Giuseppe Lorenzini: «Arrivò in Italia con un aereo di Berlusconi, Fertonani lo portò qui».
Una lunga frequentazione col Garda per il poliziotto tedesco più famoso: vacanze a Torri, confidenze e anche la prospettiva di comprare una casa

Derrick si guardava in tvaspettando Capodanno

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Di Luca Delpozzo
Stefano Joppi

L’amore dell’ispettore Der­rick, alias Horst Tap­pert, scom­par­so saba­to a Mona­co, per il lago di Gar­da è tut­to rac­chiu­so nei ricor­di di Giuseppe Loren­zi­ni, tito­lare del­lo stori­co «Hotel Garde­sana» a Tor­ri e per quat­tro man­dati pres­i­dente dell’Ugav, l’influente asso­ci­azione di cat­e­go­ria degli alber­ga­tori del lago di Garda.«Eravamo, se non ricor­do male, nel­la pri­mav­era del 1987 e Tap­pert era giun­to in Italia per riti­rare a il Tel­egat­to dal­la popo­lare trasmis­sione tele­vi­si­va di Medi­aset». Era giun­to con l’aereo mes­so a dis­po­sizione da colui che all’epoca era solo «Sua Emit­ten­za», Sil­vio Berlus­coni. «Il giorno suc­ces­si­vo si era trasfer­i­to a Sirmione e noi a Tor­ri, gra­zie ai buoni uffi­ci del mae­stro Fer­to­nani, rius­cim­mo a met­ter­ci in con­tat­to con il suo agente». Un giro di tele­fonate e dopo poche ore a bor­do del moto­scafo di Salaorni, garde­sano doc, l’arrivo al por­to di Tor­ri. «In quell’occasione riuscii a strap­pare al popo­lare attore tedesco una promes­sa: sarebbe sta­to mio ospite all’Hotel Du Parc di Gar­da per fes­teggia­re l’ultimo dell’anno». Fedele alla paro­la data Horst Tap­pert sbar­cò per la sec­on­da vol­ta a fine dicem­bre del 1988 in riva al Bena­co. «Rimase in ferie con la moglie per cinque giorni e fu l’occasione per appro­fondire la nos­tra ami­cizia», con­tin­ua Giuseppe Loren­zi­ni che con la memo­ria va a ripescare sto­rie e aneddoti.«La sera del cenone lo acco­modai con la con­sorte in una salet­ta a fian­co del­la grande sala che ospi­ta­va il veg­lione. Ricor­do che si mise a man­gia­re con la tele­vi­sione acce­sa pro­prio su uno dei tan­ti episo­di del­la for­tu­na­ta serie dell’ispettore Der­rick che imper­ver­sa­vano sul canale nazionale. Al momen­to del brin­disi augu­rale rag­giunse gli altri ospi­ti nel salone e mi sus­sur­rò in un orec­chio che per la pri­ma vol­ta era rimas­to in pie­di, sveg­lio, per salutare l’arrivo del nuo­vo anno. Stra­no, per un attore cele­bre come Tappert».Il sog­giorno garde­sano pros­egui nel­la qui­ete e nel semi anon­i­ma­to con Loren­zi­ni nelle vesti di Cicerone delle bellezze dell’area bena­cense. Un «ruo­lo» che ha rivesti­to anche lo scor­so anno quan­do a Tor­ri, nel suo Hotel Garde­sana, ha fat­to tap­pa il pres­i­dente del­la Repub­bli­ca Fed­erale tedesca. «L’ispettore, cosi tut­ti lo ricor­diamo, s’innamorò cosi tan­to del Gar­da che vol­e­va acquistare una casa. Insieme abbi­amo fat­to tap­pa in quat­tro ville, alle spalle del lago vici­no a Coster­mano, ma poi non si fece più nul­la anche per­ché la cit­tad­i­na francese Saint Paul De Vence, in Cos­ta Azzur­ra, gli offrì una res­i­den­za per aprire una scuo­la di recitazione». Durante le sue gion­ate garde­sane, Tap­pert ebbe anche l’opportunità di ass­apo­rare le migliori pietanze del luo­go gra­zie anche allo chef Michele Som­ma. «Una sera gli pro­pose una tro­ta di lago alla cros­ta e con il pane vi scrisse sopra Der­rick. Fu una piacev­ole e gus­tosa sor­pre­sa che apprez­zò non poco, tan­to da vol­er conoscere diret­ta­mente l’autore del cap­ola­voro culi­nario», con­clude Loren­zi­ni il quale, dopo la parten­za per Mona­co dell’«ispettore», non ebbe più con­tat­ti con l’ispettore Tap­pert, alias o forse, vera­mente, Der­rick.

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