La lista civica era in maggioranza. Ora esprime una sfiducia morale

Desenzano nuova lascia Anelli: «Non ha rispettato le promesse»

Di Luca Delpozzo
m.to.

E una «sfidu­cia morale» quel­la man­i­fes­ta­ta nei con­fron­ti del sin­da­co Cino Anel­li e del­la Giun­ta da «Desen­zano Nuo­va»: la lista civi­ca già nel­la mag­gio­ran­za che ha ras­trel­la­to cir­ca 250 voti alle ultime elezioni. Il suo coor­di­na­tore, Sil­vano Abate, di Riv­oltel­la, ha ora il dente avve­le­na­to. «L’intesa sca­tu­ri­ta da un accor­do pro­gram­mati­co sot­to­scrit­to il pri­mo giug­no ’98 non è sta­ta rispet­ta­ta: ordine pub­bli­co, noma­di, dis­tac­ca­men­to dei vig­ili a Riv­oltel­la, assun­zioni a tito­lo pref­eren­ziale dei res­i­den­ti, bal­ne­abil­ità e fog­na­ture: noi ave­va­mo fat­to richi­este pre­cise in questo sen­so, e ques­ta ammin­is­trazione non ha rispet­ta­to le promesse». «Le gran­di opere — con­tin­ua Abate — non ser­vono ai res­i­den­ti; i con­tinui cam­bi­a­men­ti di rot­ta a segui­to delle richi­este di questo o quel nuo­vo grup­po di nuo­va for­mazione sono indice di una com­ple­ta man­can­za di pro­gram­mazione polit­i­ca. Oggi si ver­i­f­i­cano con­tinui tra le fila del­la mag­gio­ran­za, e i par­ti­ti che la for­mano (An e Fi) si devono assumere le pro­prie respon­s­abil­ità. Le loro cor­ren­ti interne han­no com­ple­ta­mente par­al­iz­za­to Desen­zano». Un comu­ni­ca­to da toni par­ti­co­lar­mente duri, insom­ma, che di fat­to san­cisce il divorzio tra ques­ta lista civi­ca (che, ripeti­amo, alle ammin­is­tra­tive che ave­vano por­ta­to alla vit­to­ria del­la Giun­ta Anel­li si era schier­a­ta con la stes­sa) e la mag­gio­ran­za. A Riv­oltel­la sape­vano già tut­to: le ultime scelte in fat­to di pro­gram­mazione del ter­ri­to­rio, qui, non sono piaciute.