Il potenziamento dell'acquedotto cittadino costa 1.165.000 euro

Disseterà i rivani anche l’acqua di Ert

13/02/2002 in Avvenimenti
Di Luca Delpozzo
Riva del Garda

Il poten­zi­a­men­to del­l’ac­que­dot­to civi­co occu­pa il set­ti­mo pos­to nel­la grad­u­a­to­ria delle pri­or­ità delle opere pub­bliche per il 2002, nonos­tante che la mag­gior parte dei sol­di nec­es­sari (810.000 euro sul totale di 1.165.000) sia anco­ra da incas­sare sot­to for­ma di finanzi­a­men­to provin­ciale. Vor­rà dire che i 355.000 euro disponi­bili sul fon­do inves­ti­men­ti del comune bas­tano per com­in­cia­re: o, più prob­a­bil­mente, che l’asses­sore Mat­teot­ti ha buone garanzie da Trento.La sete, a Riva non s’è mai pati­ta: fra Roncaglie che uti­liz­za l’ac­qua del­lo Sper­one recu­per­a­ta dopo il taglio del­la fal­da durante lo sca­vo del­la gal­le­ria Agnese, ed il ser­ba­toio Brione ali­men­ta­to dal­la sor­gente del Sass del Diaol, e gra­zie ai con­tinui inter­ven­ti di sos­ti­tuzione di porzioni malmesse del­la rete di dis­tribuzione da parte del­l’Ags, acqua ce n’è sem­pre, ed in abbon­dan­za. Il con­sumo ann­uo supera i 2 mil­ioni di metri cubi. Il poten­zi­a­men­to va let­to dunque come deci­sione di uti­liz­zare la con­ces­sione di altri 30 metri cubi al sec­on­do disponi­bili in quo­ta alla sor­gente Ert, nel­la valle del Magnone. Il prog­et­to del­l’ingeg­n­er Andrea Zanet­ti di Tren­to, parte dal rifaci­men­to delle opere di pre­sa, da met­tere a nor­ma (l’ac­qua è «cat­tura­ta» a pro­fon­dità mag­giore, anche per ques­tioni di sicurez­za igien­i­ca). La sor­gente but­ta molto più dei 30 litri ogget­to di con­ces­sione: ne rimar­rà abbas­tan­za per l’ac­que­dot­to pri­va­to del Dom e per rifornire Campi. Per la frazione ‑che anche per la dis­tribuzione sparsa delle abitazioni patisce abbas­tan­za spes­so la sic­c­ità- sono pre­viste due pompe, in maniera da non cor­rere rischi in caso di guas­to. Il resto del­l’in­ter­ven­to prevede la posa in opera di 700 metri di tubo in acciaio da 300 mil­limetri dal­la sor­gente fino alle Foci di san Gia­co­mo scen­den­do per la valle, diru­pa­ta e scosce­sa del­l’Al­bo­la. Di lì i tubi, già in opera, pros­eguono fino al ser­ba­toio Riva. Ci sarà un sis­tema di valv­ole auto­matiche che chi­ud­er­an­no a monte la con­dot­ta in caso di trop­po pieno: l’ac­qua, in quel caso, ver­rà resti­tui­ta al tor­rente. Lo stes­so mec­ca­n­is­mo è appli­ca­to sul­la con­dot­ta di Sper­one, in local­ità Foci.

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