come in cave dismesse o su frangi­flut­ti posti in mez­zo al mare. Negli ulti­mi anni la sua ricer­ca si è con­cen­tra­ta sul­la relazione tra il pae­sag­gio e l’uo­mo, e sulle pratiche di inter­ven­to di quest’ul­ti­mo sul­la natu­ra. Nel­la con­cezione del­l’artista, le azioni intrap­rese e il nuo­vo mate­ri­ale visi­vo prodot­to devono mirare non a creare un ulte­ri­ore luo­go, ma a pro­durre delle inter­feren­ze che con­sen­tano di captare forze non imme­di­ata­mente vis­i­bili in un ambi­ente.

 

CHAN nasce nel 2009 a Gen­o­va come asso­ci­azione no-prof­it per pro­muo­vere l’arte con­tem­po­ranea e il lavoro di artisti, crit­i­ci, cura­tori emer­gen­ti.   CHAN è un grup­po di lavoro ver­sa­tile che oltre a gestire un pro­prio spazio, orga­niz­za e segue la real­iz­zazione di prog­et­ti più ampi; atti­va costan­te­mente col­lab­o­razioni per con­frontar­si e sper­i­menta­re. CHAN è aper­to a moltepli­ci lin­guag­gi; ad oggi si è inter­es­sato soprat­tut­to a per­cor­si che coin­vol­go­no temi sociali, politi­ci e ricerche legate allo spazio. CHAN vuole avvic­inare l’arte con­tem­po­ranea a pub­bli­ci diver­si e uti­liz­zare una comu­ni­cazione sem­plice. CHAN dif­fonde la ricer­ca artis­ti­ca anche attra­ver­so la sua attiv­ità edi­to­ri­ale. Nei cinque anni di attiv­ità CHAN ha col­lab­o­ra­to con cura­tori, artisti, spazi indipen­den­ti, isti­tuzioni. Tra questi Motel b (Bres­cia), Sot­to­bosco (Venezia), Dis­or­der­Dra­ma (Gen­o­va), Nopss­wrd (Gen­o­va), Care/of (Milano).

 

Ser­e­na Por­rati (Milano, 1981) Nei suoi lavori ci par­la del mon­do nat­u­rale, vis­su­to, iso­la­to, manipo­la­to e tra­di­to dall’uomo. La ricer­ca, come lei stes­sa ha sot­to­lin­eato, è piut­tosto una indagine su come i sog­ni dell’uomo pos­sano fisi­ca­mente real­iz­zarsi e mod­i­fi­care l’ambiente cir­costante anche solo dis­sem­i­nan­do lo spazio nat­u­rale di seg­ni. Ser­e­na Por­rati, uti­liz­zan­do mezzi espres­sivi dif­fer­en­ti (fotografia, video e scul­tura) inter­pre­ta e anal­iz­za, con l’interesse dei pri­mi nat­u­ral­isti, luoghi e forme dell’eterno con­flit­to tra natu­ra e cul­tura.

 

Gas­conade è uno spazio no prof­it fonda­to nel 2011 a Milano. La pro­gram­mazione pro­pos­ta è focal­iz­za­ta sul­la pre­sen­tazione del lavoro dei più gio­vani artisti che lavo­ra­no a Milano e dei loro col­leghi stranieri.

Alessan­dro Cara­no (1984, Gal­larate (VA); vive e lavo­ra a Milano) Diplo­ma di Lau­rea in Pit­tura pres­so l’Ac­cad­e­mia di Belle Arti di Brera, Milano (in cor­so). Mostre col­let­tive: Fed­eri­co Vavas­sori, Milano, 2014 (forth­com­ing); Guest, Roma, 2014; La Tri­en­nale, Milano, 2012; Gal­le­ria d’Arte Mod­er­na, Milano, 2012.

Gian­gia­co­mo Ros­set­ti (1989, Milano (MI); vive e lavo­ra a Milano) Mostre col­let­tive: Guest, Roma, 2014. Prog­et­ti: Via­fari­ni, Milano, 2013 ; Nofloor, Pari­gi, 2013; Selador #3, MACRO, Roma, 2014.

