Dionigi Libera vince il premio Mario Rigoni Stern 2013

25/06/2013 in Cultura, Libri
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Di Luigi Del Pozzo

La giuria del pre­mio Mario Rigo­ni Stern per la let­ter­atu­ra mul­ti­lingue delle Alpi, sezione sag­gis­ti­ca, ha asseg­na­to l’edizione 2013 a Dioni­gi Albera per l’opera «Au fil des généra­tions» (Press­es Uni­ver­si­taires de Greno­ble). La cer­i­mo­nia di pre­mi­azione s’è svol­ta saba­to 22 giug­no al Palaz­zo del Tur­is­mo di Asi­a­go, pre­sente per l’am­min­is­trazione comu­nale di Riva del Gar­da (co-orga­niz­za­tore del pre­mio) l’asses­sore .

Dioni­gi Albera

«Au fil des généra­tions di Dioni­gi Albera — recita la moti­vazione del­la giuria — rac­coglie in un uni­co grande quadro di spes­sore magis­trale gli esi­ti di oltre un sec­o­lo di ricerche sul­la famiglia alpina, col­ta nel rap­por­to speci­fi­co che essa instau­ra con la for­ma dell’insediamento, e più in gen­erale con le dinamiche pro­prie dell’economia, del­la soci­età e del­la cul­tura delle sin­gole val­li. Trat­tan­do un tema di inaf­ferra­bile com­p­lessità, posizion­a­to sul dif­fi­cile con­fine tra eti­ca popo­lare e dirit­to con­sue­tu­di­nario, il libro si pre­sen­ta come un vero e pro­prio atlante di rifer­i­men­to, dal quale sarà molto dif­fi­cile pre­scindere, d’ora in avan­ti, per qual­si­asi appro­fondi­men­to local­iz­za­to di ordine stori­co-demografi­co o socio-antropo­logi­co. In questo modo, la vicen­da stor­i­ca per molti ver­si esem­plare delle comu­nità alpine viene eman­ci­pa­ta dalle varie branche del roman­ti­cis­mo locale e del par­ti­co­lar­is­mo etnicista per entrare a pieno buon dirit­to in quel­la più ampia che abbrac­cia tut­ti i popoli d’Europa».

Nato a Verzuo­lo (Piemonte) nel 1956, Dioni­gi Albera ha ottenu­to una Lau­rea in Filosofia all’Università di Tori­no nel 1982, con una tesi in Antropolo­gia cul­tur­ale. Negli anni suc­ces­sivi ha inseg­na­to nel­la scuo­la sec­on­daria, ha por­ta­to a ter­mine vari lavori di ricer­ca (nell’ambito di con­trat­ti con l’Università di Tori­no e la Fon­dazione Sel­la di Biel­la) ed ha avvi­a­to alcune col­lab­o­razioni inter­nazion­ali, soprat­tut­to con l’Università di Cam­bridge (dov’è sta­to vis­it­ing fel­low) e l’Università di Aix-en-Provence. In quest’ultimo cen­tro ha ottenu­to un dot­tora­to (1995). Nel 1996 ha vin­to un con­cor­so nazionale che gli ha per­me­s­so di essere reclu­ta­to come ricer­ca­tore pres­so il Cen­tre Nation­al de la Recherche Sci­en­tifique (CNRS). Da questo momen­to, le sue attiv­ità di ricer­ca e inseg­na­men­to si sono svolte preva­len­te­mente in Fran­cia, dove si è trasfer­i­to. Dal 2006 dirige l’Institut d’Ethnologie Méditer­ranéenne, Européenne et Com­par­a­tive (sit­u­a­to alla Mai­son Méditer­ranéenne des Sci­ences de l’Homme di Aix-en-Provence). Nel 2007 è sta­to nom­i­na­to diret­tore di ricer­ca pres­so il CNRS.

Ha al suo atti­vo più di novan­ta pub­bli­cazioni sci­en­ti­fiche (tra cui sette lib­ri) che esplo­ra­no vari temi in ambito europeo e mediter­ra­neo, come i fenomeni migra­tori, la par­entela, l’organizzazione domes­ti­ca, le forme di com­mistione reli­giosa tra le reli­gioni monoteiste (un suo libro su quest’ultimo tema è sta­to pub­bli­ca­to in Fran­cia nel 2009 ed è sta­to in segui­to tradot­to in Spagna, Sta­ti Uni­ti e Italia). Fin dal­la tesi di lau­rea, le Alpi han­no cos­ti­tu­ito uno dei ful­cri delle sue ricerche. Anche se alcu­ni prog­et­ti di stu­dio l’hanno tal­vol­ta spin­to a per­cor­rere i pae­si del Mediter­ra­neo, la pas­sione per le Alpi non è mai venu­ta meno nel cor­so degli anni, come tes­ti­mo­ni­ano svariati sag­gi che esplo­ra­no moltepli­ci aspet­ti del­la vita sociale delle popo­lazioni alpine.

Le mono­grafie che si sono can­di­date a ques­ta edi­zione sono state 57, prove­ni­en­ti da Italia, Fran­cia, Svizzera e Aus­tria. Tra le case editri­ci parte­ci­pan­ti van­no seg­nalate Fran­co Angeli, Chiarelet­tere, Ein­au­di, Lat­erza, Il Muli­no, Bruno Mon­dadori, Olsch­ki, Zanichel­li. Alberi­co Rigo­ni Stern, pri­mo­gen­i­to del­lo scrit­tore di Asi­a­go, è pres­i­dente del comi­ta­to pro­mo­tore del pre­mio. La giuria del pre­mio Mario Rigo­ni Stern, sezione sag­gis­ti­ca, è com­pos­ta da Inno­cen­zo Cipol­let­ta, Ilvo Dia­man­ti, Mario Isnenghi, Gio­van­ni Kezich, Jon Math­ieu, Gian­bat­tista Rigo­ni Stern.

