Dogana veneta, dal restauro spunta il mistero del ponte

Dibattito sui lavori in paese

14/08/2005 in Attualità
A Affi
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Di Luca Delpozzo
(s.b.)

Ponte sì, ponte no. Questo è l’interrogativo che la gente, gli oper­a­tori tur­is­ti­ci, i res­i­den­ti, i tur­isti si stan­no ponen­do, di fronte ai lavori ormai in via di ulti­mazione per il recu­pero e il restau­ro del­la . Si par­la di ponte, anche se a pri­ma vista pare pro­prio non c’entri per nul­la con il restau­ro. Eppure nel­la pre­sen­tazione per immag­i­ni del reupero del­la strut­tura di ponte si par­la eccome. Il ponte, qualo­ra col­lo­ca­to, dovrebbe con­sen­tire l’accesso alla dogana diret­ta­mente dal lun­go­la­go, sen­za dover per­cor­rere via Francesco Fontana, parte del por­to vec­chio, oltrepas­sare la chieset­ta di San Nicolò e quin­di accedere all’entrata del­la dogana. Lo stes­so man­u­fat­to con­sen­tirebbe anche il movi­men­to con­trario, ovvi­a­mente pedoan­le, dal­la dogana al lun­go­la­go, oltrepas­san­do quin­di il var­co d’acqua che dà acces­so ai natan­ti alla darse­na, ovvero al por­to vec­chio. La nuo­va strut­tura che dovrebbe essere col­lo­ca­ta a ridos­so del­la dogana dovrebbe essere real­iz­za­ta in poli­car­bon­a­to: un man­u­fat­to leg­geris­si­mo, amovi­bile all’occorrenza, il cui cos­to non oltrepasserebbe i 25mila euro. Per il momen­to l’amministrazione comu­nale, sull’argomento, non ha anco­ra deciso. Per onore del vero nel prog­et­to orig­i­nario del ponte non si è mai trat­ta­to, né dal pun­to di vista prog­et­tuale, né tan­tomeno di spe­sa. Le immag­i­ni però sono bas­tate ad avviare la dis­cus­sione fra la gente, con la popo­lazione già divisa tra favorevoli e con­trari. Per onore del vero, dai pri­mi dati desun­ti da una indagine con­dot­ta arti­gianal­mente, ovvi­a­mente ascoltan­do la gente sul por­to, in questi giorni di estate, emerge che i favorevoli all’opzione ponte sono la mag­gio­ran­za. Occor­rerà comunque inda­gare più a fon­do e l’incarico spet­terà pro­prio a chi avrà il com­pi­to di decidere sull’argomento. «Sarei molo con­tento di questo even­tuale ponte», spie­ga Gian­ni Olivet­ti, noleg­gaitore di barche al por­to, «per­ché con­sen­tirebbe l’accesso veloce alla zona del­la dogana da parte dei tur­isti. Il ponte poi lim­iterebbe final­mente l’accesso nel por­to di natan­ti occa­sion­ali e abu­sivi. C’è il divi­eto, ma nes­suno lo rispet­ta». «Se la strut­tura è ele­gante e fun­zionale cre­do vada a val­oriz­zare il sito e por­ti quin­di mol­ta gente a godere delle bellezze del­la dogana», affer­ma Enzo Tosi, risio­ra­tore, «anche se a noi per­son­alem­nte potrebbe portare qualche tur­ba­ti­va vis­to che ope­ri­amo pro­prio qui vici­no. Ma inno­vare serve a portare nuo­va gente a Lazise». «A pat­to che non por­ti un impat­to ambi­en­tale», sostiene il pres­i­dente dei ris­tora­tori di Lazise, Sante Pasquali­ni, «sono con­vin­to che un ponte mag­a­ri in leg­no arre­di e invogli i tur­isti a vis­itare da vici­no la dogana. Deve essere una strut­tura bel­la e armo­niosa. Se impat­ta trop­po con l’ambiente, cre­do non deb­ba essere con­sid­er­a­ta». «Per me la dogana deve restare com’è», si esprime un vec­chio pesca­tore, «per­ché è sem­pre sta­ta così e così deve restare. Il ponte non serve». «Il ponte, a mio parere», dichiara Alber­to Scipo­lo, «com­pleterebbe un’opera impor­tante, che ha impeg­na­to molto l’amministrazione nel suo recu­pero». La dis­cus­sione però continua.

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