Una selezione di Groppelli, fatta dall'amico e collega Angelo Peretti, che, grazie alla dipsaonbilità alla pubblicazione concessaci, la proponiamo ai nostri lettori

Dieci Groppelli per me, ma non posson bastare

04/01/2008 in Attualità
Parole chiave: - - -
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Sì, lo capis­co, il tito­lo è pro­prio una ciofè­ca, sta­vol­ta. Ma, vedete, mi sono appe­na com­pra­to tut­ta la discografia del Bat­tisti Lucio, e me l’ascolto in macchi­na (sarà che mi son fat­to nos­tal­gi­co, che volete). E insom­ma, ques­ta m’è venu­ta in mente, di can­zoni: «Dieci ragazze per me, pos­son bastare». E sic­come qui di segui­to recen­sis­co una dieci­na di Grop­pel­lo di Valtè­ne­si, come ave­vo promes­so (promes­so?) la set­ti­mana pas­sa­ta, ecco che il dieci ha fat­to da catal­iz­za­tore. E poi c’è che questi che andrò a illus­trare sono sì vini che per me — ora — van­no bene, e che ho bevu­to volen­tieri dal­la pri­ma estate a qui, ma che non pos­son bastare. Nel sen­so che anche questi han­no anco­ra spazio per miglio­rare e puntare con deci­sione più in alto. E che comunque m’attendo un’ulteriore cresci­ta di tut­ta la zona, ché altre aziende han­no bla­sone e sto­ria e vigna. E insom­ma, cor­ag­gio: l’ora è quel­la gius­ta: l’ho det­to e lo ripeto che mi pare si stia per spic­care il volo, sul­la riva lom­bar­da del Gar­da. A propos­i­to del Bat­tisti. Quel­la lì delle dieci ragazze, non è cer­to una delle sue più belle.Quella che ho pro­prio fic­ca­ta in tes­ta, di suo (un tor­men­tone, per me, che va avan­ti da un paio d’anni, e ne ho com­pra­to anche le ver­sione incise da altri: molto bel­la quel­la dei La Crus) è «E pen­so a te». E ce n’è molte altre che mi dan­no i bri­v­i­di. Per esem­pio «Io vor­rei… Non vor­rei… Ma se vuoi» (avete sen­ti­to come la can­ta anche l’Antonella Rug­giero?). E «Il nos­tro caro Angelo?».Mi ci riconosco in quel «ma schi­a­vo non sarà mai». Vab­bé: divagazioni. Torno al Groppello.Qui sot­to rac­con­to dunque dei dieci che ho scel­to, che però non esauriscono il panora­ma rossista del­la Valtè­ne­si. Ché lì il grop­pel­lo (uva) va anche a finire in uvag­gio (ahimé: tec­ni­ca obso­le­ta) o cuvée (evvi­va: qui sì che ci siamo) con altre vari­età (bar­bera, marzemi­no, san­giovese) per il Gar­da Clas­si­co Rosso (o Riv­iera del Gar­da Bres­ciano o Gar­da Bres­ciano, ché di denom­i­nazioni se ne sono strat­ifi­cate troppe). Eppoi finisce anche in vinifi­cazioni che direi sper­i­men­tali, col rebo, per esem­pio, ed altro, in table wines o in igt del Bena­co Bres­ciano. Ma ho scel­to di rac­con­tare sta­vol­ta solo di bot­tiglie che in etichet­ta ripor­tano la dizione monocul­ti­var: Grop­pel­lo. D’altri rossi, mag­a­ri, par­lerò più in là (a propos­i­to: col grop­pel­lo si fa anche il , rosato).Ora, i vini, finalmente.Metto il doppio pun­teg­gio, cen­tes­i­male e in fac­ci­ni. Cen­tes­i­male per dire del in quan­to a mate­ria, con­tenu­to. Fac­ci­ni