Da oggi a domenica nel quartiere Capolaterra si svolge la tradizionale festa popolare. In programma concerti, tornei sportivi, mostre d’arte e giochi

Desenzano, i tre giorni dell’anitra

Di Luca Delpozzo
Enrico Dugoni

È più viva che mai la mit­i­ca «Fes­ta dell’Anitra», una tradizione popo­lare che si perde nel­la notte dei tem­pi e che viene ripro­pos­ta anche quest’anno dal­la par­roc­chia San Gio­van­ni Lavo­ra­tore di Desen­zano del Gar­da, patro­ci­na­ta dall’Assessorato al Tur­is­mo. L’antica fes­ta popo­lare e reli­giosa si svol­gerà in piaz­za Garibal­di, cuore del popoloso quartiere Cap­o­later­ra, da oggi a domeni­ca 2 set­tem­bre per ricor­dare il patrono San Gio­van­ni decol­la­to. Ric­co come sem­pre il pro­gram­ma delle man­i­fes­tazioni, che prevede una pesca di benef­i­cen­za, tombo­la­ta, musi­ca, sport, gas­trono­mia, bal­lo lis­cio e tan­ti altri diver­ti­men­ti. Oggi, pri­mo giorno di fes­ta, alle 19 ver­rà inau­gu­ra­ta la mostra di Fran­co One­ta «Tav­ole orig­i­nali» e dei dis­eg­ni dei bam­bi­ni del­la scuo­la mater­na; alle 21 con­cer­to del­la Ban­da cit­tad­i­na diret­ta dal mae­stro Mas­si­mo Pen­nati. Domani pomerig­gio alle 14 gli appun­ta­men­ti sportivi: il tor­neo di mini vol­ley «Fes­ta dell’Anitra», il ter­zo tro­feo «Mau­r­izio Man­frin» (iscrizione pres­so il bar ora­to­rio) e il tor­neo di boc­ce tro­feo «Don Dino Visen­ti­ni» (sui campi del Cir­col­i­no). Alle 19 l’immancabile stand gas­tro­nom­i­co, segui­to da bal­lo lis­cio e «Ragazzi in piaz­za», esi­bizione di grup­pi emer­gen­ti. Domeni­ca mat­ti­na alle 10 le finali dei tornei sportivi; dalle 10 alle 12 un’estemporanea di dis­eg­no per bam­bi­ni dai 10 ai 12 anni, con rel­a­ti­va pre­mi­azione alle 17 cir­ca nel cor­tile dell’oratorio. Alle 15 giochi orga­niz­za­ti per bam­bi­ni. Alle 18 si ter­ran­no le pre­mi­azioni dei tornei sportivi e la grande tombo­la­ta. Alle 21 pre­mi­azione del tor­neo di boc­ce, bal­lo lis­cio e «Ragazzi in piaz­za». La Fes­ta dell’Anitra trae orig­ine da un’usanza che si è pro­trat­ta negli anni fino all’ultimo dopoguer­ra. I con­ta­di­ni a quel tem­po dove­vano loro mal­gra­do ren­dere omag­gio al padrone, por­tan­dogli in dono appun­to una bel­la ani­tra. For­tu­nata­mente quei tem­pi duri sono fini­ti, e la fes­ta di San Gio­van­ni decol­la­to oggi si rin­no­va sen­za il sac­ri­fi­cio del­la «regi­na del pollaio».

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