Davide Stuc­chi (1988, Vimer­cate (MB); vive e lavo­ra a Milano) Diplo­ma di Lau­rea in Pit­tura pres­so l’Ac­cad­e­mia di Belle Arti di Brera, Milano. Pro­gram­ma LLP Eras­mus, Konin­klijke Acad­e­mie voor Schone Kun­sten, Anver­sa, Bel­gio. Mostre per­son­ali: MACRO, Roma, 2014; Pre­mio Furla, Bologna, 2013; Spazio Cab­i­net, Milano, 2012; Plus­de­sign, Milano, 2012; Uni­Cred­it Stu­dio, Artis­si­ma 18, Tori­no, 2011. Mostre col­let­tive: Guest, Roma, 2013; Shanay­nay, Pari­gi, 2013; Fed­er­i­ca Schi­a­vo, Roma, 2012; La Tri­en­nale, Milano, 2012; Gal­le­ria d’Arte Mod­er­na, Milano, 2012; 1 m³, Losan­na, Svizzera, 2012; Vil­la Romana, Firen­ze, 2011; Uni­Cred­it Stu­dio, Milano, 2011. Prog­et­ti: Co-fonda­tore e co-cura­tore dell
o spazio espos­i­ti­vo Gas­conade, Milano.

Gabriele Francesco Sas­sone (1983) Col­lab­o­ra con Flash Art, Cam­era Aus­tria, Mousse, Agma Mag­a­zine e Alfa+più. Ha lavo­ra­to come edi­tor per Post­media Books. Dal 2012 coor­di­na il Dipar­ti­men­to di Arti Visive NABA, Nuo­va Accad­e­mia di Belle Arti Milano.

Ange­lo Sar­leti (Reg­gio Cal­abria, 1979) Vive e lavo­ra a Milano. Tra i suoi più recen­ti e sig­ni­fica­tivi prog­et­ti espos­i­tivi, le per­son­ali MAMMONA (2012), Bil­ion­aires (2009) e Not here (2006), real­iz­zate pres­so la gal­le­ria ARTRA di Milano; men­tre tra i prog­et­ti col­let­tivi, nel 2011 Becom­ing rather then being pres­so NABA Nuo­va Accad­e­mia di Belle Arti (Milano), Care­of DOCVA (Milano) e Ves­sel (Bari), nel 2008 Arrivi e Parten­ze, Mole Van­vitel­liana (Ancona), e nel 2004 Empow­er­ment Cantiere Italia, Museo d’arte con­tem­po­ranea di Vil­la Croce e Palaz­zo Bom­bri­ni (Gen­o­va). Tra i pro­gram­mi di res­i­den­za e work­shop inter­nazion­ali a cui ha pre­so parte, Cen­tre Inter­na­tion­al d’Accueil et d’Echanges des Récol­lets nel 2006 pres­so la Dena Foun­da­tion for Con­tem­po­rary Art di Pari­gi e Net­work­ing, Pra­to nel 2003 (vis­it­ing pro­fes­sor Meshac Gaba). Dal 2011 Ange­lo Sar­leti si occu­pa di real­iz­zare e curare le info­gra­fiche per l’an­nuario sci­en­tifi­co del­l’IR­CCS Fon­dazione Don Gnoc­chi, Milano.

Crip­ta 747 è uno spazio cul­tur­ale no prof­it per la ricer­ca nel cam­po del­l’arte con­tem­po­ranea, fonda­to nel 2008 da Rena­to Leot­ta, Alex Tripo­do ed Elisa Troiano.