per dire del­la piacev­olez­za mia per­son­ale di bevuta.L’ordine è alfa­beti­co, per produttore.Garda Clas­si­co Grop­pel­lo Colom­baio 2006 Casci­na La Per­ti­ca Grop­pel­lo bev­eri­no, sì, epperò con un bel po’ di per­son­al­ità. Ed è bell’azienda, ques­ta Casci­na La Per­ti­ca: la por­taerei di casa è il rosso Le Zalte, ripetu­ta­mente tribic­chier­a­to. Ha, questo Colom­baio, naso intri­g­an­tis­si­mo: frut­ta matu­ra, noce mosca­ta, can­fo­ra. Boc­ca su toni frut­tati evo­lu­ti, maturi, mor­bi­di. Con la spezia in grande rilie­vo. E il tan­ni­no mar­ca­to ma non aggres­si­vo. E sot­to, costante e invi­tante, il frut­to mac­er­a­to. 86/100 — tre lieti fac­ci­ni :-) :-) :-)Riv­iera del Gar­da Bres­ciano Gropèl 2004 Com­in­ci­oli Il Gropèl di Gian­fran­co Com­in­coli è una sor­ta di work in progess, di vino in con­tin­ua evoluzione di stile, con­trasseg­nan­do come nes­sun altro la ricer­ca con­tin­ua del sin­da­co-vig­naio­lo di Pueg­na­go. Ha naso un po’ chiu­so, ma sot­to c’è frut­to mac­er­a­to. Boc­ca cal­da, tan­ni­ca, ampia, pos­sente. E anco­ra molto frut­to (ed anche ciliegia sot­to spir­i­to). C’è speziatu­ra. E buona lunghez­za. 85/100 — due lieti fac­ci­ni :-) :-)Riv­iera del Gar­da Bres­ciano Sulèr 2003 Com­in­ci­oli Com­in­ci­oli quan­do fa vino ed olio non sta lì a guardar le mezze mis­ure. Dire che è estremo è poco, e quest’è il suo pre­gio, ma anche — me lo si per­doni — il lim­ite. Ché a volte è la finez­za ad andar­ci di mez­zo, e dunque occor­rerà meglio focal­iz­zare, ma so che Gian­fran­co ci sta molto lavo­ran­do. Det­to questo, ecco il Sulèr, Grop­pel­lo d’appassimento lun­go, da sem­pre. Il naso è un po’ com­pres­so, ma sot­to c’è tan­to, tan­to frut­to maturis­si­mo. La boc­ca è gras­sa, con­cen­tra­ta, potente, frut­tatis­si­ma, tan­ni­cis­si­ma. 86/100 — due lieti fac­ci­ni :-) :-)Gar­da Clas­si­co Grop­pel­lo Castelline 2006 Costari­pa Il Grop­pel­lo più pic­co­lo, se così si può dire, di Costari­pa. E m’ha las­ci­a­to in pen­siero, ché non sem­bra­va qua­si nep­pure Grop­pel­lo dell’ultima anna­ta, con quel­la sua pacatez­za di già qua­si aris­to­crat­i­ca. Naso da fragolona matu­ra e prugna. Leg­gera speziatu­ra. In boc­ca, bel tes­su­to tan­ni­co, vel­lu­la­to. Ed è anco­ra sul frut­to, maturo assai. Ed ha spezia e lunghez­za. 84/100 — due lieti fac­ci­ni e qua­si tre :-) :-)Gar­da Clas­si­co Grop­pel­lo Maim 2004 Costari­pa Così ele­gante un Grop­pel­lo non l’avevo mai trova­to pri­ma. Màim è acron­i­mo: sta per Mat­tia e Imer. Di cog­nome fan­no Vez­zo­la. Il pri­mo è il gen­er­al man­ag­er di Bellav­ista, in Fran­ci­a­cor­ta. Enol­o­go dell’anno per la mia gui­da, Gamvero & Slow. Costari­pa è la vigna garde­sana, di famiglia. Il vino ha naso da frut­to rosso appas­si­to e sur­maturo. C’è fragolona e con­fet­tura di mir­tillo. Spezia. La boc­ca con­fer­ma il frut­to mac­er­a­to, ma ha slan­cio e beva e suc­cosità. E c’è tan­ni­no bene espos­to, ma senz’aggressività. Aus­tero e vibrante insieme. 