Diemer il Garda in cartolina

20/04/2020 in Storia
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Di Redazione
a. ma.

Il pit­tore tedesco Michael Zeno Diemer sco­prì il pae­sag­gio del alla fine degli anni’90 dell’Ottocento. Creò decine di acquerel­li, uti­liz­za­ti spes­so per illus­trazioni, che lo resero molto noto, fra cui car­to­line assai quo­tate e assai apprez­zate non solo dai collezion­isti, aut­en­ti­ci doc­u­men­ti di un pae­sag­gio in larga parte scom­par­so.

Alle car­to­line di Diemer le case editri­ci Cierre Edi­zioni, Grafo, Il , dedi­carono nel 1995 il ric­co vol­ume «Il lago di Gar­da illus­tra­to di Zeno Diemer. Zeno Diemer Aquarelle vom Garda–See», che ha reso noto anche ai non collezion­isti ripro­duzioni ormai con­sid­er­ate antiche del pae­sag­gio garde­sano.

Par­ti­co­lar­mente inter­es­sante la sche­da biografi­ca dell’artista ripor­ta­ta nel vol­ume a corre­do delle ripro­duzioni: «Michael Zeno Diemer nasce 1’8 feb­braio 1867 a Mona­co di Baviera, dove fre­quen­ta l’Accademia sot­to la gui­da di Hackl e Liezen-May­er. Si fa conoscere con acquerel­li di pae­sag­gi alpi­ni e, nel 1892, con un quadro stori­co: Il giudizio di Dio a Dron­theim, che viene pre­sen­ta­to alla grande Espo­sizione di Berli­no l’anno suc­ces­si­vo. In quell’anno medes­i­mo, in col­lab­o­razione con H.B. Wieland, dipinge un dio­ra­ma di ghi­ac­ciai per l’Esposizione mon­di­ale di Chica­go.

Seguono quadri di grande for­ma­to, che ripro­ducono scene di battaglie: Orleans (1895), Bazeilles (1896), Berg Isel (1896). Alla fine degli anni’90 sco­pre il pae­sag­gio del lago di Gar­da e ne nascono decine di acquerel­li […]

Nasce così una vera attrazione per l’acqua, che non lo abban­don­erà più. I vas­cel­li d’alto mare, i velieri che affrontano acque agi­tate per entrare nel por­to di Lin­dau, che nav­igano lun­go le coste adri­atiche o cal­abre o che attra­ver­sano lo stret­to di Messi­na saran­no una costante del­la sua tem­at­i­ca pit­tor­i­ca, più dei ghi­ac­ciai, più dei sogget­ti stori­ci […]

Diemer non è mai fer­mo. Ama viag­gia­re, e dovunque si tro­va a suo agio. Nel 1902 più volte è in Islan­da, nel 1906/7 in Egit­to, Palesti­na, Turchia, poi si spos­ta con­tin­u­a­mente attra­ver­so l’Europa. Nel 1909 il Deutsches Muse­um gli com­mis­siona L’atterraggio del diri­gi­bile Zep­pelin a Mona­co […] La sua car­ri­era artis­ti­ca è costel­la­ta di riconosci­men­ti e onori­f­i­cen­ze, ma la sua popo­lar­ità res­ta lega­ta soprat­tut­to alle sue marine e ai suoi acquerel­li di pae­sag­gio.

Muore a Ober­am­mer­gau il 27 feb­braio 1939».

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