Un libro della Sopritendenza ha fatto il punto sui ritrovamenti di epoca romana alla Faustinella durante gli scavi durati dal 2004 al 2006

Desenzano, quel gioiello di villa

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Di Luca Delpozzo
Sara Mauroner

L’entroterra garde­sano con­tin­ua a sve­lare rari seg­reti del pas­sato. Dopo i nuovi ritrova­men­ti in local­ità Lavagnone, nel cor­so di alcu­ni lavori edili per la costruzione di un capan­none alla Faustinel­la, sul con­fine tra Desen­zano e Lona­to, sono sta­ti trovati alcu­ni resti di una vil­la Tar­do Anti­ca. Gli scavi arche­o­logi­ci sono subito par­ti­ti nel 2004 per poi con­clud­er­si alla fine del 2006 ed han­no por­ta­to alla luce, oltre alla , anche una rara strut­tura funer­aria e alcune capanne altomedievali.I risul­tati di questi lavori sono sta­ti rac­colti nel vol­ume «Dal­la vil­la romana all’abitato altome­dievale. Scavi arche­o­logi­ci in local­ità Fastinel­la – San Cipri­ano a Desen­zano», cura­to dal­la diret­trice del­la Soprint­en­den­za arche­o­log­i­ca del­la Lom­bar­dia Elis­a­bet­ta Roffia.«Desenzano del Gar­da — ha spie­ga­to la dot­tores­sa Rof­fia nel cor­so del­la pre­sen­tazione del libro — è nota fra quan­ti si occu­pano di arche­olo­gia romana e ad un più vas­to pub­bli­co per l’imponente vil­la tar­doan­ti­ca con l’importante com­p­lesso di mosaici fig­u­rati e geo­metri­ci, che sorge poco lon­tano dal­la riva del lago. A cir­ca tre chilometri di dis­tan­za da ques­ta vil­la è sta­to inaspet­tata­mente scop­er­to nel 2004, un altro impor­tante edi­fi­cio romano il cui sca­vo ha per­me­s­so di recu­per­are dati e infor­mazioni di grande inter­esse per la sto­ria anti­ca del ter­ri­to­rio gardesano».«Grazie alla disponi­bil­ità dell’azienda “La Rova” – ha aggiun­to la diret­trice — che ha finanzi­a­to la pub­bli­cazione, si è potu­to illus­trare in tem­pi assai bre­vi la scop­er­ta, dan­do con­to delle sig­ni­fica­tive novità emerse da queste indagi­ni che cos­ti­tu­is­cono un ulte­ri­ore tas­sel­lo nel quadro gen­erale del­la ricostruzione stor­i­ca dell’area garde­sana in età romana e altomedievale».Del tut­to inaspet­ta­ta l’alta qual­ità del­la vil­la che si è venu­ta via via riv­e­lando attra­ver­so lo sca­vo arche­o­logi­co. Doc­u­men­tano la ric­chez­za dell’edificio nel­la sua fase di pri­ma metà del quar­to sec­o­lo dopo Cristo la pianta arti­co­la­ta, con un vas­to peri­s­tilio cen­trale e gran­di vani absi­dati, dotati di impianto di riscal­da­men­to, i resti di pavi­men­tazioni a mosaico, di pit­ture pari­etali, di las­tre di rives­ti­men­to in mar­mi pre­giati prove­ni­en­ti da tut­to il baci­no del Mediterraneo.Ma anche in prece­den­za la vil­la in local­ità Faustinel­la dove­va essere di una cer­ta ric­chez­za. Lo dimostra la scop­er­ta, a cir­ca 70 metri da essa, dei resti di una strut­tura funer­aria, una vera e pro­pria tom­ba di famiglia mon­u­men­tale, come si pote­vano per­me­t­tere solo i per­son­ag­gi più abbi­en­ti. «All’interno del recin­to funer­ario — ha spie­ga­to la diret­trice — sono sta­ti trovati alcu­ni degli ogget­ti che face­vano parte dei corre­di fune­bri: bal­samari in vetro, mon­ete, vasi in ceram­i­ca; le anal­isi doc­u­men­tano che durante le cer­i­monie in memo­ria dei defun­ti veni­vano acce­si roghi per bru­cia­re offerte rit­u­ali. Di uguale inter­esse è risul­ta­ta anche la fase altome­dievale, con resti delle capanne che si inse­di­arono nell’area del­la vil­la, poco dopo la sua dis­truzione e l’abbandono».

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