Una mostra contro la guerra. L'OBBLIGO DEL RICORDO

Documenti e testimonianze sulle tragedie del ‘900

07/09/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo

Dal­la Boemia all’Al­ba­nia, pas­san­do per la Grande guer­ra, i campi di ster­minio nazisti, la ver­gogna dell’8 set­tem­bre. Questo e altro è sta­ta la per boc­ca dei pro­tag­o­nisti di questo sec­o­lo di guer­ra, emer­sa a con­clu­sione del­la bel­la mostra fotografi­ca e di cimeli sulle guerre del sec­o­lo XX real­iz­za­ta a Campi. Una ser­a­ta del “ricor­do”, ma anche del­la protes­ta e del­la pro­pos­ta, la protes­ta ver­so le insen­si­bil­ità del­la polit­i­ca anche attuale e la pro­pos­ta di una nuo­va “let­tura” del­la guer­ra a pro dei gio­vani, che devono impara­re e soprat­tut­to “sapere”.Il tas­to del rap­por­to con i gio­vani è sta­to bat­tuto parec­chie volte nel cor­so del­la ser­a­ta, seg­no del­l’at­ten­zione che tut­ti i reduci han­no ver­so chi li può inten­dere. «Ricor­dare per non dimen­ti­care», questo il mot­to scel­to dagli orga­niz­za­tori per la pic­co­la-grande mostra, con­clusa domeni­ca scor­sa, e che rap­p­re­sen­ta­va tan­ta parte del Nove­cen­to, un sec­o­lo com­p­lesso, den­so di avven­i­men­ti dram­mati­ci. «Dal­l’im­pero aus­troun­gari­co alla Lib­er­azione», la guer­ra era al cen­tro del­la rif­les­sione e anche delle tes­ti­mo­ni­anze dei reduci, riu­ni­ti per la pri­ma vol­ta in numero così sig­ni­fica­ti­vo. Otti­mo quin­di il suc­ces­so del­la mostra di foto e ogget­ti, tut­ti ritrovati nelle vec­chie case, sul­la Roc­chet­ta o sul Tombio, quin­di “presta­ti” ai sol­er­ti orga­niz­za­tori del­la mostra, i due gio­vani Loren­zo Malacarne e Katia Apol­loni, aiu­tati dai loro com­pae­sani, come la zia Pal­ma Malacarne e Dante Malacarne. Un suc­ces­so sanzion­a­to dai rap­p­re­sen­tan­ti inter­venu­ti, il cir­co­lo cul­tur­ale “Campi 91” con Ren­zo Ric­ci, l’Ana, il Comune di Riva con Toma­so Bena­mati e Lui­gi Mari­no. Dopo il ricor­do del­la sig­no­ra Anna Loren­zi, classe 1909, ritrat­ta da bam­bi­na davan­ti alla Schneekirche tra Aus­tria e Boemia con un grup­po di bam­bi­ni sfol­lati e purtrop­po scom­parsa da poco, han­no inizia­to a rac­con­tare i pro­tag­o­nisti di questo sec­o­lo del­la guer­ra. Oltre una deci­na i tes­ti­moni e reduci, con le loro sto­rie rac­colte da Graziano Ric­cadon­na, a volte com­moven­ti, a volte sor­pren­den­ti, ma tutte coin­vol­gen­ti e segui­te con atten­zione dal pub­bli­co che sti­pa­va let­teral­mente le scuole. Bruno Zam­bot­ti rac­con­ta gli anni del­la pri­gio­nia nel Lager, dopo la ver­gogna dell’8 set­tem­bre, con una serie di doc­u­men­ti di pri­ma mano, foto incluse. Set­ti­mo Boset­ti pros­egue la tes­ti­mo­ni­an­za dei Lager con un moni­to alla memo­ria e alla vig­i­lan­za atti­va con­tro il peri­co­lo di dimen­ti­care; Pietro Gus­merot­ti, classe 1909, il più anziano tra i reduci, nar­ra i sette anni del­la sua guer­ra in Fran­cia e Yugoslavia con tut­ta la pas­sione e il dolore per le sof­feren­ze; il dot­tor Arri­go Guel­la rac­con­ta fat­ti del fronte sot­to l’ur­to degli opposti nazion­al­is­mi, e offre la giber­na che sem­bra fos­se di Garibal­di ai Campi; Lino Gob­bi par­la del­la tremen­da espe­rien­za degli in Rus­sia e del­la trag­i­ca riti­ra­ta. E’ poi la vol­ta di alcu­ni inter­nati, Ben­i­to Mal­ossi­ni pre­sen­ta i doc­u­men­ti di Lager in Ger­ma­nia e Fran­cia, Gui­do Hüller par­la del­la vita da reclusi nei campi di lavoro dopo la dis­fat­ta in Mace­do­nia, Dante Malacarne pre­sen­ta il suo 8 set­tem­bre in Fran­cia quan­do il repar­to passò ai france­si. Colpisce del­l’inizia­ti­va il rap­por­to stret­tis­si­mo tra doc­u­men­to e tes­ti­mo­ni­an­za viva, in quan­to il dato scrit­to è imme­di­ata­mente trasferi­bile e riscon­tra­bile nel vis­su­to. Nat­u­rale a questo pun­to l’ap­pel­lo ai gio­vani e alla scuo­la, a dar spazio a queste tes­ti­mo­ni­anze, per­ché sono tal­mente sig­ni­fica­tive che par­lano da sole. E nat­u­rale l’ap­prez­za­men­to del prog­et­to «Ricor­dare per non dimenticare».

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