Nelle ore notturne, l'enorme pensilina verde che, disegnata dall'architetto Winkler

Di notte, le macchine prendono il posto dei turisti in piazza Catena

04/07/2000 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
p.t.

I nomigno­li appi­op­patigli sono ormai un’in­finità e anche suoi ipoteti­ci uti­lizzi, prospet­tati con iro­nia dai rivani sono davvero infini­ti. Una cosa è cer­ta, però: nelle ore not­turne, l’enorme pen­sili­na verde che, dis­eg­na­ta dal­l’ar­chitet­to Win­kler, ha il com­pi­to di accogliere i passeg­geri dei bat­tel­li che attrac­cano in Piaz­za Cate­na diven­ta un pres­ti­gioso e como­do parcheg­gio coperto.Proprio così: una vol­ta scese le tene­bre, molti auto­mo­bilisti risolvono l’an­noso prob­le­ma del­la scar­sità di parcheg­gi, sis­te­man­do la pro­pria vet­tura sot­to la dis­cus­sa pen­sili­na. Come al soli­to, bas­ta che l’idea balzana ven­ga attua­ta da un intre­pi­do che, poi, tut­ti gli altri lo seguono. E così, soprat­tut­to nelle ser­ate più affol­late, una lun­ga fila di mac­chine fa bel­la mostra di sé gius­to dietro le “lava­tri­ci”. Un com­por­ta­men­to, questo, che oltre andare con­tro le evi­den­ti dis­po­sizioni di divi­eto di sos­ta sta­bilite dal comune, rap­p­re­sen­ta anche una vio­lazione alle norme di sicurez­za per le imbar­cazioni attrac­cate. La legge, infat­ti, prevede che nelle imme­di­ate vic­i­nanze di navi o di bat­tel­li attrac­cati al molo, sia sem­pre las­ci­a­to uno spazio libero che in caso di neces­sità, dia la pos­si­bil­ità ai mezzi di soc­cor­so di arrivare sen­za dif­fi­coltà e inter­venire nel minor tem­po pos­si­bile. Situ­azione d’e­mer­gen­za, ques­ta, che — fat­ti i deb­iti scon­giuri — pre­sen­terebbe non pochi prob­le­mi in Piaz­za Cate­na, dove le auto occu­pano spes­so ogni cen­timetro quadro nelle imme­di­ate vic­i­nanze dell’attracco.C’è una sor­ta di dis­at­ten­zione, insom­ma, che ritro­vi­amo anche in un altro dei posti più fre­quen­tati di Riva: il lun­go­la­go. Qui, qua­si quo­tid­i­ana­mente, si assiste a bat­tibec­chi tra ciclisti e pedoni, tra bag­nan­ti e pro­pri­etari di cani. Anche se prob­a­bil­mente la “guer­ra” con­tin­uerà vale la pena ricor­dare, ad inte­grazione dei cartel­li un po’ crip­ti­ci col­lo­cati dal­l’am­min­is­trazione, che i ciclisti pos­sono accedere alla spi­ag­gia, ma devono far­lo a pas­so d’uo­mo e, in ogni caso, la prece­den­za è sem­pre di chi cam­mi­na. Divi­eto asso­lu­to d’ac­ces­so, invece, per i cani, anche per quel­li al guin­za­glio: potran­no tornare sul­la spi­ag­gia, accom­pa­g­nati dai padroni, solo nei mesi invernali.