Valenti­na Mio­ran­di (Tren­to, 1982) è lau­re­a­ta in Teorie e Pratiche teatrali pres­so l’università di Bologna. Ha fre­quen­ta­to, con altret­tante borse di stu­dio, il mas­ter in regia cin­e­matografi­ca alla New York Film Acad­e­my (2006) e il mas­ter in direzione del­la fotografia del­la Esco­la Supe­ri­or de Cin­e­ma y Audio­vi­suales de Catalun­ya (2007) – Bar­cel­lona. E’ sta­ta vis­it­ing pro­fes­sor pres­so la Uni­ver­si­dad Com­plutense (Madrid e Cuen­ca) ed ha diret­to, a par­tire dal 2007, espo­sizioni mul­ti­me­di­ali pres­so spazi muse­ali (FMST, Museo MAG, Kul­tur­al Bersntol Insti­tut). Ha col­lab­o­ra­to con artisti di rep­utazione inter­nazionale come Rosa Bar­ba, Elis­a­bet­ta Benas­si, Ste­fa­nia Gale­gati Shines, Marinel­la Sen­a­tore. E’ vincitrice del­la sezione FAI del MilanoFilm­Fes­ti­val 2010 con uno dei suoi film-doc­u­men­tari. Recen­te­mente uno dei suoi lavori è entra­to a far parte del­la collezione
del Museo MART ed è anco­ra vis­i­bile nel­la mostra La Mag­nifi­ca Osses­sione. Nel 2013 vince il Pre­mio Euro­mo­bil dell’Arte Fiera Bologna.

Der Blitz 2014 — Ricer­ca, azione e cul­tura con­tem­po­ranea

A cura di Denis Isa­ia, Fed­eri­co Maz­zonel­li

In col­lab­o­razione con Mart Museo di arte mod­er­na e con­tem­po­ranea di Tren­to e Rovere­to

Der Blitz 2014, nel­la sua com­p­lessità si pone come un ten­ta­ti­vo di lavoro sul pre­sente attra­ver­so il fil­tro dei lin­guag­gi del­l’arte. Per dare con­to di avan­guardie e resilien­ze, è un ten­ta­ti­vo che com­prende uno sguar­do riv­olto a ciò che ver­rà, ma vig­ile anche a ciò che sta imme­di­ata­mente alle nos­tre spalle. Il caro­tag­gio stori­co su cui si basa Der Blitz 2014 prende avvio dal­la tesi che sia pos­si­bile indi­vid­uare i con­torni delle espres­sioni che rin­cor­rono la spac­catu­ra seg­na­ta dal­la crisi socioe­co­nom­i­ca che ha coin­volto l’Oc­ci­dente. È pos­si­bile indi­vid­uare a par­tire dai cam­bi­a­men­ti che vivi­amo sul­la pelle le carat­ter­is­tiche del peri­o­do 1990–2010. Il rias­sun­to del ven­ten­nio che ci guar­da da dietro è rac­colto nel movi­men­to espan­si­vo suc­ces­si­vo alla cadu­ta del muro di Berli­no. La grande fes­ta avvi­a­ta dal­la vit­to­ria del cap­i­tal­is­mo pale­sa i con­torni del sis­tema del­l’arte, cer­ti­fi­ca il pro­tag­o­nis­mo del­l’arte con­tem­po­ranea nel­la cor­sa al pro­tag­o­nis­mo mon­di­ale dei ter­ri­tori e dunque ne esplici­ta le neces­sità di pub­bli­ca fruizione; ne aut­en­ti­ca l’au­toref­eren­zial­ità e quin­di porge il destro alle spec­u­lazioni, siano esse di natu­ra intel­let­tuale o eco­nom­i­ca. Le ricerche espres­sive si intrec­ciano in maniera ricor­si­va a questi pre­sup­posti, li definis­cono e ne ven­gono defin­i­ti, tan­to da esserne lo spec­chio e il faro. Seguen­do lo schema pro­pos­to da Ter­ry Smith, è pos­si­bile indi­vid­uare le ombre lunghe che tali ricerche get­tano sul nos­tro tem­po: remod­ernist, retro-sen­sa­tion­al­ist, sec­tac­u­lar­ist / transna­tion­al tran­si­tion­al­i­ty / DIY art (art-like out­put) sono tre macro cat­e­gorie sui cui fare leva per una let­tura adegua­ta del ter­ri­to­rio pre­sente del­l’arte. Si trat­ta di carat­teri gen­er­ali che pos­sono essere espli­cati e in parte sci­olti seguen­do le inter­azioni che ogni cat­e­go­ria intrat­tiene con lin­guag­gi apparte­nen­ti a dis­ci­pline affi­ni. Le relazioni peri­colose sco­prono per un ver­so un meto­do di lavoro che apre una fines­tra sul­l’ib­ri­dazione, ma ancor pri­ma, aiu­tano a enun­cia­re altri carat­teri speci­fi­ci del­l’arte pre­sente e forse appe­na pas­sa­ta. Emer­gono così alcu­ni fra gli stile­mi più comu­ni alla let­ter­atu­ra crit­i­ca: le rin­corse con la comu­ni­cazione visi­va e dunque i lin­guag­gi del­la pub­blic­ità e del­la comu­ni­cazione di mas­sa; le feli­ci comu­nanze con le ricerche acca­d­e­miche di stam­po post-colonista e la riscop­er­ta nos­tal­gi­ca delle fon­da­men­ta visive del­la moder­nità, in cui architet­tura e design gio­cano un ruo­lo di pri­mo piano. Siamo entrati nel sec­on­do decen­nio del sec­o­lo con l’om­bra di queste colonne aven­do di fronte, almeno a queste lat­i­tu­di­ni, l’al­ba di una richi­es­ta di rin­no­va­men­to, figlia, a sua vol­ta, dei ten­ta­tivi di rimod­u­lazione di un mod­el­lo sociale, eco­nom­i­co e cul­tur­ale. Le scosse che tale rimod­u­lazione porterà, e la resilien­za del­l’e­sistente, cos­ti­tu­is­cono la base rif­lessi­va di Der Blitz 2014.

