Sabato sindaci e associazioni parleranno di salvaguardia dell’ambiente. In discussione la creazione di un parco delle colline

«Difendiamoci dal cemento»

Di Luca Delpozzo
Valentino Rodolfi

Meno cemen­to, più benessere. Anche eco­nom­i­co. Una scommes­sa dif­fi­cile da vin­cere per il bas­so lago di Gar­da, dove per decen­ni il tur­is­mo di mas­sa e l’edilizia a mac­chia d’olio han­no cre­ato lavoro e ric­chez­za. Ma a forza di costru­ire, ben presto il pae­sag­gio diven­terà trop­po brut­to sia per viver­ci sia per fare tur­is­mo. E allo­ra saba­to 8, a Desen­zano, ben 41 sin­daci garde­sani saran­no chia­mati a dichiarare pub­bli­ca­mente che cosa ne pen­sano dell’idea di trasfor­mare tut­to il Gar­da in un par­co sovrac­co­mu­nale, con vin­coli pae­sag­gis­ti­ci ed edi­fi­ca­tori più sev­eri, votati alla sal­va­guardia di un ter­ri­to­rio prezioso e uni­co al mon­do. L’iniziativa è par­ti­ta dal Comi­ta­to per il Par­co delle , un vas­to movi­men­to di cit­ta­di­ni e di asso­ci­azioni che si è cre­ato spon­tanea­mente nel giro di un paio di mesi, e che ha rac­colto l’adesione di intel­let­tuali impor­tan­ti: da Mas­si­mo Cac­cia­ri a Mario Rigo­ni Stern, da Vit­to­rio Mes­sori a Margheri­ta Hack. Tut­ti chiedono che, come già esistono un par­co del Min­cio e dell’Alto Gar­da, vengano trovati stru­men­ti di tutela anche per il medio e bas­so lago. A con­frontar­si su ques­ta pro­pos­ta han­no con­vo­ca­to i sin­daci dei 21 Comu­ni bres­ciani, dei 9 man­to­vani e degli 11 verone­si che van­no da Salò a Coster­mano pas­san­do per le colline moreniche. Con loro l’assessore provin­ciale al ter­ri­to­rio Maria Stel­la Gelmi­ni e rap­p­re­se­tan­ti delle regioni Lom­bar­dia e Vene­to. Quel­la di saba­to sarà un’assemblea sen­za prece­den­ti: non era mai suc­ces­so che tut­ti gli enti locali si sedessero in una stan­za per sal­vare il pae­sag­gio. Ma il fat­to davvero ril­e­vante è che ques­ta inizia­ti­va è nata dal bas­so, dal­la gente, che non si accon­tenterà di vaghe dichiarazioni di prin­ci­pio. «Vogliamo sem­plice­mente impedire che l¹en­troter­ra del Gar­da diven­ti uguale alla Bri­an­za, per non par­lare delle coste ormai qua­si intera­mente cemen­tifi­cate», spie­ga Gabriele Loviset­to, seg­re­tario del Comi­ta­to per il par­co e pres­i­dente del Cai di Desen­zano, una delle numerose asso­ci­azioni che han­no dato vita all’iniziativa. Res­ta da definire la for­mu­la giuridi­ca: «Che sia par­co regionale, sovrac­co­mu­nale o come lo si vor­rà chia­mare impor­ta fino a un cer­to pun­to, per ora — pre­cisa Loviset­to -. È su questo pun­to che deve par­tire il dial­o­go con le isti­tuzioni, per­ché sui prin­cipi non inten­di­amo tran­sigere. Nel­la maniera più asso­lu­ta». Il comi­ta­to tiene a pre­cis­are di non vol­er bloc­care com­ple­ta­mente l’edilizia. Ma non è più pos­si­bile — dicono gli ambi­en­tisti — che ogni Comune vada per con­to pro­prio: quel­lo del Gar­da è un pat­ri­mo­nio col­let­ti­vo che non può più essere dis­trut­to pezzetti­no dopo pezzetti­no. «Pen­si­amo a un par­co nei cui organi di ges­tione siano rap­p­re­sen­tati tut­ti gli enti locali — spie­ga Emilio Crosato, pres­i­dente del Comi­ta­to — per una ges­tione con­di­visa di tut­ta l’ara che ne tuteli i val­ori e l¹u­nic­ità pae­sag­gis­ti­ca». Ma sarà pos­si­bile met­tere d’accordo 41 sin­daci, con regole e orga­niz­zazione da inventare prati­ca­mente da zero? «Vedremo se ci si potrà met­tere d’accordo — dice Fioren­zo Pien­az­za, sin­da­co di Desen­zano, il più grande tra i 41 Comu­ni coin­volti nell’iniziativa -. L’accordo potrà essere rag­giun­to se i vin­coli non saran­no vin­coli pas­sivi, cioè solo dei divi­eti, ma vin­coli parte­ci­pati, espres­sione di un prog­et­to. Bisogna por­si l’obbiettivo di sal­va­guardare il ter­ri­to­rio sen­za inges­sar­lo, sen­za bloc­care le attiv­ità eco­nomiche, che andran­no invece ind­i­riz­zate ver­so un mod­el­lo qual­i­ta­ti­vo. Su questo un accor­do è pos­si­bile». Gli appro­fondi­men­ti su un tema così del­i­ca­to e sen­ti­to sono in pro­gram­ma saba­to pomerig­gio alle 15 al palaz­zo del Tur­is­mo di Desen­zano. Aprirà i lavori un inter­ven­to del reg­ista Fran­co Piavoli, che mostr­erà un fil­ma­to sulle colline moreniche; poi scalderà l’atmosfera l’alpinista Faus­to De Ste­fani, segui­to dall’inervento del pro­fes­sor Euge­nio Tur­ri, docente di sto­ria del pae­sag­gio al Politec­ni­co di . La con­clu­sione del­la pre­sen­tazione sarà affi­da­ta a Emilio Crosato. Dalle 16 in poi, la paro­la passerà ai sin­daci dei 41 Comu­ni invi­tati all’assemblea. Un appun­ta­men­to impor­tante, dunque, che potrebbe rap­p­re­sentare una data stor­i­ca per il futuro del lago di Gar­da. E soprat­tut­to per la sal­va­guardia del suo ambi­ente.