Il bilancio dei servizi allestiti in occasione della regata velica appena archiviata Centomiglia

Dieci con lode alla macchina organizzativa

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Di Luca Delpozzo
Lago di Garda

, tem­po di bilan­ci, non solo sportivi. L’al­tra fac­cia del­la gara vel­i­ca mette in evi­den­za l’op­er­a­tiv­ità di per­sone che non se ne sono state cer­to con le mani in mano. L’im­por­tante rega­ta ha richiam­a­to sul Gar­da, ric­chi pro­pri­etari di imbar­cazioni e sem­pli­ci appas­sion­ati con barche più mod­este, cam­pi­oni del­la vela ed equipag­gi meno esper­ti ma forse più entu­si­asti. Una mas­sa di gente con parec­chi ami­ci o tifosi al segui­to, che han­no cre­ato una situ­azione che richiede­va alcune con­tro­misure. La ripro­va? Appe­na un’o­ra dopo il via del­la Cen­tomiglia, dis­pu­ta­ta saba­to scor­so, la motovedet­ta del­la Guardia Costiera ave­va già recu­per­a­to 5 uomi­ni nel lago. Era­no i com­po­nen­ti di una bar­ca, Ric­ci­o­lo, che sta­va colan­do a pic­co. Nes­sun dan­no mate­ri­ale ai gio­van­ot­ti del­l’e­quipag­gio che, ad esclu­sione del­l’ar­ma­tore appar­so piut­tosto pre­oc­cu­pa­to, pare­vano abbas­tan­za in for­ma. In segui­to, comunque, Volon­tari del Gar­da e Vig­ili del Fuo­co han­no recu­per­a­to anche la bar­ca, pri­ma che ques­ta si inabis­sasse. È sta­to un Gar­da a due fac­ce, dunque, quel­lo vis­to nel­la pri­ma decade di set­tem­bre. Come dire che il diver­ti­men­to di alcu­ni ha for­ni­to occa­sione di lavoro per altri: dai ai Vig­ili, dagli operai del Comune a col­oro che sono sta­ti mobil­i­tati (pro­fes­sion­isti o volon­tari) per i servizi di emer­gen­za: Volon­tari del Gar­da, per­son­ale del 118, Croce Rossa. Una squadra numerosa, coor­di­na­ta da Car­lo Con­coreg­gi, del Pron­to soc­cor­so di Bres­cia. Uno schiera­men­to di almeno un paio di dozzine di per­sone, su ambu­lanze e gom­moni, cui si è aggiun­to lo sta­to di aller­ta per gli ospedali di Desen­zano, Riva, Mal­ce­sine e Peschiera. Un piano, quel­lo mes­so in opera in occa­sione del­la Cen­tomiglia, in sin­to­nia con le linee gui­da sul­l’or­ga­niz­zazione san­i­taria in caso di cat­a­strofi nat­u­rali. Il coor­di­na­tore respon­s­abile del prog­et­to? Gino Tosi, lo stes­so che ave­va mes­so a pun­to un anal­o­go servizio quan­do era pas­sato nel­la nos­tra provin­cia il Giro d’I­talia. Anal­iz­zan­do il piano par­ti­co­lareg­gia­to si nota come alcu­ni tec­ni­ci siano sta­ti col­lo­cati in pun­ti chi­ave del­la man­i­fes­tazione: dal­la postazione del­la direzione di gara (Maria Pao­la Nov­el­li), all’idroam­bu­lan­za (Fabio Scalvi­ni) e avan­ti, con il capos­ala del 118 quale respon­s­abile oper­a­ti­vo del piano san­i­tario, a bor­do del­la motovedet­ta del­la Guardia Costiera. Come si è potu­to vedere, però, gli inter­ven­ti non sono andati oltre l’or­di­nar­ia ammin­is­trazione ma, se ve ne fos­se sta­ta la neces­sità, la macchi­na oper­a­ti­va era pronta. La cen­trale oper­a­ti­va? Pres­so la direzione di gara, ovvero sul tet­to del­l’im­bar­cadero di Bogli­a­co, pro­tet­ta da un paio di gaze­bo. Alle ambu­lanze a ter­ra si sono aggiunte due idroam­bu­lanze, una di Bres­cia e l’al­tra di Bar­dolino. A bor­do, per­son­ale spe­cial­iz­za­to per sal­vatag­gio in super­fi­cie, ma anche sommozzatori.

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