Ai pro­fes­sion­isti invi­tati chiedi­amo di rispon­dere spin­gen­do la pro­pria ricer­ca ver­so la sua iden­tità più stret­ta. La richi­es­ta richiede la mas­si­ma val­oriz­zazione del­la pro­pria prat­i­ca, ovvero Der Blitz si pro­pone come un uno spazio in cui le ricerche pos­sano rispon­dere quan­to più pos­si­bile al pro­prio statu­to.

Der Blitz 2014 sarà accom­pa­g­na­to da un cat­a­l­o­go che con­ter­rà l’in­tera espe­rien­za di Der Blitz nel­l’an­no in cor­so, com­pren­si­va degli inter­ven­ti ad Arco, Riva del Gar­da e del­la res­i­den­za pres­so Canale di Ten­no. All’in­ter­no del cat­a­l­o­go sono pre­viste le doc­u­men­tazioni dei prog­et­ti, testi e inter­viste con i pro­fes­sion­isti invi­tati.

L’Atlante

Arco | Gal­le­ria Civi­ca G. Segan­ti­ni
18.05 – 05.10 2014

Sil­via Giambrone | Jacopo Maz­zonel­li | Alessan­dra Prandin con Alber­to Sco­dro, Cris­t­ian Chi­roni e Melik Ohan­ian | Giuseppe Gonel­la | Rober­ta Pagani | Francesco Fonas­si | Fab­rizio Perghem | Chan Arte con Ser­e­na Por­rati | Gas­conade con Alessan­dro Cara­no, Gian­gia­co­mo Ros­set­ti e Davide Stuc­chi | Gabriele Sas­sone con Ange­lo Sar­leti | Crip­ta 747 | Valenti­na Mio­ran­di

