Anche i velisti di Luna Rossa aiutano: venti ragazzini ucraini sulle barche dello Yachting e della Lega navale

Dimenticare Chernobyl sul lago

27/08/2000 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

In bar­ca a vela per dimen­ti­care Cher­nobyl. Una venti­na di bam­bi­ni prove­ni­en­ti dall’area del dis­as­tro nucleare dell’86 ha potu­to trascor­rere un’intera gior­na­ta in mez­zo al lago gra­zie alla col­lab­o­razione fra lo Yacht­ing club di Tor­ri, la locale ammin­is­trazione comu­nale e il del castel­lo scaligero, la Lega navale ital­iana di Gar­da e l’associazione Arcobaleno di San Zeno di Mon­tagna. I ragazzi sono ospi­tati da varie famiglie del com­pren­so­rio -Gar­da a Bar­dolino, Capri­no, Coster­mano, Gar­da, Lazise, San Zeno di Mon­tagna, Tor­ri; qual­cuno è anche a Verona. A por­tar­li in Italia è l’associazione Arcobaleno, for­ma­ta da un grup­po di madri del­la zona. Li ospi­tano per­ché è dimostra­to che in un solo mese di sog­giorno in ambi­ente non con­t­a­m­i­na­to i bam­bi­ni riescono a perdere dal trenta al cinquan­ta per cen­to delle radi­azioni assor­bite. La con­t­a­m­i­nazione, là nel­la loro ter­ra l’Ucraina, arri­va attra­ver­so il cibo, attra­ver­so le materie prime colti­vate local­mente. Così crescono a dis­misura i casi di ragazz­i­ni col­pi­ti da malat­tie gravis­sime. Por­tar­li in Italia per un mese può sal­var­li, così nel­la zona del Bal­do-Gar­da è nata l’associazione Arcobaleno, che riu­nisce famiglie dis­poste ad accogliere questi pic­coli ospi­ti. Sino ad ora, in un paio d’anni, ne han­no ospi­tati cen­tocinquan­ta. E il prog­et­to va avan­ti. A dare una mano conc­re­ta sono arrivati anche i rap­p­re­sen­tan­ti di due cir­coli veli­ci di spes­sore: lo Yacht­ing Club di Tor­ri, che ha avu­to quat­tro dei pro­pri soci nell’equipaggio di Luna Rossa, e la Lega navale di Gar­da. Qualche giorno fa i ragazz­i­ni ucrai­ni ospi­ti delle famiglie garde­sane sono sal­i­ti sulle quat­tro imbar­cazioni messe a dis­po­sizione dai due team veli­ci. Con loro c’erano il fisi­co rus­so Ana­tolij Koro­tov e la moglie Mari­na: subito dopo il dis­as­tro lui oper­a­va a Cher­nobyl, e quan­do s’è reso con­to del­la grav­ità del­la situ­azione ha mes­so in pie­di il cen­tro di benef­i­cen­za Nadezha, con­troparte dell’associazione ital­iana Arcobaleno. Al tim­o­ne di due delle imbar­cazioni han­no pre­so pos­to i pres­i­den­ti dei club veli­ci, Alber­to Maria Sar­tori ed Enri­co Dall’Agnola. La crociera ha toc­ca­to Tor­ri e pun­ta San Vig­ilio, con tan­to di bag­no al largo. L’accoglienza dei velisti è sta­ta calorosa: ogni ragazz­i­no ha potu­to por­tar­si a casa il cap­pelli­no e la magli­et­ta del­lo Yacht­ing Club. E dopo l’uscita sul lago c’è sta­ta la visi­ta al castel­lo. «È sta­ta una bel­la espe­rien­za», dice Daniela Cres­sot­ti, pres­i­dente dell’associazione Arcobaleno, «anche per­ché ha dimostra­to come un intero ter­ri­to­rio pos­sa con­tribuire a queste inizia­tive di sol­i­da­ri­età. Spe­ri­amo di incon­trare altre famiglie, altri enti ed altre asso­ci­azioni altret­tan­to disponi­bili». Chi vuol far­si avan­ti, può tele­fonare allo 045.728.5170: la prossi­ma vacan­za ter­apeu­ti­ca è in dicem­bre.

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