Ancora numerosi gli sfollati. Attesa per oggi da Bertolaso la proroga dello stato di emergenza Terremoto, un anno dopo: molte ferite provocate dal sisma non si sono ancora rimarginate ma la gente non si è mai arresa e ora coltiva nuove speranze Restano v

Dodici mesi di incognite e grandi speranze

24/11/2005 in Attualità
Di Luca Delpozzo
Mario Mattei

Com­pie un anno, ma questo com­plean­no non sarà cel­e­bra­to. Oggi non ci sarà nes­suna fes­ta, nes­suna can­deli­na da speg­nere, nes­sun rega­lo; solo il doveroso ricor­do di quan­to è suc­ces­so e l’umana com­pren­sione del dram­ma che si è abbat­tuto su centi­na­ia di famiglie. Oltre nat­u­ral­mente, augu­ran­dosi che da qui arriv­i­no le buone notizie, a fare il pun­to del­la situ­azione per anal­iz­zare ciò che è sta­to fat­to e quan­to anco­ra res­ta da fare. Era la sera del 24 novem­bre, dod­i­ci mesi fa. Le 23.59 quan­do la ter­ra ha trema­to sot­to i pie­di. Ven­ti sec­on­di per tan­ta pau­ra e 215 mil­ioni. Di dan­ni. E un rapi­do cal­co­lo dà l’idea di quan­to, in così poco tem­po, il ter­re­mo­to abbia scon­volto il Bres­ciano. Numeri che anco­ra adesso, a dis­tan­za di un anno, fan­no vera­mente impres­sione: 65 i comu­ni col­pi­ti, qua­si 4000, tra pub­bli­ci e pri­vati, gli edi­fi­ci lesion­ati, più di 2000 le per­sone che in meno di un min­u­to si sono trovate improvvisa­mente fuori di casa; lo zero, for­tu­nata­mente, si è reg­is­tra­to alla voce vit­time (nove era­no sta­ti i fer­i­ti lievi), a dif­feren­za di altri episo­di ver­i­fi­catisi in Italia negli ulti­mi anni. A questo, altro aspet­to pos­i­ti­vo, si aggiun­gono le migli­a­ia di per­sone che in questi dod­i­ci mesi, a più liv­el­li, si sono rim­boc­cate le maniche per far fronte all’emergenza. Ma i pri­mi mesi sono sta­ti vera­mente duri. A far­la da padrone è sta­to il dis­ori­en­ta­men­to: era pas­sato più di un sec­o­lo dall’ultima scos­sa tel­luri­ca di una cer­ta ril­e­van­za in provin­cia (pro­prio a Salò nel 1901) e qua­si nes­suno, anche se il ter­ri­to­rio di Bres­cia è da sem­pre inser­i­to in quel­li mag­gior­mente a ris­chio, si è trova­to prepara­to a gestire una situ­azione di sim­i­le dis­a­gio. Ma è sta­to pro­prio in quel momen­to che è emer­so il cor­ag­gio del­la gente di Gar­da e Valsab­bia: nonos­tante la dis­per­azione, le abitazioni lesion­ate, il pas­sato nei ten­doni, con il 2005 si è volta­to pag­i­na. La feri­ta è sta­ta dif­fi­cile da rimar­ginare, ma poco alla vol­ta ci si è rius­ci­ti. Tan­ti col­oro che sono sce­si in cam­po: ovvi­a­mente i sin­daci dei pae­si col­pi­ti, la Provin­cia, la Regione e anche il Gov­er­no, oltre ai comi­tati dei cit­ta­di­ni che da sem­pre si sono bat­tuti per per­orare la causa del­la gente. Una data per così dire fatidi­ca è sta­ta il 21 mar­zo, il giorno in cui è sta­ta pub­bli­ca­ta l’ordinanza che ha sta­bil­i­to i cri­teri per la ricostruzione, por­tan­do i rim­bor­si per le prime case all’ottanta per cen­to con un tet­to mas­si­mo di 130 mila euro; mis­ure che il com­mis­sario del­e­ga­to Mas­si­mo Busce­mi, in col­lab­o­razione con il sogget­to attua­tore dell’ ordi­nan­za Sil­vio Lau­ro, respon­s­abile del­la sede bres­ciana del­la Regione, ave­va sti­la­to insieme al suo pool di esper­ti ma che era­no state per­fezion­ate anche in con­sid­er­azione delle richi­este che i comi­tati ave­vano con forza por­ta­to avan­ti. «Ci farebbe piacere nat­u­ral­mente avere un rim­bor­so totale — era sta­to il pen­siero del­la gente — ma almeno i cri­teri per la ricostruzione pos­sono far­ci ripar­tire». Anche gli ammin­is­tra­tori ave­vano espres­so la pro­pria sod­dis­fazione: un pri­mo pas­so era sta­to fat­to. Ma forse pro­prio per­chè molto spes­so il pri­mo pas­so è quel­lo più dif­fi­cile e fati­coso, non tut­to è anda­to per il ver­so gius­to. Stra­da facen­do si è capi­to che quei 120 giorni per pre­sentare i prog­et­ti pri­or­i­tari per la ricostruzione non era­no suf­fi­ci­en­ti, e che una pro­ro­ga di qualche set­ti­mana era inevitabile. Tut­to rin­vi­a­to dunque al 30 set­tem­bre. Ma pri­ma del nuo­vo ter­mine una data molto sig­ni­fica­ti­va e da sot­to­lin­eare è sta­ta il 9 set­tem­bre: il capo del­la Gui­do Berto­la­so è tor­na­to a Bres­cia per la pri­ma vol­ta dopo il ter­re­mo­to e per par­lare di ter­re­mo­to. In quel­la cir­costan­za ha ras­si­cu­ra­to la gente: ci sarà la pro­ro­ga del­lo sta­to dell’emergenza, nec­es­sario per con­tin­uare a rice­vere il sus­sidio dell’autonoma sis­temazione. E sem­pre in quell’occasione, a fronte di pres­san­ti richi­este da parte dei comi­tati, il com­mis­sario Mas­si­mo Busce­mi las­ciò trasparire una cer­ta disponi­bil­ità a con­cedere anco­ra qualche giorno. Si arri­va così al 14 otto­bre: un pri­mo palet­to viene fis­sato, ven­gono pre­sen­tati 1700 prog­et­ti pri­or­i­tari men­tre (anco­ra per mez­zo di una pro­ro­ga) i ter­mi­ni per gli altri prog­et­ti sono pos­tic­i­pati al 20 gen­naio. Ora ci sono le basi per la ricostruzione, con 100 mil­ioni di euro già stanziati da Gov­er­no, e Provin­cia di Bres­cia, oltre ai con­tribu­ti dei pri­vati. E adesso Sil­vio Lau­ro può esprimere la pro­pria sod­dis­fazione per quan­to è sta­to fat­to in questo peri­o­do: «Cre­do che dopo un pri­mo momen­to in cui l’impatto con il ter­rre­mo­to abbia las­ci­a­to tut­ti dis­ori­en­tati — spie­ga il diri­gente del­la sede bres­ciana del­la Regione — tut­ti i sogget­ti coin­volti nell’emergenza abbiano capi­to che occor­re­va remare tut­ti nel­la stes­sa direzione. Noi abbi­amo fat­to la nos­tra parte, gli ammin­is­tra­tori locali la loro e anche i cit­ta­di­ni han­no dimostra­to grande respon­s­abil­ità. Mi auguro che le sin­ergie che si sono cre­ate in questi mesi e che han­no prodot­to risul­tati impor­tan­ti non si sfaldino e la col­lab­o­razione pos­sa anco­ra durare nel tem­po». E ora cosa suc­ced­erà? Nes­suno può for­mu­la­re pre­vi­sioni ecces­si­va­mente ottimistiche, ma tut­ti pos­sono augu­rar­si, con­sid­er­a­to quan­to i bres­ciani sono rius­ci­ti a fare in questi mesi, che anche ques­ta emer­gen­za sarà super­a­ta. Con impeg­no e dig­nità, senz’altro, ma soprat­tut­to, come è sta­to fat­to in questi mesi, sen­za pianger­si trop­po addos­so. Oggi arriverà anche Gui­do Berto­la­so, che dovrebbe con­fer­mare la pro­ro­ga del­lo sta­to di emer­gen­za: soltan­to questo potrebbe essere un rega­lo di com­plean­no davvero gra­di­to per le qua­si otto­cen­to per­sone che un anno dopo sono anco­ra fuori casa.