Dalla finestra entrava il mattino

Michele Parisi

Riva del Gar­da | Museo

12.04 — 02.11 2014

Il gio­vane artista di Riva del Gar­da inter­viene con un suo lavoro all’in­ter­no del­la Pina­cote­ca del Museo di Riva del Gar­da, andan­do a innescare un dial­o­go con le opere storiche del­la collezione del MAG attra­ver­so gli stru­men­ti del lin­guag­gio con­tem­po­ra­neo. «Nel­la ricer­ca di Michele Parisi – spie­ga il cura­tore Fed­eri­co Maz­zonel­li – fotografia e prat­i­ca pit­tor­i­ca dan­no vita a un atlante di immag­i­ni sospese nelle quali lo spazio del­la real­tà, con le sue forme, i suoi pro­fili, i suoi volu­mi, viene cala­to in una dimen­sione nar­ra­ti­va “oriz­zon­tale”, come sot­trat­ta alla dimen­sione del tem­po, imm­er­sa nell’evanescente con­cretez­za del­la luce e dei pig­men­ti. Il tito­lo dell’intervento pre­sen­ta­to pres­so il Museo di Riva del Gar­da, Dal­la fines­tra entra­va il mat­ti­no, si riv­olge pro­prio al momen­to dell’ideazione e del­la creazione di un’immagine cat­tura­ta e dip­in­ta medi­ante la luce lun­go la super­fi­cie di una las­tra. La tec­ni­ca uti­liz­za­ta è infat­ti una traspo­sizione fotografi­ca medi­ante gela­tine foto­sen­si­bili su car­ta veli­na che l’artista suc­ces­si­va­mente rielab­o­ra man­ual­mente attra­ver­so l’utilizzo di pig­men­ti nat­u­rali. Oper­azione alchem­i­ca, del­i­ca­ta epi­fa­nia, gra­zie alla quale l’apparecchio fotografi­co non ril­e­va sem­plice­mente la natu­ra for­male dei luoghi che ci cir­con­dano, ma li inda­ga e li ricrea in quan­to sis­te­mi di seg­ni, di visioni, di immag­i­ni sig­nif­i­can­ti. L’intervento si inserisce nel­la sezione del Museo ded­i­ca­ta al pae­sag­gio sette/ottocentesco, dove le vedute dell’acqua sono moltepli­ci e dove essa diviene l’elemento attorno al quale si orga­niz­za la com­po­sizione di molti dip­in­ti. L’artista pre­sen­ta, occu­pan­do una sala del per­cor­so espos­i­ti­vo per­ma­nente, una serie di lavori nei quali le acque del Gar­da sono trasposte in immag­ine sec­on­do diverse scan­sioni tem­po­rali, trasfor­man­dosi così in pae­sag­gi al lim­ite dell’astrazione, immer­si in una sor­ta di den­sa oscu­ri­tà, attra­ver­sa­ta e resa mobile, qua­si fos­se “res­pi­ra­ta”, da una luce che il pig­men­to pit­tori­co trat­tiene e las­cia pro­gres­si­va­mente fil­trare ver­so l’esterno».

