Il Comune ha approvato una prima tranche di interventi di restauro: investimento di 1,36 milioni. A fine anno i lavori. Nel 2006 secondo stralcio per 1,5 milioni

Desenzano, un futuro per il Castello

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Di Luca Delpozzo
e. s.

Non è intera­mente di pro­pri­età comu­nale, come si cre­de­va, il castel­lo del­la cap­i­tale del Gar­da, emble­ma del­la cit­tad­i­na con il faro del­la diga foranea e la . Ma ques­ta situ­azione non fren­erà gli inter­ven­ti di restau­ro e ristrut­turazione del­la parte anti­ca del­la fortez­za desen­zanese. La Giun­ta, infat­ti, da un lato ha approva­to il prog­et­to del pri­mo stral­cio degli inter­ven­ti mes­si in cantiere nel 2005 per un inves­ti­men­to di 1.360.000 euro. Dall’altro sta per siglare un’intesa con il Demanio che, nell’arco di un mese, dovrebbe cedere in uso al Comune, in cam­bio di un cor­rispet­ti­vo sim­bol­i­co, quel­la pic­co­la parte di antiche mura che non risul­tano essere di pro­pri­età comu­nale. Un futuro per il castel­lo. È questo l’obbiettivo dell’Amministrazione comu­nale, che, dopo aver inutil­mente cer­ca­to di trovare impren­di­tori pri­vati dis­posti a inve­stire in un ben defini­to pro­gram­ma elab­o­ra­to dal Comune, ha deciso di fare da sé. Cioè di por mano all’impresa di recu­pero fun­zionale degli edi­fi­ci con fon­di pro­pri, inter­ve­nen­do per stral­ci suc­ces­sivi. Insom­ma facen­do un pas­so alla vol­ta. L’obbiettivo è quel­lo di ren­dere fruibili gli spazi interni ed esterni del castel­lo. Ed è sta­to in ques­ta fase che è emer­sa la novità riguardante la pro­pri­età: si è sem­pre ritenu­to infat­ti che il castel­lo fos­se di pro­pri­età del­la comu­nità desen­zanese. Il castel­lo nel 1883 venne cedu­to al demanio statale, des­ti­na­to ad ospitare un pre­sidio mil­itare dove si avvi­cen­darono bersaglieri ed ; poi, nel 1969, venne riac­quis­ta­to dal Comune. «Ebbene — con­fer­ma il sin­da­co Fioren­zo Pien­az­za — è sta­to accer­ta­to che una pic­co­la porzione di mura non è di nos­tra pro­pri­età». Non si potrà tut­tavia com­per­are quel pic­co­lo map­pale sfrut­tan­do la nor­ma­ti­va alla quale il Comune ha deciso di ricor­rere per sanare le situ­azioni del cen­tro bal­n­eare del Desen­zani­no, del bar del­la spi­ag­gia di Riv­oltel­la e di parte dell’ex macel­lo. In questi casi i ter­reni dema­niali sui quali sor­gono gli edi­fi­ci pos­sono essere acquisi­ti, nel caso del castel­lo, invece, trat­tan­dosi di bene stori­co vin­co­la­to, ques­ta stra­da è preclusa, ragion per cui si ricor­rerà ad una con­ven­zione per l’uso. La prat­i­ca è a buon pun­to e dovrebbe essere chiusa nell’arco di alcune set­ti­mane. Intan­to il Comune ha approva­to il prog­et­to del pri­mo stral­cio delle opere di ristrut­turazione. Riguarder­an­no la zona com­pre­sa fra la torre cam­pa­naria e la caser­ma Beretta e, sull’altro lato, si esten­der­an­no fino al Tor­resino dei Pon­te­si, com­pre­so anche l’alloggio del cam­pa­naro. La torre d’ingresso ver­rà des­ti­na­ta a spazio espos­i­ti­vo per mostre, men­tre l’ultimo piano diven­terà una ter­raz­za panoram­i­ca. Dal­la torre si acced­erà al vec­chio cam­mi­na­men­to lun­go le mura, che sarà ripristi­na­to; anche il cor­tile ver­rà recu­per­a­to, così da essere uti­liz­za­to per con­cer­ti. I lavori potreb­bero iniziare fra la fine del 2005 e l’inizio del 2006. Ma il Comune ha già inser­i­to nel bilan­cio delle opere pub­bliche il sec­on­do stral­cio, per un ulte­ri­ore inves­ti­men­to di 1.500.000 euro des­ti­nati a ristrut­turare gli edi­fi­ci fra la torre cam­pa­naria e la speco­la. Questo sec­on­do inter­ven­to dovrebbe decol­lare sul finire del 2006, al più tar­di all’inizio del 2007. Res­ta sul tap­peto tut­tavia il recu­pero del vol­ume più vas­to e impor­tante del castel­lo, quel­lo dell’ottocentesca caser­ma Beretta. Qui la giun­ta di cen­trosin­is­tra del sin­da­co Roc­ca ave­va prog­et­ta­to l’apertura delle fil­iale euro­pea dell’ inglese di Southamp­ton. Ma il prog­et­to ita­lo-inglese non ottenne gli sperati finanzi­a­men­ti europei e fu suc­ces­si­va­mente abban­do­na­to. I gran­di volu­mi sono des­ti­nati ad accogliere un audi­to­ri­um-teatro da mille posti, sale per mostre, fiere e inizia­tive com­mer­ciali e cul­tur­ali. Ma per pas­sare dalle parole ai fat­ti ser­vono ingen­ti cap­i­tali. Rius­cirà il Comune, da solo, a dar cor­so anche a questo sec­on­do e deci­si­vo recupero?

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