Chiude oggi nell’ex biblioteca la personale di Natalina Marcantoni. Disabile passa la maggior parte del tempo con i pennelli

Dipinge con la bocca e i piedi

21/05/2005 in Attualità
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Di Luca Delpozzo
(s.b.)

Chi­ude oggi la per­son­ale di Natali­na Mar­can­toni che da più di una set­ti­mana espone le pro­prie opere nel­la sala dell’ex comu­nale. Natali­na è al suo quar­to appun­ta­men­to con Lazise e con il lago. I suoi quadri sono un vero e pro­prio inno alla vita e al col­ore. Ma quel­lo che balza all’occhio del vis­i­ta­tore, anche del meno prepara­to e più dis­at­ten­to, è la pre­sen­za dei fiori in ogni immag­ine. Natali­na è una dis­abile. Vive fin da gio­vanis­si­ma su una sedia a rotelle. La sua malat­tia, inizia­ta all’età di undi­ci mesi a causa del vac­ci­no antipo­lio, l’ha costret­ta a vivere fin dall’infanzia in vari isti­tu­ti. Ha fre­quen­ta­to la scuo­la dell’obbligo e un cor­so tri­en­nale di pit­tura su ceram­i­ca. Al suo rien­tro in famiglia, a But­tapi­etra, pas­sa gran parte del suo tem­po a dipin­gere. Ha real­iz­za­to moltios­sime opere, esposte, in varie mostre sia in Italia che all’estero. Dipinge sola­mente con la boc­ca o con i pie­di per­ché gli arti supe­ri­ori sono immo­bi­liz­za­ti e quin­di di fat­to inservi­bili per l’arte pit­tor­i­ca tradizionale. Di lei han­no par­la­to, in pas­sato, si agli organi di stam­pa locali che le tele­vi­sioni nazion­ali. Pro­prio gra­zie a questi inter­ven­ti dei media è rius­ci­ta a far­si conoscere al grande pub­bli­co che ha com­pre­so il suo genio e la sua arte. Carat­ter­is­tiche, queste ultime, che han­no fat­to affluire molti vis­i­ta­tori alla mostra laci­ciense dove è sem­pre sta­ta pre­sente l’artista che ha spie­ga­to le sue opere e lo spir­i­to con le quali le ha realizzate.

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