Michele Parisi (Riva del Gar­da nel 1983) Dopo aver con­se­gui­to la matu­rità all’Istituto d’Arte F. Depero nel 2001, si diplo­ma all’Accademia delle Belle Arti di Bologna. Il suo lavoro artis­ti­co nasce e si svilup­pa in questi anni attra­ver­so uno stu­dio meti­coloso del­la pit­tura e del­la fotografia, parte­ci­pan­do a varie mostre in spazi pub­bli­ci e pri­vati (Bologna, Milano, Mod­ena, Mona­co di Baviera, Roma, Tren­to, …). Nel 2003 espone alla Fon­dazione Mat­tia Moreni a S. Sofia (FC) per il 47° Pre­mio Campigna. Nel 2004 parte­ci­pa al Pre­mio Lis­sone (MI) e sem­pre del­lo stes­so anno è la per­son­ale nel­la gal­le­ria 64 di Bari­cel­la (BO). Ne
l 2006 espone alla Gal­le­ria Loren­zel­li di Milano in occa­sione del­la set­ti­mana del­la moda. Nel 2007 espone nel­la Kun­stler­haus di Mona­co di Baviera e nel­la chiesa scon­sacra­ta di S. Pao­lo a Mod­e­na. Suc­ces­si­va­mente espone nel­la mostra Ani­con­i­ca alla Fon­dazione Zap­petini di Chi­avari (2008). Nel 2010 parte­ci­pa al con­cor­so inter­nazionale Cen­tro-Per­ife­ria a Roma, vin­cen­do il pri­mo pre­mio del comi­tato sci­en­tifi­co, espo­nen­do suc­ces­si­va­mente in una per­son­ale pres­so il Teatro dei Dioscuri, sem­pre a Roma. Nel 2011 espone in una per­son­ale, pres­so la gal­le­ria Il Castel­lo di Tren­to, il nuo­vo ciclo di lavori inti­to­la­to In silen­zio. Nel feb­braio 2012 tiene il work­shop d’artista pres­so il Mart di Rov­ereto inti­to­la­to Con la luce, repli­ca­to a set­tem­bre pres­so la Fon­dazione Pina­cote­ca Agnel­li di Tori­no in occa­sione dei dieci anni di ap­ertura al pub­bli­co. Nel 2012 espone anco­ra al Pre­mio Lis­sone e nel 2013 tiene un altro work­shop d’artista pres­so il Mart di Rovere­to inti­to­la­to Mirabil­ia. A set­tem­bre 2013 espone pres­so la Kun­sthalle Euro­cen­ter di Lana con delle opere site spe­cif­ic. Tra il 2013 e i 2014 lo spazio prog­et­tuale Upload Art Project di Tren­to gli ded­i­ca la per­son­ale inti­to­la­ta Stanze impara­te a memo­ria.

Cecità bianca

a cura di Chiara Iane­sel­li

Fed­eri­co Lanaro e Evge­ny Antu­fyev
Canale di Ten­no, Casa degli Artisti | res­i­den­za
17.05 — 23.05 / 12.09 — 19.09 2014

Riva del Gar­da, Museo | mostra
19.09 — 02.11 2014

Artisti e cura­trice trascor­reran­no due set­ti­mane in res­i­den­za nel­la zona del­l’Al­to Gar­da. Durante la pri­ma set­ti­mana andran­no a conoscere le pecu­liar­ità di quest’area. Durante l’es­tate ela­bor­eran­no una ricer­ca incen­tra­ta su quan­to appro­fon­di­to durante la res­i­den­za. Nel cor­so del­la sec­on­da set­ti­mana di res­i­den­za pre­sen­ter­an­no i frut­ti del loro lavoro e real­izzer­an­no insieme una mostra che ver­rà pre­sen­ta­ta al pub­bli­co negli spazi del­la Museo di Riva del Gar­da.

Chiara Iane­sel­li (Tren­to 1989) è una cura­trice indipen­dente con base a Tren­to. Lau­re­a­ta in Scien­ze dei Beni Cul­tur­ali con una tesi di ricer­ca su Rober­to Crip­pa, annovera tra le attiv­ità recen­ti il ruo­lo di cura­to­r­i­al assis­tant dell’artista Mar­cos Lutyens per l’Hyp­not­ic Show e del prog­et­to The World­ly House a dOC­U­MEN­TA (13). Nell’edizione di Artis­si­ma 19 a Tori­no ha ricop­er­to l’incarico di assis­tente a Francesca Bertolot­ti, respon­s­abile dei prog­et­ti cura­to­ri­ali. Ha cura­to la per­son­ale white di Fog­a­rol­li, col­lab­o­ran­do con l’artista al work­shop Go into your­self al Mart nell’ambito del­la Mag­nifi­ca Osses­sione. Ha lavo­ra­to come assis­tente al padiglione con­di­vi­so di Litu­a­nia – Cipro (meritev­ole del­la men­zione d’onore) e del padiglione del Cile per la 55. Bien­nale di Venezia. Recen­te­mente si è ded­i­ca­ta alla curatela del­la pri­ma per­son­ale ital­iana di Mar­cos Lutyens in col­lab­o­razione con Kris­tu­pas Sabolius, dal tito­lo Social phar­makon, a Boc­canera. Da men­zionare una sec­on­da col­lab­o­razione con il team di Ves­sel, dopo l’International Cura­to­r­i­al Work­shop, con Viviana Chec­chia, Francesco Scas­cia­mac­chia e Anna San­tomau­ro. Recen­te­mente ha segui­to una per­for­mance di Lutyens nell’ambito di una per­son­ale alla Gal­le­ria Alber­ta Pane in col­lab­o­razione con il Cen­tre Pom­pi­dou.

