A Fiorenzo Pienazza, primo cittadino uscente, non riesce il sorpasso sulla Casa delle Libertà come nel 2002: «È stato un voto politico».
Cino Anelli sindaco con il 52,98 per cento, si impone in venti sezioni su venticinque

Desenzano ritorna al centrodestra

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Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Bandiere, tripu­dio, cori e sor­risi al Por­to Vec­chio per il cen­trode­stra, che ieri al bal­lot­tag­gio ha ricon­quis­ta­to Desen­zano riscat­tan­do la scon­fit­ta subi­ta a sor­pre­sa cinque anni fa.Per vol­ere dei cit­ta­di­ni, il can­dida­to del­la Cdl, Cino Anel­li, già sin­da­co dal ’98 al ’2002, tor­na alla gui­da del Comune in forza dei suoi 7.061voti, il 52,98%. Scon­fit­to, ma a tes­ta alta, il sin­da­co uscente di cen­trosin­is­tra Fioren­zo Pien­az­za, al quale sta­vol­ta non è rius­ci­ta la «rimon­ta» del bal­lot­tag­gio 2002: per lui 6.267 voti, il 47,02%. Non pochi, ma non abbastanza.Davanti e den­tro Palaz­zo Tode­s­chi­ni, dove la vol­ta scor­sa brin­da­vano i sosten­i­tori dell’Ulivo e di Pien­az­za, ieri sven­tola­vano le bandiere del­la Lega, di Forza Italia e di An. E infat­ti si cam­bia, anco­ra una vol­ta, con­fer­man­do la ten­den­za all’«alternanza per­fet­ta» dell’elettorato desen­zanese da quan­do esiste l’elezione diret­ta del sin­da­co: nel ’94 la sin­is­tra, nel ’98 la destra, nel 2002 Pien­az­za, nel 2007 Anel­li. Duel­li che a volte si era­no con­clusi con ampio dis­tac­co (come il 65% di Mas­si­mo Roc­ca nel ’94), ma sem­pre incer­ti e impreved­i­bili alla vigilia.UN RISULTATO NETTO. Neanche sta­vol­ta quel­li di Anel­li sono numeri «alla bul­gara», non è un plebisc­i­to. Ma è sen­za dub­bio una vit­to­ria net­ta, ampia e puli­ta, risul­ta­to di un con­fron­to che ieri, giorno cru­ciale del tes­ta a tes­ta finale, non è mai par­so vera­mente in dis­cus­sione man mano che dalle 25 sezioni arriva­vano alla spic­ci­o­la­ta i dati parziali.Tirando le somme, la dif­feren­za è di 800 voti su 13.458 totali (alle urne per questo sec­on­do turno si è pre­sen­ta­to il 65,54% degli aven­ti dirit­to: neanche pochi). Un risul­ta­to tut­to som­ma­to preved­i­bile, dopo che al pri­mo turno Anel­li ave­va chiu­so in tes­ta con il 48,34% con­tro il 43,27% di Pien­az­za, e soprat­tut­to dopo la forte affer­mazione delle liste di cen­trode­stra, che con il 52,34% si era­no aggiu­di­cate la mag­gio­ran­za dei seg­gi in Con­siglio comu­nale, a pre­scindere dal «col­ore» del sin­da­co. E ora al bal­lot­tag­gio la Casa delle Lib­ertà con­quista anche il sin­da­co: vit­to­ria totale.LA MAPPA DEL VOTO. In 5 delle 25 sezioni, dunque solo in cinque zone o quartieri, Pien­az­za è rius­ci­to a prevalere nell’«uno con­tro uno»: il sin­da­co uscente dell’Unione si è impos­to nel­la zona di Desen­zano alta tra via Sil­va e viale Rimem­branze (56%), alla Vic­i­na (59,4%), tra via Giot­to e viale Michelan­ge­lo (punte del 58,8% in una sezione, la numero 14), in via Pratomag­giore a Riv­oltel­la (63,1% per il can­dida­to del centrosinistra).Il con­fron­to più ser­ra­to si è avu­to in piaz­za Garibal­di e din­torni (il quartiere di Cap­o­later­ra), dove Pien­az­za ha per­so per un solo voto (249 a 248). Ma in tut­to il resto del­la cit­tà, dal cen­tro stori­co a San Mar­ti­no, Anel­li ha vin­to in scioltezza.Il mas­si­mo