Il sindaco Chincarini scettico sulla realizzazione del primo stralcio della variante alla statale 11 che collegherà località Rovizza alla tangenziale

«Diteci almeno quanto dovremo attendere per la strada»

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Di Luca Delpozzo
Giuditta Bolognesi

Quali sono i tem­pi per la real­iz­zazione del pri­mo stral­cio del­la vari­ante alla statale 11, ovvero il trat­to che va dal con­fine tra Lom­bar­dia e Vene­to, in local­ità Roviz­za, sino all’attuale tan­gen­ziale del cen­tro di Peschiera? Il que­si­to non ha anco­ra trova­to rispos­ta e questo vuo­to isti­tuzionale ha spin­to gli enti che sono mag­gior­mente inter­es­sati al prob­le­ma a sta­bilire un pre­ciso pro­gram­ma di incon­tri per con­certare una comune lin­ea di inter­ven­to. Saba­to scor­so, a Sirmione, c’è sta­to il pri­mo di questi tavoli di lavoro, cui han­no pre­so parte i sin­daci del­la stes­sa Sirmione e di Peschiera e i rap­p­re­sen­tan­ti delle Province di Verona e Bres­cia e delle Regioni Vene­to e Lom­bar­dia. «Abbi­amo deciso di incon­trar­ci ogni mese per ricor­dare peri­odica­mente a chi di dovere che una sim­i­le ques­tione non può essere las­ci­a­ta eter­na­mente in sospe­so», dice , pri­mo cit­tadi­no aril­i­cense. «La vicen­da sul­la vari­ante alla statale 11 è sem­pre sta­ta molto com­p­lessa ma anche adesso, quan­do è sta­to rib­a­di­to che la si farà, restano impor­tan­ti nodi da sciogliere». «A com­in­cia­re da quel­lo sul pri­mo stral­cio, almeno per quan­to riguar­da il Vene­to, che è quel­lo che mag­gior­mente inter­es­sa il ter­ri­to­rio di Peschiera: tem­po fa abbi­amo resti­tu­ito all’Anas un prog­et­to che prevede­va l’eliminazione di tutte le strade lat­er­ali nel trat­to in cui la vari­ante alla statale ver­rà a coin­cidere con la nos­tra tan­gen­ziale. In quel­la zona ci sono realtà pro­dut­tive impor­tan­ti e non si può stravol­gere la sen­za ten­erne il dovu­to con­to», ricor­da Chin­car­i­ni, «e poi non è anco­ra chiaro se ci sono i fon­di per la costruzione di questo stral­cio; ma se i sol­di non ci sono, qual­cuno si deci­da a dirci com’è la situ­azione». «Vivere in atte­sa di una stra­da che, mag­a­ri, si farà fra vent’anni non è facile: se ci fos­sero indi­cazioni pre­cise sui tem­pi, anche su quel­li di atte­sa, almeno ci si potrebbe rego­lare diver­sa­mente, met­ten­do in cantiere inter­ven­ti alter­na­tivi des­ti­nati a miglio­rare la via­bil­ità di ques­ta zona». In una con­feren­za di servizi con­vo­ca­ta a Roma alcu­ni anni fa era sta­ta prospet­ta­ta la qua­si imme­di­a­ta real­iz­zazione del pri­mo stral­cio: i tem­pi sem­bra­vano così veloci da spin­gere il sin­da­co di Castel­n­uo­vo a chiedere garanzie scritte che il trat­to sarebbe sta­to real­iz­za­to solo quan­do fos­se sta­to pron­to l’appalto per il sec­on­do, quel­lo che inter­es­sa appun­to il ter­ri­to­rio castel­n­uovese. «Il tim­o­re, gius­ti­fi­ca­to, era di vedere il cen­tro abi­ta­to di Cav­al­caselle sof­fo­ca­to dal traf­fi­co a scor­ri­men­to veloce prove­niente non più da una, ma da due strade; oggi ques­ta situ­azione si è com­ple­ta­mente roves­ci­a­ta: tut­to è pron­to per appaltare il sec­on­do trat­to ma del pri­mo non se ne sa nul­la ». «A che cosa servi­ran­no due tron­coni di stra­da scol­le­gati? Dif­fi­cile da capire, a meno che l’unica rispos­ta sia appun­to, nel­la man­can­za di fon­di: ma anche in quel caso sarebbe meglio gio­care a carte scop­erte piut­tosto che fare lavori sen­za log­i­ca e, quin­di», con­clude Chin­car­i­ni, «sen­za effi­ca­cia». Giu­dit­ta Bolognesi

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