Evge­ny Antu­fiev (Kyzyl, Tuva Repub­lic (Rus­sia), 1986) Vive e lavo­ra tra Tuva e Mosca.
Com­in­cia i suoi stu­di nel 2008 pres­so l’ Insti­tute of Con­tem­po­rary Art di Mosca e nel
2009, vince il Kandin­sky Award come «Young Artist. Project of the Year». Prin­ci­pali mostre per­son­ali: Twelve, wood, dol­phin, knife, bowl, mask, crys­tal, bones and mar­ble — fusion. Explor­ing mate­ri­als. , Moscow Mul­ti­me­dia Art Muse­um, 2014; Twelve, wood, dol­phin, knife, bowl, mask, crys­tal, bones and mar­ble — fusion. Explor­ing mate­ri­als , Reg­gio Emil­ia, Collezione Maramot­ti , 2013; Mate­r­i­al Research: Absorp­tion, REGINA Gallery, Moscow, 2012; Shin­ing (with Ivan Oyuon), Gallery White, Moscow, 2011; Bones, Gallery White, Moscow, 2010; Wings of Hor­ror, Nav­ic­u­la Artist Gallery, St. Peters­burg, 2010; Myths of My Child­hood, Globus Gallery, Loft Project ETAGI, St. Peters­burg, 2009; Objects of Pro­tec­tion, «Start» space at Win­za­vod Cen­ter for Con­tem­po­rary Art, Moscow, 2008. Prin­ci­pali mostre col­let­tive: The emp­ty pedestal, muse­um of arche­ol­o­gy, Bologna, 2014; Ostal­gia, New Muse­um, New York, 2011; Nee­dle Work, Proun Gallery, Moscow, 2009.

Fed­eri­co Lanaro (Rovere­to TN, 1979) si è lau­re­ato nel 2004 all’Ac­cad­e­mia di Belle Arti di Bologna. Le sue opere, dal­la pit­tura alla
scul­tura all’installazione, sono carat­ter­iz­zate da temi trasver­sali e da un nomadis­mo lin­guis­ti­co, che riflet­tono la sua espe­rien­za per­son­ale del mon­do che lo cir­con­da. I tipi­ci ele­men­ti del­la sua arte sono i col­ori fluo, la sin­te­si del seg­no, i sogget­ti e le inquad­ra­ture che invi­tano ad osser­vare il mon­do da un diver­so pun­to di vista, le fig­u­razioni sem­pli­ci, dirette ed imme­di­ate che attin­gono sia dal­la cul­tura ele­va­ta, sia dal mon­do sem­pli­fi­ca­to del­la grafi­ca. Anche per questo moti­vo, la sua arte si pres­ta a diver­si liv­el­li di let­tura, a sec­on­da del­l’in­ter­pre­tazione e del­la sen­si­bil­ità per­son­ale del­lo spet­ta­tore. Il suo lavoro è fat­to di tante sfu­ma­ture, come l’arte
ecososteni­bile, l’at­ten­zione all’u­ni­ver­so green, le ibri­dazioni tra mon­do ani­male e umano, tra indi­vid­uo e mas­sa, tra nat­u­rale e sopran­nat­u­rale, il legame con la sua ter­ra, l’in­ter­pre­tazione dei com­por­ta­men­ti umani.

 

 

 

 

 

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