Paolo «Trota» Calzà e Giuseppe Bagattoli hanno aperto una nuova via sulla parete est di Cima Capi 800 metri a strapiombo sul Garda. Su quella montagna firme prestigiose dell'alpinismo trentino

Diciotto tiri con passaggi di VII+, per ricordare Rino Zanotti

10/10/2002 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Pao­lo «Tro­ta» Calzà e Giuseppe Bagat­toli, guide alpine, han­no aper­to sul­la parete Est di Cima Capi, quel­la che stra­pi­om­ba sul­la valle del­lo Sper­one, una nuo­va via che han­no chiam­a­to «via del Gro­la» ded­i­can­dola a Rino Zan­ot­ti. L’ul­ti­mo dei 18 tiri è sta­to super­a­to fra il 28 ed il 29 set­tem­bre, coro­nan­do un paio d’an­ni di ten­ta­tivi, stu­di, assag­gi. Otto­cen­to metri di roc­cia, parte sana parte fri­abile, con dif­fi­coltà di VII e qualche pas­sag­gio di VII+, la via sale in ver­ti­cale qua­si per­fet­ta sfrut­tan­do una sequen­za di fes­sure fino al «cuore gial­lo» — mac­chione chiara­mente vis­i­bile anche da Riva che rap­p­re­sen­ta il pas­sag­gio più dif­fi­cile — per super­are il quale occorre vin­cere una serie impres­sio­n­ante di sporgen­ze, subito sot­to la croce pos­ta in vet­ta. Cima Capi rap­p­re­sen­ta un clas­si­co per gli sca­la­tori rivani: il pri­mo a salir­la per la cres­ta sud è sta­to Arturo Ehrne nel 1908: adesso è una splen­di­da e como­da fer­ra­ta inti­to­la­ta a Faus­to Susat­ti. Ma poi con quel­la parete si sono mis­urati alcu­ni dei più bei nomi del­l’alpin­is­mo trenti­no: Mari­no Steni­co nel ’39 con Pino Fox, Tel­lo Fer­rari tren­t’an­ni fa, Giu­liano Steghel con Wal­ter Vidi nell’ ’87, e poi lo stes­so «Tro­ta» su trac­ciati sem­pre più com­pli­cati: con Rino Zan­ot­ti nell’ 87, con Dan­ny Zampic­coli per la via «Ven­to del Ricor­do» ded­i­ca­ta all’am­i­co Michele Nogler, con Gino Malfer nel ’90, ed ora con Giuseppe Bagat­toli. Rino Zan­ot­ti, scom­par­so da qualche anno, è sta­to per anni un prezioso, insos­ti­tu­ibile sati­no: uno di quegli uomi­ni, silen­ziosi e miti, for­ti e del­i­cati, che han­no la mon­tagna den­tro. E non solo gli stra­pi­om­bi esposti ma i sen­tieri, le fer­rate, il col­ore da rin­no­vare a pri­mav­era, i fer­ri delle scale del­l’Am­i­cizia pie­gati dai sas­si o rov­inati dal gelo da sos­ti­tuire, la gen­erosa e silen­ziosa e con­tin­ua pre­sen­za dap­per­tut­to dove ci fos­se qual­cosa da fare: e per pre­mio, cinque minu­ti di pace dal belvedere lun­go il sen­tiero dei paloni che scende da boc­ca d’En­z­i­ma. La Sat gli ha ded­i­ca­to il sen­tiero che dal Con­colì sale al Giochel­lo. Pao­lo Tro­ta e Bepi Bagat­toli l’han­no volu­to ringraziare, a modo loro.

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