Il Presidente della Comunità del Garda querela il giornale “La Repubblica”

Difendiamo il Garda

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Di Luca Delpozzo

Pre­sa visione dell’articolo pub­bli­ca­to nell’edizione odier­na del gior­nale “La Repub­bli­ca”, in pri­ma pag­i­na ed a pag. 14, dal tito­lo “Il res­ta senz’acqua. Mai sta­to così bas­so a luglio: alis­cafi fer­mi, fan­go e alghe marce”, il Pres­i­dente del­la Comu­nità, Aventi­no Frau, nel­la sua qual­ità di rap­p­re­sen­tante legale dell’Ente e, come tale, legit­ti­ma­to a tute­lare l’interesse del baci­no ed a vig­i­lare su una cor­ret­ta infor­mazione sul­lo sta­to reale delle acque del Gar­da, ha deciso di sporg­ere querela e azione civile di dan­no nei con­fron­ti del medes­i­mo quo­tid­i­ano per la pub­bli­cazione di notizie false, esager­ate o ten­den­ziose. Infat­ti, tali notizie, forte­mente lesive dell’immagine bena­cense, prive di garanzie di attendibil­ità, gen­er­a­no nell’opione e nell’ordine pub­bli­co un grave tur­ba­men­to, inducen­do nei poten­ziali fruitori ital­iani ed esteri del baci­no garde­sano una visione fuorvi­a­ta del­la situ­azione ambi­en­tale del Garda.Tanto più che, qualo­ra riprese sui media inter­nazion­ali come in pas­sato già accadu­to, tali notizie den­i­gra­to­rie del più grande lago ital­iano, procu­ra­no notevoli dan­ni all’economia tur­is­ti­ca, prin­ci­pale risor­sa eco­nom­i­ca dell’intero ter­ri­to­rio, assai impor­tante per tut­to il Paese.Asserire a carat­teri cubitali che il Gar­da è sen­za acqua, allorquan­do, con 50 Km cubi del­la stes­sa acqua, con una pro­fon­dità media di oltre 135 m, qual­si­asi uso tur­is­ti­co delle acque è per­fet­ta­mente garan­ti­to e prat­i­ca­bile, sig­nifi­ca dif­fondere notizie allar­man­ti, illecita­mente defor­mate e, soprat­tut­to, dan­nose per l’economia di un territorio.Anche la notizia sul­la sop­pres­sione degli alis­cafi è colpevol­mente incom­ple­ta e fuor­viante: il prezioso servizio del­la pub­bli­ca è rego­lar­mente fun­zio­nante, nel pieno rispet­to di orari e corse; soltan­to gli alis­cafi sono sta­ti sos­ti­tu­iti dai cata­ma­rani, anch’essi mezzi veloci e asso­lu­ta­mente sim­ili nelle fun­zioni agli alis­cafi. Affer­mare nel tito­lo di pri­ma pag­i­na che sono ferme le barche, se non fos­se allarmisti­co sarebbe ridicolo.

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