La sala del Celesti apre alle foto di Giacomelli

Domani la cerimonia di inaugurazione

12/03/2004 in Cultura
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Di Luca Delpozzo
Roberto Darra

È tut­to pron­to a Lona­to per l’inaugurazione, domani, alle ore 17, del­la mostra fotografi­ca ded­i­ca­ta a Mario Gia­comel­li, pro­mossa dall’assessorato alla Cul­tura e cura­ta da Enri­ca Viganò. Tito­lo di questo viag­gio attra­ver­so 69 delle oltre cen­to opere del­la collezione dona­ta nel 1984 da Mario Gia­comel­li alla cit­tà di Lona­to è «Il mio can­to libero». L’organizzazione è sta­ta gesti­ta dall’agenzia Admi­ra di Milano, con la parte­ci­pazione del­la Fon­dazione Asm. La mostra, col­lo­ca­ta nel­la sala Celesti del palaz­zo munic­i­pale, sarà inau­gu­ra­ta dal sin­da­co Moran­do Peri­ni, e rimar­rà aper­ta fino al 2 mag­gio con i seguen­ti orari: il mart­edì dalle 18 alle 21, il giovedì dalle 10 alle 12, il saba­to e la domeni­ca dalle 10 alle 19. Sarà inoltre vis­itabile, nelle gior­nate di Pasqua, lunedì dell’Angelo, il 25 aprile e il pri­mo mag­gio. L’itinerario espos­i­ti­vo stu­di­a­to per la mostra con­sen­tirà di riper­cor­rere l’intera espe­rien­za fotografi­ca di Mario Gia­comel­li, prob­a­bil­mente il fotografo ital­iano più conosci­u­to al mon­do, attra­ver­so quei temi che ne han­no carat­ter­iz­za­to l’opera: il pae­sag­gio e la ter­ra, il dolore, la sof­feren­za, la vec­chi­a­ia, la sper­an­za, l’amore. La natu­ra, in par­ti­co­lare, cos­ti­tu­isce uno dei suoi sogget­ti più amati, e il mae­stro lo riprende in più occa­sioni, scat­tan­do, come sot­to­lin­ea Enri­ca Viganò in cat­a­l­o­go: «Infi­nite immag­i­ni di un incan­to che è insieme metafo­ra e sub­li­mazione delle fatiche umane: i solchi nel­la ter­ra si com­pon­gono in linee armo­niose e trat­ti decisi». «Quan­do, nel peri­o­do natal­izio del 1984 le fotografie di Gia­comel­li ven­nero esposte pres­so la sala Celesti del munici­pio di Lona­to — com­men­ta il sin­da­co Moran­do Peri­ni — l’artista sta­va facen­do al Comune un duplice, mag­nifi­co dono. Mag­nifi­ca era già la mostra che in molti poterono ammi­rare e mag­nifi­co fu il gesto con il quale Gia­comel­li donò a Lona­to le sue opere. È sicu­ra­mente fat­to non comune, da parte di un’istituzione pub­bli­ca che orga­nizzi un even­to cul­tur­ale rice­vere dall’autore l’oggetto stes­so dell’evento, in questo caso ben 101 fotografie stam­pate e selezion­ate dall’autore. Dopo quel­la pri­ma for­tu­na­ta occa­sione di con­tat­to con questo mirabile fon­do artis­ti­co, la collezione, divenu­ta pat­ri­mo­nio dell’intera cit­tad­i­nan­za di Lona­to, è sta­ta offer­ta dal Comune con grande piacere per ulte­ri­ori espo­sizioni in Italia e all’estero, sicuri di ren­dere gius­to omag­gio a Mario Gia­comel­li». Molto inter­es­sante appare anche la biografia dell’artista, con­sid­er­a­to ormai molto uni­ver­salmente uno degli inter­preti più orig­i­nali del­la ital­iana, e sicu­ra­mente il più conosci­u­to. Gia­comel­li las­cia Seni­gal­lia nel 1925 e ci muore nel 2000. Nel 1963 viene inser­i­to da Szarkows­ki tra i migliori cen­to fotografi del­la collezione del MoMa di New York, e oggi le sue immag­i­ni sono con­ser­vate nei mag­giori musei del mon­do. L’incontro con la fotografia avviene nel 1954. Poeta e pit­tore, usa la fotografia come una tela, sen­za seguire alcu­na rego­la. Gia­comel­li si avvale di un lin­guag­gio orig­i­nale, asso­lu­ta­mente per­son­ale, sen­za riferir­si ad alcun mod­el­lo del­la sto­ria del­la fotografia. Il suo stile è così indipen­dente ed anar­chico che riesce a spaziare attra­ver­so sogget­ti molto dif­fer­en­ti tra loro, las­cian­do la sua incon­fondibile traccia.

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