Dopo appro­fon­di­ta dis­cus­sione, la giuria ha deciso inoltre di seg­nalare (in ordine alfa­beti­co): «Erbario» di Alex­is Bétemps («Sug­ges­ti­vo pron­tu­ario sui luoghi delle erbe in Valle d’Aosta e gli usi medici, culi­nari, magi­ci e reli­giosi»); «Scul­tori di tradizione in Valle d’Aosta» di Vin­cen­zo Bixio e Gabriel­la De Munari Bixio («Effi­cace e com­ple­to sil­l­abario dei modi, delle forme, del mer­ca­to di una grande arte popo­lare alpina»); «Mat­ri­moni e pat­ri­moni» di Sab­ri­na Con­ti­ni («Sol­i­da e orig­i­nale ricer­ca di carat­tere archivis­ti­co su un tema di indub­bio rilie­vo»); «Recinzioni tradizion­ali in Trenti­no» di Gio­van­ni Gio­van­ni­ni e Prisca Gio­van­ni­ni («Orig­i­nale e moti­va­to man­uale d’uso sul­la vari­età tipo­log­i­ca delle recinzioni»; «Da Molare al Vajont» di Gior­gio Tem­porel­li («Da ango­latu­ra incon­sue­ta affronta effi­cace­mente una realtà speci­fi­ca e quan­tomai prob­lem­at­i­ca nell’uso del­la risor­sa acqua»; «Iagri Badia» a cura di Daria Valentin «Pas­sione, orga­niz­zazione e cul­tura del­la cac­cia e sto­rie di cac­cia­tori lun­go un sec­o­lo di vita in una valle alpina».

 

Il Pre­mio Mario Rigo­ni Stern

Il pre­mio let­ter­ario è ded­i­ca­to alla memo­ria di Mario Rigo­ni Stern (Asi­a­go 1 novem­bre 1921 — ivi 16 giug­no 2008), autore di numerose opere che han­no fat­to la sto­ria del­la let­ter­atu­ra ital­iana, tra cui van­no sicu­ra­mente ricor­date: «Il ser­gente nel­la neve», «Il bosco degli uro­gal­li», «Ritorno sul Don», «Sto­ria di Tön­le», «Le sta­gioni di Gia­co­mo». Voce autorev­ole e ascolta­ta nel­la “let­ter­atu­ra di guer­ra”, Rigo­ni Stern ha saputo descri­vere in modo orig­i­nale la cul­tura del­la gente di mon­tagna, rac­con­tan­do il legame fra i mon­ta­nari e il loro ambi­ente, e pro­po­nen­do le Alpi quale oriz­zonte sig­ni­fica­ti­vo del­la let­ter­atu­ra e del­la sto­ri­ografia con­tem­po­ranea, del mod­er­no sen­ti­men­to eco­logi­co e perfi­no dell’etica. In questo quadro, le Alpi diven­tano un vero e pro­prio scrig­no di val­ori, non solo pae­sag­gis­ti­ci e ambi­en­tali, ma soprat­tut­to umani: un uni­ver­so eti­co che Mario Rigo­ni Stern, dal “ritorno a bai­ta” vagheg­gia­to nel gelo di una step­pa mac­chi­a­ta dagli orrori del­la guer­ra, non ha mai ces­sato di perseguire, come nar­ra­tore, ma anche come intel­let­tuale impeg­na­to in un prog­et­to di riscat­to e di pro­gres­so del pro­prio mon­do.

Il Pre­mio Mario Rigo­ni Stern, alter­nan­dosi tra Trenti­no e Vene­to con caden­za annuale, cer­ca di indi­vid­uare gli ele­men­ti di eccel­len­za del­la nar­ra­ti­va e del­la sag­gis­ti­ca di mon­tagna all’interno delle opere edite nei due anni prece­den­ti, indi­vid­uan­do i seguen­ti set­tori di inter­esse: la bellez­za del pae­sag­gio alpino, nei suoi aspet­ti nat­u­rali e orig­i­nali; le attiv­ità pro­dut­tive tradizion­ali e la loro com­pat­i­bil­ità eco­log­i­ca; il con­testo socio­cul­tur­ale pas­sato e pre­sente delle comu­nità alpine; la cac­cia in mon­tagna come attiv­ità tradizionale; il pat­ri­mo­nio nar­ra­to­logi­co dell’arco alpino.

Il pre­mio viene pro­mosso dal­la famiglia Rigo­ni Stern, con la vedo­va Anna e i figli, dall’associazione Ars Venan­di, Regione Vene­to, Provin­cia Autono­ma di Tren­to, Comune di Asi­a­go, Comune di Riva del Gar­da, Cas­sa di Risparmio del Vene­to, Ban­ca di Tren­to e Bolzano, Fed­er­azione Ital­iana del­la Cac­cia, Fiere­con­gres­si di Riva del Gar­da, Museo degli usi e cos­tu­mi di San Michele All’Adige.

Nel 2011 si è aggiu­di­ca­to il Pre­mio (sezione sag­gis­ti­ca) lo stu­dioso e autore val­dostano Alex­is Bétemps. Nel 2012 si è aggiu­di­ca­to il Pre­mio (sezione nar­ra­ti­va) lo scrit­tore sloveno Alo­jz Rebu­la. L’entità del pre­mio, sia per la sezione sag­gis­ti­ca che per la sezione nar­ra­ti­va, è di 10 mila euro.

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