Opere di Athos Faccincani e Giorgio Montanari 26 maggio - 24 giugno 2012
Palazzo Callas – Sirmione (BS)

Discorsi intorno ai colori e al lago

22/05/2012 in Senza categoria
Di Luca Delpozzo

È un incon­tro emozio­nante quel­lo che sta avve­nen­do sulle sponde del .  Un appun­ta­men­to magi­co che è fat­to di rif­lessi sull’acqua, luce, musi­ca e arte. La musi­ca è evo­ca­ta dal­la div­ina Maria Callas, alla quale il Comune ha volu­to dedi­care questo splen­di­do palaz­zo che risplende di luce pro­pria. L’arte è la mes­sag­gera ide­ale per evo­care questo con­nu­bio cul­tur­ale che si cel­e­bra nel­la splen­di­da Sirmione, nel seg­no del­la bellez­za e dell’armonia, attra­ver­so i dip­in­ti del Mae­stro e del Prof. Gior­gio Mon­ta­nari. Un’occasione di rif­les­sione intorno alla luce, ai col­ori ed alla del Lago di Gar­da, infat­ti tra i sogget­ti prefer­i­ti di Fac­cin­cani, le asso­late marine e i por­ti pieni di imbar­cazioni, campi, fiori e alberi, tro­ver­e­mo dip­in­ti ded­i­cati esclu­si­va­mente al Lago di Gar­da, dove i col­ori emanano un sen­so di fres­chez­za e di bellez­za in una pit­tura dove la natu­ra e i luoghi pre­sen­tano il loro volto più amichev­ole. Vedute ariose e radiose, dai col­ori for­ti ma anche stra­or­di­nar­i­a­mente dol­ci, poiché tali sono le sen­sazioni che i suoi dip­in­ti trasferiscono agli occhi di chi li guar­da. Fac­cin­cani cel­e­bra con gioia l’atto pit­tori­co in sé dimostran­do che il val­ore spir­i­tuale di un dip­in­to può con­sis­tere anche solo nel suo essere un “dip­in­to”. La sua ricer­ca pit­tor­i­ca è quin­di una «sin­te­si tra col­ore e luce, e inte­ri­or­ità espres­si­va» dove l’unione di impres­sioni pura­mente visive e espres­sioni sogget­tive si armo­niz­zano tra loro e sono felice­mente risolte. Fac­cin­cani dipinge i pae­si e i luoghi più bel­li d’Italia, in una cor­nice di fiori dalle forme e dalle tinte sen­su­ali di una natu­ra sem­pre lus­sureg­giante. La sua pit­tura è gioia di vivere, inno alla vita, alla luce e ai col­ori, ma non ci si accorge degli angoli bui e di quan­to questi siano impor­tan­ti e fon­da­men­tali, per­ché sen­za di essi Fac­cin­cani non potrebbe esaltare e cantare la luce, per­ché il mare non potrebbe bril­lare di sole se nel­la zona in ombra non si intuis­sero gli abis­si, per­ché il gira­sole acce­so di gial­lo incan­ta lo sguar­do. Il mez­zodì che dipinge con­tiene in sé la mez­zan­otte e la rugia­da che durante il mat­ti­no si è asci­u­ga­ta, e la far­fal­la che è appe­na pas­sa­ta e ora vola appe­na al di là del­la cor­nice. Fac­cin­cani riesce a fondere luce e col­ore, forza e ombra, buio e sper­an­za, e in questo sta il suo van­tag­gio: nell’assoluta fres­chez­za del­la spon­taneità e dell’inconsapevolezza; è allo­ra che si spi­ana la stra­da alla fan­ta­sia. E solo la fan­ta­sia ci per­me­tte di vedere la realtà per quel­lo che è. La stes­sa ricer­ca estet­i­ca che tro­vi­amo nelle opere del Prof. Gior­gio Mon­ta­nari, una tavoloz­za nel­la quale pre­dom­i­nano i bianchi, il gial­lo, l’ocra, il vio­la. Gli esi­ti delle ultime opere ricor­dano, forse, la sfi­da turne­r­i­ana di ritrarre l’im­pos­si­bile e di rubare, se mai fos­se pos­si­bile, al sole la luce. Ha scrit­to di Gior­gio Mon­ta­nari il poeta Gino Benedet­ti già nel 1982 recensendo una sua per­son­ale pres­so la gal­le­ria “La Cor­nice” di Desen­zano del Garda:“pittura sen­za infin­g­i­men­ti poet­i­ca­mente lega­ta all’uo­mo in un umano respiro”. E’ la trementi­na come sof­fio vitale l’ ani­ma del col­ore che definisce o crea atmos­fere rar­efat­te ed impal­pa­bili e soll­e­va nel­la sfera del magi­co i pae­sag­gi (soprat­tut­to alberi, radi­ci, erbe, fiori) o gli ambi­en­ti su cui si accam­pano tal­vol­ta ter­restri e silen­ti immag­i­ni di madri, di famiglie, di stu­pe­fat­ti ragazzi. La cifra stilis­ti­ca delle ultime opere si fa essen­ziale; Gior­gio Mon­ta­nari si arres­ta sul­la soglia del reale sal­va­to dal­la forza espres­si­va di una scorza d’al­bero, di un ramo, di una radice dis­sec­ca­ta, di una pic­co­la casa lon­tana, di un cespuglio di ginestre o di orchidee sel­vatiche, da una lama d’ac­qua lon­tana sul­l’oriz­zonte, da una nuvola alta nel cielo. E sono soprat­tut­to i cieli e le cam­pagne asso­late, i campi gial­li di gra­no maturo, le Venezie a dom­inare le ultime opere e le nuv­ole alte, come trafitte da un sof­fio di acqua o impas­tate d’aria attra­ver­so l’u­so del­la spa­to­la. E’ la spa­to­la il vero pen­nel­lo di Mon­ta­nari. E par di vedere Turn­er che fini­va le opere al momen­to del­la espo­sizione toglien­do quan­to non appari­va essen­ziale chieden­do per questo soc­cor­so al bian­co, al pen­nel­lo sec­co, allo strac­cio, a poveri stru­men­ti di lavoro. Così Mon­ta­nari potrebbe dipin­gere lo stes­so albero, la medes­i­ma zol­la, pochi fili d’er­ba, un cam­po di gra­no, un ciuf­fo di ginestre, una caset­ta rosa all’orizzonte per tut­ta la vita per­ché ogni giorno appaiono diver­si in quan­to tem­po, luce e sta­gioni con il loro trascor­rere e vari­are super­a­no qual­si­asi tavoloz­za ed ali­men­tano all’in­fini­to la sua ispi­razione. Palaz­zo Maria Callas sorge nel­la cen­tralis­si­ma piaz­za Car­duc­ci nel cen­tro stori­co di Sirmione. Il Palaz­zo, che risale alla fine del XVIII sec­o­lo, è sta­to ristrut­tura­to dal­l’Am­min­is­trazione Comu­nale di Sirmione per essere des­ti­na­to all’ospi­tal­ità di mostre e gran­di even­ti. Il Mae­stro Fac­cin­cani e il Prof. Mon­ta­nari saran­no pre­sen­ti all’inaugurazione il giorno 26 Mag­gio 2012 alle ore 17 La per­son­ale, patro­ci­na­ta dal Comune, resterà aper­ta fino al 24 Giug­no 2012 con il seguente orario: 10–12 e 16–19, chiu­so il lunedì.