A una settimana dai roghi al Sesto Senso e alla «Lm House» una certezza e molte ombre

Discoteche incendiate. Si indaga sui mandanti

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo
Maurizio Toscano

A una set­ti­mana esat­ta dai roghi che han­no semi­dis­trut­to il « Club» e dan­neg­gia­to uffi­ci del «Lele Mora House», altra dis­cote­ca di Desen­zano inau­gu­ra­ta un mese fa, gli inves­ti­ga­tori del Com­mis­sari­a­to di Desen­zano e del­la Mobile di Bres­cia han­no dunque dato un volto e un nome al pre­sun­to respon­s­abile che avrebbe appic­ca­to il fuo­co al locale del man­ag­er delle star.«Siamo ovvi­a­mente grati alla Polizia — dice Pier Vit­to­rio Belfan­ti, socio di Lele Mora, impre­sario man­to­vano a capo di una dozzi­na di noti locali — per aver scop­er­to quel­lo che si pre­sume pos­sa essere il respon­s­abile dell’incendio alla nos­tra dis­cote­ca: ma cer­ta­mente le indagi­ni non sono ter­mi­nate, per­ché la vicen­da è tutt’altro che chiarita».Come dire che dietro al piz­zaio­lo napo­le­tano arresta­to ci sarebbe sicu­ra­mente un man­dante, ipote­si real­is­ti­ca. Ad incas­trare l’uomo, che risiede a Sirmione, sareb­bero state le immag­i­ni reg­is­trate di una delle tele­camere instal­late a pro­tezione dell’«Lm House».Quanto al Ses­to Sen­so Club, uno dei tito­lari, Pier Visi­oli, ha prefer­i­to fino­ra non com­mentare il dis­as­troso incen­dio doloso che ha provo­ca­to la chiusura del locale su dis­po­sizione dell’autorità giudiziaria per­ché dichiara­to «inag­i­bile». Ma sia lui, sia i tito­lari dell’«Lm House» han­no esclu­so cat­e­gori­ca­mente di «essere sta­ti mai minac­ciati nel pas­sato da estranei».«La pre­oc­cu­pazione è notev­ole — inter­viene a sua vol­ta Ezio Rizzi, seg­re­tario nazionale dell’associazione agen­ti man­datari Siae — per­ché gli incen­di han­no dan­neg­gia­to due notis­si­mi locali del­la riv­iera del Gar­da. Ma comunque non ci risul­ta che dietro di essi si nascon­da l’ombra del rack­et: gli stes­si pro­pri­etari lo escludono».Intanto, men­tre l’esclusiva nuo­va dis­cote­ca di via Col­li Stori­ci, l’«Lm House», può con­tin­uare la sua nor­male pro­gram­mazione e ad accogliere per­son­ag­gi noti alle cronache rosa come tro­n­isti, veline, attri­ci e vip, il locale di via Dal Molin, il Ses­to Sen­so aper­to nel 1970 da Puc­cio Gal­lo, res­ta invece mal­in­coni­ca­mente chiu­so chissà anco­ra per quan­to tempo.

Parole chiave: