Entro autunno riprenderanno i lavori di ampliamento e completamento della struttura situata in località Risare. Tennis, calcio, nuoto e un centro di salute

Diventerà la cittadella dello sport

05/02/2003 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Angelo Peretti

Due campi da cal­cio, una pisci­na cop­er­ta e una all’aperto, quat­tro campi da ten­nis: è così che l’amministrazione gui­da­ta da Davide Bendinel­li sogna il cen­tro sporti­vo in local­ità Ris­are. La strut­tura venne inizia­ta in occa­sione dei mon­di­ali di Italia ’90, ma a tutt’oggi il cam­po sporti­vo, l’unico impianto costru­ito, non è agi­bile. Ora il sin­da­co e i suoi col­lab­o­ra­tori pen­sano non solo di com­pletare l’opera, ma anche di arric­chirla. «L’obiettivo è quel­lo di farne il pun­to di rifer­i­men­to del­l’at­tiv­ità sporti­va nel­la nos­tra zona» dice Bendinel­li. Quan­do si com­in­cia? Presto, entro l’anno. Addirit­tura per l’autunno, sec­on­do le inten­zioni del sin­da­co. L’avvio del cen­tro sporti­vo figu­ra infat­ti tra le opere pub­bliche del 2003 elen­cate nel piano tri­en­nale recen­te­mente approva­to in Con­siglio comu­nale. La voce di spe­sa è ingente: 7 mil­ioni di euro, qua­si 14 mil­iar­di delle vec­chie lire. O meglio, 7 mil­ioni e 600 mila euro, più di 15 mil­iar­di, quin­di, se si met­tono in con­to anche il sec­on­do cam­po e il cen­tro ten­nis. «Ma il cen­tro sporti­vo ver­rà real­iz­za­to attra­ver­so il project financ­ing. Abbi­amo già qualche impren­di­tore che si è già fat­to avan­ti» affer­ma Bendinel­li. Il project financ­ing, la finan­za di prog­et­to, è uno stru­men­to finanziario inno­v­a­ti­vo per la pub­bli­ca ammin­is­trazione ital­iana, anche se all’estero viene già uti­liz­za­to da parec­chio tem­po. Con­siste sostanzial­mente nel far real­iz­zare un’opera di inter­esse pub­bli­co ad oper­a­tori pri­vati, che recu­per­a­no il loro inves­ti­men­to attra­ver­so la ges­tione del­la strut­tura. L’ente pub­bli­co ci mette dunque l’idea, lo spazio e le autor­iz­zazioni, ma non tira fuori quat­tri­ni (o ne spende molto pochi rispet­to al bene acquisi­to), ritrovan­dosi comunque con l’opera real­iz­za­ta. La for­mu­la può adat­tar­si a un acque­dot­to, a una funi­via, a una casa di riposo, a una stra­da, a una gal­le­ria, purché ci sia una tar­if­fa che per­me­t­ta agli investi­tori pri­vati di incas­sare. Può andar bene dunque anche per un cen­tro sporti­vo, se la red­di­tiv­ità è adegua­ta a remu­ner­are il cap­i­tale. «Nel caso di Gar­da», pun­tu­al­iz­za Bendinel­li, «è evi­dente che i soli impianti sportivi non sem­bra­no in gra­do di dare suf­fi­ciente ritorno a chi inve­stirà il pro­prio denaro nel­la costruzione del cen­tro sporti­vo. Sti­amo pen­san­do quin­di alla pos­si­bil­ità di inte­grar­lo con un cen­tro benessere, un ris­torante e una strut­tura ricetti­va, che offrono appetibil­ità all’intervento e che sono comunque inter­es­san­ti sot­to il pro­fi­lo tur­is­ti­co. L’ambizione è quel­la di avere soci­età sportive che scel­gano la nos­tra local­ità per la loro preparazione ago­nis­ti­ca». La pisci­na cop­er­ta, sec­on­do i desider­a­ta del­la mag­gio­ran­za che gui­da il Comune, sarà di ven­ticinque metri. Il sec­on­do cam­po da cal­cio servirà per gli allena­men­ti, evi­tan­do così di stres­sare il fon­do dell’impianto prin­ci­pale. In più, la real­iz­zazione del sec­on­do cam­po da pal­lone e degli impianti ten­nis­ti­ci pres­so il nuo­vo cen­tro sporti­vo liber­erebbe poi una grossa area nei pres­si del cen­tro stori­co, quel­la attual­mente occu­pa­ta dal vec­chio sta­dio comu­nale inti­to­la­to ad Adri­ano Comet­ti e dal cir­co­lo ten­nis.