Battello «salva-canneti»fermo per l’acqua bassa. Risultati sotto le attese. Ma la campagna naturalistica continua

Difficoltà per il natante ecologico

03/03/2007 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

Si è chiusa con pun­tu­al­ità svizzera l’operazione-canneti del bas­so Gar­da in cui per la pri­ma vol­ta è sta­to imp­ie­ga­to un bar­cone. O meglio avrebbe dovu­to essere uti­liz­za­to questo natante del­la Sirmione Servizi, acquis­ta­to con il notev­ole con­trib­u­to del­la Provin­cia e gesti­to in col­lab­o­razione con il Con­sorzio moto­scafisti, ma alla fine ha stoc­ca­to appe­na 100 metri quadri di canneto.Si pen­si che l’intera super­fi­cie a can­neto del bas­so lago è di cir­ca 300 mila mq, dunque, un’inezia. La ragione di questo «non servizio» sta nel fat­to che l’imbarcazione, lun­ga sedi­ci metri e larga qua­si tre, ha un pescag­gio di 60 cm. E con i liv­el­li del lago che fino a pochi giorni fa si aggi­ra­vano sui 63 cen­timetri, il bar­cone ha dovu­to restare mal­in­coni­ca­mente agli ormeggi.Non si vor­rebbe si ripetesse lo stes­so des­ti­no del bat­tel­lo-spazz­i­no che, a causa delle sue dimen­sioni, non pote­va oper­are in alcu­ni por­ti pub­bli­ci, las­cian­do i rifiu­ti lun­go le ban­chine all’opera dei net­turbi­ni comu­nali armati di ras­trel­li e bidoni. Il ris­chio, dunque, è che il natante pos­sa restare a lun­go alla banchi­na, vis­to che i liv­el­li del Gar­da non ten­dono a salire da almeno cinque o sei anni, e questo mal­gra­do la potatu­ra dei can­neti si deb­ba effet­tuare tra novem­bre e feb­braio, non oltre.Una soglia che non può essere super­a­ta, spie­ga Luca Fila del Cen­tro di ril­e­va­men­to ambi­en­tale, altri­men­ti ne pagherebbe le con­seguen­ze la del­i­ca­ta fase ripro­dut­ti­va dei pesci e di altre speci ittiche che nel can­neto trovano il pro­prio habitat.Ma che i can­neti tra Desen­zano e Sirmione avessero bisog­no di essere rip­uli­ti, lo dimostra il bilan­cio del­la campagna.Solo a Sirmione sono sta­ti asportati 8 quin­tali di mate­ri­ale di rifi­u­to tra cui pezzi di cop­er­ture catra­mate del­lo «Space boat», diver­si pneu­mati­ci, un forno a microonde, tubi di fer­ro, eccetera. Nel cor­so delle altre oper­azioni com­piute dai grup­pi di volon­tari­a­to delle due cit­ta­dine garde­sane sono sta­ti, inoltre, rac­colti 90 sac­chi di rifiu­ti, sen­za dimen­ti­care che a set­tem­bre del­lo scor­so anno altri volon­tari ave­vano por­ta­to a riva ben 100 sac­chi di immondizia.Una quan­tità impres­sio­n­ante, che dà la misura di come i nos­tri can­neti siano davvero a ris­chio di estinzione se non ci fos­sero la mas­si­ma atten­zione e l’intraprendenza sia dei volon­tari e del Cra, sia dei Comu­ni di Desen­zano e Sirmione, che non las­ciano nul­la d’intentato alla sal­va­guardia di questo bene nat­u­ral­is­ti­co. Ogni metro quadra­to di can­neto in pie­di pesa medi­a­mente tra i 5 e i 6 chilo­gram­mi, tut­to il mate­ri­ale è sta­to trasporta­to in cen­tri di com­postag­gio. Una pro­va che ha dato buon esi­to è sta­to l’uso del can­neto tri­ta­to che a sua vol­ta è servi­to come for­ma nat­u­rale di bloc­co del­la cresci­ta delle erbac­ce nelle aiuole pubbliche.Il Cra di Sirmione, tut­tavia, lan­cia un acco­ra­to appel­lo per­ché si smet­ta di asse­di­are i can­neti e, soprat­tut­to, si chiede se non sia arriva­to il «momen­to di affi­an­care ai soli­ti ele­men­ti stori­ci di traino del tur­is­mo anche i can­neti, quali sim­boli attrat­tivi del pae­sag­gio lacus­tre». Infine, nel cor­so del­la cam­pagna per la loro manuten­zione gli esper­ti dell’ufficio Aree nat­u­rali del­la Provin­cia han­no rac­colto sig­ni­fica­tivi dati sull’ambiente cir­costante e, quin­di, del lago.