La dogana veneta verrà restaurata in tempi ragionevoli e ritornerà ad essere il più bel monumento della riviera veronese del Garda

Dogana veneta Piano di restauro all’esame della commissione

16/01/2001 in Avvenimenti
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Di Luca Delpozzo
Sergio Bazerla

La ver­rà restau­ra­ta in tem­pi ragionevoli e ritornerà ad essere il più bel mon­u­men­to del­la riv­iera veronese del Gar­da. Non è cam­panil­is­mo, ma una con­statazione più volte sot­to­lin­ea­ta anche dai più impor­tan­ti crit­i­ci e stori­ci di architet­tura medievale. Lo con­fer­ma pure il pro­fes­sor Vit­to­rio Bozzi­ni, più volte sin­da­co di Lazise, che negli anni ses­san­ta vinse con­tro lo Sta­to la con­te­sa per riap­pro­pri­ar­si dell’immobile. Oltre ad essere sta­ta dogana sot­to il dominio del­la Serenis­si­ma, con acces­so diret­to dei natan­ti dal lago, la strut­tura divenne, sot­to il dominio fascista, casa del fas­cio, e per questo tito­lo era poi pas­sa­ta in capo al pat­ri­mo­nio del­lo Sta­to; nel dopoguer­ra fu dopola­voro, ossia una sor­ta di cir­co­lo ricre­ati­vo con bar annes­so. Dopo l’incameramento nel pat­ri­mo­nio immo­bil­iare del Comune di Lazise si prese la deci­sione di ristrut­turar­la, las­cian­do, per quan­to pos­si­bile, intat­ta la fisiono­mia e la strut­tura dell’edificio. Il prog­et­to fu real­iz­za­to dall’architetto Gio­van­ni Fras­cari che intese rin­no­vare pavi­men­tazione, instal­lare porte di acces­so dal­la parte del­la chieset­ta di San Nicolò, rifare il tet­to con tra­vatu­ra in leg­no a vista, real­iz­zare le vetrate a lago con le uscite-entrate sot­to il por­ti­ca­to con le volte. Ora l’amministrazione ha inte­so recepire il prog­et­to pro­pos­to da un’ équipe di architet­ti e sot­to­porre l’elaborato alla com­mis­sione edilizia, che in via pre­ven­ti­va e con alcune sot­to­lin­ea­ture ha inte­so adot­tar­lo. La nuo­va fisiono­mia del­la dogana vene­ta dovrebbe essere la seguente: all’esterno uni­ca mod­i­fi­ca la ria­per­tu­ra del­la grande por­ta ad arco che con­sente l’accesso diret­to alla dogana dal mon­u­men­to ai cadu­ti. La vetra­ta ante­ri­ore dovrebbe essere abbat­tuta e ripo­sizion­a­ta alle arcate. Così facen­do si recu­pera tut­to lo spazio ora aper­to. La pavi­men­tazione dovrebbe essere ripo­sizion­a­ta su un uni­co liv­el­lo, e la zona a ridos­so di San Nicolò uti­liz­za­ta per la real­iz­zazione dei servizi igien­i­ci, poi ricop­er­ti con un arreda­men­to a guisa di grad­i­na­ta per il pub­bli­co, e la real­iz­zazione del­la cen­trale ter­mi­ca con una zona guardaro­ba e mag­a­zz­i­no. L’impianto di con­dizion­a­men­to sarà real­iz­za­to con una prog­et­tazione ad hoc. Il suo uti­liz­zo quin­di, come cen­tro con­gres­si, non avrà più una posizion­atu­ra a sud del salone per il tavo­lo di pres­i­den­za, ma avrà una ubi­cazione est-ovest, con zona con­gres­si a ridos­so del lago. Una speci­fi­ca obiezione sulle linee por­tan­ti del prog­et­to è sta­ta avan­za­ta in com­mis­sione edilizia dall’ex sin­da­co Gia­comi­no Scien­za, il quale ha rib­a­di­to la neces­sità di recu­per­are la dogana, ma las­cian­dola però intat­ta. In par­ti­co­lare, lo stes­so con­sigliere Scien­za ha chiesto che, nel con­testo del piano di recu­pero, ven­ga ripristi­na­to l’antico por­ti­co esistente nel sec­o­lo scor­so, a ridos­so del­la chieset­ta di San Nicolò. La strut­tura è sta­ta abbat­tuta ai tem­pi del Fontana per evitare che in quel luo­go trovassero pos­to men­di­can­ti e sban­dati. Sot­to il por­ti­ca­to, nelle prime ore del­la mat­ti­na­ta, ave­va luo­go la con­trat­tazione del pesca­to. Una sor­ta di mer­ca­to itti­co ripara­to vicinis­si­mo al por­to. Ser­gio Bazerla

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