dei con­sen­si per il nuo­vo sin­da­co di cen­trode­stra si è reg­is­tra­to nel­la zona di mez­zo tra Riv­oltel­la e San Mar­ti­no, via Col­li Stori­ci e tra­verse più il quartiere det­to degli «Imper­a­tori», ver­so Colom­bare: ad Anel­li qui è anda­to il 65,2%. Ma anche le altre sezioni di San Mar­ti­no gli han­no dato uno «score» sem­pre supe­ri­ore al 60%, una per­centuale che a Desen­zano cen­tro è sta­ta rag­giun­ta solo nel quartiere delle Rive (il Desen­zani­no, con il 60,4% per Cino), e appe­na sfio­ra­to nel­la parte «a valle» del cen­tro stori­co, con il 59,1%.LA CITTÀ CHE CAMBIA. Sono numeri che, a questo pun­to, val­go­no soltan­to come curiosità sta­tis­ti­ca per i nor­mali cit­ta­di­ni. Per gli addet­ti ai lavori del­la polit­i­ca locale, invece, è un bel romp­i­capo: capire per­chè alcu­ni quartieri abbiano vota­to in un modo, e certe zone in un altro, sarà un buon eser­cizio analiti­co. Del resto si fa presto a dire «Desen­zano»: il Comune è grande, ha svari­ate frazioni e molte ani­me, iden­tità storiche e «iper­locali» a cui si sovrap­pone la nuo­va iden­tità, mag­mat­i­ca e indefini­ta, dei nuovi quartieri, delle centi­na­ia di nuovi res­i­den­ti inglo­bati in pochi anni nel cor­po elettorale.Riassumendo: la mag­gio­ran­za ha scel­to Anel­li, e questo è quel­lo che con­ta per­chè adesso sarà lui a gov­ernare Desen­zano. Ed è forse ques­ta la sola con­so­lazione del cen­trosin­is­tra scon­fit­to. Per­chè a parte la rival­ità polit­i­ca nes­suno, men che meno il suo antag­o­nista Pien­az­za, si sogna di met­tere in dis­cus­sione la spec­chi­a­ta onestà di Cino Anel­li, la sua uman­ità, la col­lau­da­ta espe­rien­za ammin­is­tra­ti­va, il suo amore per Desenzano.IL TEMA POLITICO. «Sull’onesta e sul­la coeren­za di Cino Anel­li io nul­la ho da ridire: lo conosco da tan­to tem­po, so che queste parole gli sono dovute», ha com­men­ta­to ieri Pienazza.Il quale però, se una frec­ciati­na al curaro è lecita tra tan­to fair play, ha volu­to riv­ol­gere non alla per­sona, ma ai par­ti­ti avver­sari, un moni­to neanche vela­to: «Li ter­re­mo a bada — ha det­to il sin­da­co uscente di cen­trosin­is­tra, aggiun­gen­do -: ricor­diamo tut­ti che cinque anni fa Cino Anel­li venne scar­i­ca­to dalle forze di cen­trode­stra. Ques­ta vol­ta gli auguro che non acca­da, e per il bene di Desen­zano lo incor­ag­gio ad avere la mano forte nei con­fron­ti dei partiti».È del resto sul­la «politi­ciz­zazione» del voto locale che insistono i com­men­ti del dopo-voto da parte di tut­ti gli espo­nen­ti del cen­trosin­is­tra. «È sta­ta una cam­pagna elet­torale più polit­i­ca che ammin­is­tra­ti­va, e dalle urne è usci­to un voto politi­co. Qui a Desen­zano — ricor­da anco­ra Pien­az­za — abbi­amo rice­vu­to la visi­ta di Berlus­coni, di Tremon­ti, di espo­nen­ti di pri­mo piano del cen­trode­stra, tut­ti a chiedere un voto con­tro Pien­az­za per dare una spal­la­ta a Pro­di, tut­ti a cap­i­tal­iz­zare il momen­to dif­fi­cile del gov­er­no cen­trale in fun­zione del voto locale. Come se cen­trasse qual­cosa. Fac­cio notare — con­clude il sin­da­co uscente — che nes­suno dei miei avver­sari, nè Anel­li nè altri, mi ha attac­ca­to per come ho gov­er­na­to Desen­zano in questi cinque anni. Vuol dire che abbi­amo gov­er­na­to bene».

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