Anna Pennati espone le sue opere presso la Galleria del Sottotetto della Caserma dell’Artiglieria di Porta Verona dal 8 al 22 marzo 2008. Ingresso libero: venerdì dalle 14 alle 19 - sabato e domenica dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 19

Divine Creature” in mostra, dall’8 al 22 marzo a Peschiera

02/03/2009 in Mostre
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Di Luca Delpozzo
Luca Temolo Dall’Igna

Per l’occasione del­la mostra che inau­gur­erà l’8 mar­zo a Peschiera e fino al 22 mar­zo, Anna Pen­nati ha volu­to rac­cogliere ed esporre diverse opere aven­ti per sogget­to la figu­ra femminile.Si trat­ta di dip­in­ti di vari peri­o­di artis­ti­ci, dal 1998 ad oggi, ma più che crono­logi­ca­mente si pos­sono rag­grup­pare in base al tema di fon­do che li unisce: la donna.Ecco quin­di la don­na mito­log­i­ca, come ne “La scelta di Paride” o in “Marte e Venere” ove la figu­ra fem­minile esprime tut­ta la sua forza e valen­za sim­bol­i­ca, con trat­ti decisi, toni defin­i­ti, sguar­di pro­fon­di che ci ripor­tano a a tem­pi lon­tani, leggen­dari, ma mai dimenticati.Le donne, o meglio le dame dei cap­ola­vori di Shake­speare, come la “Des­de­mona di Otel­lo” o “Cleopa­tra”, che nei dip­in­ti di Anna Pen­nati ven­gono però rein­ter­pre­tate e dotate di qual­ità diverse. Non più donne rasseg­nate al pro­prio des­ti­no, pie­gate alla “trage­dia” incombente, ma donne che vogliono essere pro­tag­o­niste dei loro dram­mi. Volti alle­gri, atteggia­men­ti scan­zonati, occhi di sfi­da tra­spaiono quin­di attra­ver­so col­ori acce­si e for­ti contrasti.Donne d’annunziane vivono poi quel tur­bine di sen­ti­men­ti e pas­sione di vita vis­su­ta che non si può dis­costare dai poe­mi di . Ecco quin­di che ques­ta vital­ità sen­suale traspare aper­ta­mente dagli sguar­di lan­gui­di di “Febea”, dalle pose provo­can­ti di “Donatel­la” o delle vergi­ni delle roc­ce, attra­ver­so col­ori cal­di, acce­si, infuo­cati di quel­la stes­sa pas­sione che ritro­vi­amo ne “Il Fuoco”.Per finire con le donne met­ro­pol­i­tane, le donne di tut­ti i giorni, le più vere, quali ritro­vi­amo ne “l’Acrobata”, in “Notte ad Algeri” e “Madeira”, che por­tano però in se un po’ di tut­ti i sen­ti­men­ti prece­den­ti e vivono quo­tid­i­ana­mente con la forza dei miti, con il dram­ma di Shae­s­peare e con la pas­sione di D’Annunzio. Amano, odi­ano, sof­frono, giois­cono come solo una don­na sa fare, una don­na vera.

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