L’innovativa capsula endoscopica sostituirà nel tempo la fastidiosa gastroscopia

Diagnosi con la telecamera

Di Luca Delpozzo

In futuro potrà sos­ti­tuire il fas­tidioso esame del­la colon­scopia o del­la gas­tro­scopia. Al momen­to ver­rà imp­ie­ga­to nel­l’e­s­plo­razione più par­ti­co­lareg­gia­ta di quei trat­ti del­l’ap­pa­ra­to diger­ente o intesti­nale dif­fi­cil­mente ril­evabili con i tradizion­ali esa­mi. Anche all’ospedale di Desen­zano arri­va, dunque, la cap­su­la endo­scop­i­ca che, gra­zie a una tele­cam­era minia­tur­iz­za­ta, con­sen­tirà di eseguire un ampio numero di esa­mi nel cam­po del­la diag­nos­ti­ca endo­scop­i­ca. L’ap­parec­chiatu­ra, dona­ta dal­l’As­so­ci­azione Stu­dio e Pre­ven­zione Tumori di Desen­zano pre­siedu­ta dal dot­tor Ambro­gio Colom­bo, da sem­pre impeg­na­ta nel­la ricer­ca e nel­la lot­ta ai tumori, è sta­ta mes­sa a dis­po­sizione del Repar­to di Med­i­c­i­na Gen­erale del «Mon­te­croce», diret­to dal dot­tor Wal­ter Piubel­lo. «Ques­ta cap­su­la — spie­ga il pri­mario — con­tiene una microt­ele­cam­era, una minus­co­la bat­te­ria e una fonte di luce inter­na in gra­do di fotogra­fare, con due immag­i­ni al sec­on­do, tut­to il trat­to diges­ti­vo. Il paziente, a digiuno e dopo preparazione intesti­nale come per l’e­same del­la colon­scopia, ingerisce la cap­su­la. Durante l’indagine, i seg­nali emes­si dal­la stes­sa sono cap­tati da sen­sori posizionati a liv­el­lo addom­i­nale e trasmes­si a un pic­co­lo reg­is­tra­tore por­tatile come avviene per l’holter car­dia­co». L’ap­parec­chiatu­ra, però, non sos­ti­tuirà per il momen­to come si dice­va, la gas­tro­scopia o la colon­scopia. «L’u­ti­liz­zo del­la cap­su­la — pre­cisa infat­ti Piubel­lo — anche per il suo cos­to ele­va­to (cir­ca 500 euro) tro­va il mag­giore impiego per ora in casi ben pre­cisi che riguardano lo stu­dio di trat­ti del­l’ap­pa­ra­to diges­ti­vo poco esplorabili». Dunque, è pos­si­bile che negli anni futuri, la cap­su­la endo­scop­i­ca in ambito diag­nos­ti­co e di screen­ing pos­sa trovare ampia dif­fu­sione, in par­ti­co­lare quan­do i costi saran­no abbat­tuti e la metod­i­ca stan­dard­iz­za­ta. Poche le con­troindi­cazioni: stenosi del lume intesti­nale, quali pos­sono riscon­trar­si in cor­so di mor­bo di Crohn. «Desidero ringraziare l’as­so­ci­azione Stu­dio e Pre­ven­zione Tumori e il suo pres­i­dente dot­tor Ambro­gio Colom­bo — ha det­to il diret­tore gen­erale del­l’azien­da ospedaliera, Mau­ro Borel­li — per­ché ci ha per­me­s­so di dotare il nos­tro ospedale di un’ap­parec­chiatu­ra di alta tec­nolo­gia med­ica, frut­to delle ricerche dei bioingegneri».