88/100 — tre lieti fac­ci­ni :-) :-) :-)Gar­da Bres­ciano Grop­pel­lo Mogrì 2006 Ser­gio Delai Quan­do Ser­gio avrà vin­to le ultime sue titubanze e si sarà reso con­to davvero di quel che vale, be’, aspet­tat­e­vi cose notevoli. Il suo Fron­sà­ga è di già bel rosso. Questo Grop­pel­lo gli sta a ruo­ta. Naso di can­fo­ra e frut­to mac­er­a­to e vena spezi­a­ta. Boc­ca ampia sul frut­to, mag­a­ri per ora un po’ chiu­so dal­la nota tan­ni­ca. Ha, di più, buona e speziatu­ra. Anche qui, val­u­razione fiduciosa. 80/100 — due lieti fac­ci­ni :-) :-)Gar­da Bres­ciano Grop­pel­lo 2005 Leali di Mon­tea­cu­to L’Antonio è una gigante buono. A ved­er­gli le mani ti fa pau­ra, gran­di come una van­ga. Ma è uomo mite, qua­si timi­do. E fa vino in garage, ché ha casa pic­co­la e ormai non ci sta più (ma la can­ti­na nuo­va è nell’aria). Fa vini che han­no carat­tere. E questo Grop­pel­lo lo con­fer­ma. Naso frut­ta­to di frut­ta rosso molto matu­ra. Boc­ca tan­ni­ca, potente, cal­da, spezi­a­ta, pepa­ta. Buona lunghez­za. Poten­za ma anche fres­chez­za. Da provare, da bere. Se poi in futuro aumenterà l’eleganza… 85/100 — due lieti fac­ci­ni :-) :-)Gar­da Clas­si­co Grop­pel­lo 2005 Le Chiusure Oh, che fac­cia dei bei rossi a Portìs (leg­gi Portese, comune di San felice del Bena­co) l’ho già det­to par­lan­do qualche tem­po fa del suo Mal­borghet­to (rebo, mer­lot e poca bar­bera). Ma ci ha anche un piacev­ole Grop­pel­lo. Naso sul frut­to. Boc­ca idem, con note di pepe e tan­ni­no mag­a­ri anco­ra abbas­tan­za verde, il che mi fa dire che dur­erà, questo rosso. Vino un po’ rus­ti­co, dunque, ma fres­co e bevi­bile. Lo pro­muo­vo sul­la fidu­cia. 80/100 — due lieti fac­ci­ni :-) :-)Gar­da Clas­si­co Grop­pel­lo Ris­er­va Arzane 2003 Pasi­ni San Gio­van­ni In atte­sa di (ri)provare il 2004, bevu­to in ver­sione provvi­so­ra, ho ritas­ta­to il 2003 dell’Arzane. E con­fer­mo quan­to scrissi tem­po fa, recensendo­lo. Una sor­ta di pro­totipo del Grop­pel­lo che mira all’opulenza di frut­to. Figlio del 2003, ha frut­tone sur­maturo, ma non cot­to: ciliegia, maras­ca, fragolona. E sot­to una sot­tile vena erbacea alpestre. 84/100 — due lieti fac­ci­ni e qua­si tre :-) :-)Gar­da Clas­si­co Grop­pel­lo Balosse 2003 Zuliani Balòsse in bres­ciano vuol dir fuori di tes­ta, pazzerel­lo. Se non peg­gio. Ma le terre Balòsse sono anche un lem­bo di Valtè­ne­si. Una scie di tor­biera dove c’è can­neto ed orchidea ed oli­vo e vigna insieme. Stranis­si­ma zona. Ci cavano, gli Zuliani, un crû di Grop­pel­lo. Che ha naso intri­g­ante, su toni deca­den­ti di frut­to e sot­to­bosco (fun­go sec­co, mus­chio perfi­no). La boc­ca ha frut­to piacev­ole e roton­do. Buona beva, eppure anche tan­ni­no ben defini­to. Con­tin­ua ques­ta nota di frut­ta evo­lu­ta, accom­pa­g­na­ta da sen­tori boschivi. Bel­la lunghez­za e tan­nic­ità. 84/100 — due lieti faccini :-) :-)

Parole chiave: - - -