L’uscita è stata organizzata dal distretto venatorio per capire quanti animali si possono abbattere. Chiunque può partecipare al censimento

Domani si contano i caprioli

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Di Luca Delpozzo
Barbara Bertasi

Appun­ta­men­to all’alba per la sec­on­da pun­ta­ta del cen­si­men­to dei capri­oli. Sarà domani alle 5.30 in piaz­za Gen­er­al Can­tore. Il dis­tret­to vena­to­rio, coor­di­na­to dal Set­tore fau­nis­ti­co ambi­en­tale del­la Provin­cia, ha orga­niz­za­to la sec­on­da usci­ta dell’anno ded­i­ca­ta alla con­ta dei capri­oli che popolano le vette del Monte . La pri­ma usci­ta era sta­ta il 3 aprile: «In quell’occasione abbi­amo con­ta­to 96 capri­oli», dice Tur­ca­to, pres­i­dente del cir­co­lo dal 1994 che anche domani, con le guardie del­la Polizia provin­ciale, sarà con i suoi uomi­ni. Il cen­si­men­to si svolge sul Bal­do da oltre dieci anni e pun­ta a val­utare, in base alla sta­to di salute, l’età e la forza degli ani­mali avvis­ta­ti, quali pre­lievi effet­tuare, cioè quali capi abbat­tere. Ma la con­ta è servi­ta anche a ril­e­vare un dato pos­i­ti­vo, che cioè, sem­pre in questi ulti­mi dieci anni, il numero dei capri­oli sarebbe qua­si trip­li­ca­to. Il 3 aprile era­no all’opera una trenti­na di doppi­ette di varie zone del com­pren­so­rio, lo stes­so dovrebbe accadere domani. «Durante il pri­mo cen­si­men­to che feci quan­do diven­tai pres­i­dente, con­tam­mo solo 36 capri­oli», ricor­da Tur­ca­to. «Siamo poi pas­sati a 90, tre anni fa, quin­di a 100 e, pro­prio la vol­ta scor­sa in Val­fred­da, ne abbi­amo avvis­ta­ti 96. Ciò sig­nifi­ca che la cresci­ta è costante. Inoltre la popo­lazione è sana e noi elim­iner­e­mo solo gli ani­mali zop­pi, malat­ic­ci o anziani». La val­u­tazione è seria, garan­tisce Tur­ca­to: «Sul Bal­do indi­viduiamo sem­pre almeno una venti­na di postazione nelle quali, vis­to che si fan­no tre uscite, van­no ogni vol­ta per­sone diverse, in modo che il con­to finale sia ogget­ti­vo. Poi ela­bo­ri­amo le schede in cui figu­ra anche l’ora di avvis­ta­men­to. I dati ven­gono con­frontan­ti e con­seg­nati subito agli esper­ti del­la Provin­cia». Di soli­to sono in azione cac­cia­tori e guardie fore­stali, ma l’operazione incu­rio­sisce anche le per­sone comu­ni e qual­cuno ha chiesto di affi­an­car­si al grup­po per andare «a cac­cia» di foto. «Chi vor­rà parte­ci­pare sarà il ben­venu­to», dice Tur­ca­to, «ma rac­co­man­di­amo la pun­tu­al­ità all’appuntamento del mat­ti­no per par­tire insieme ver­so le postazioni indi­vid­u­ate». È infat­ti fon­da­men­tale muover­si pri­ma che si alzi il sole, in modo da pot­er­si appostare in luoghi nascosti, dietro i cespugli, in qualche anfrat­to o all’ombra di un mas­so, in modo che gli ani­mali non si accorgano del­la pre­sen­za umana. «Non appe­na fa luce escono per man­gia­re e così li pos­si­amo con­tare», pros­egue Tur­ca­to. «Il con­to risul­ta affid­abil­er, per­ché siamo in molti e copri­amo oltre 200 ettari di ter­ra, prati­ca­mente mez­zo Bal­do». Le doppi­ette han­no binocoli e can­noc­chiali poten­ti: «Uti­lizzi­amo il cosid­det­to “lun­go” che per­me­tte di vedere i capri­oli che sono a 500–600 metri di dis­tan­za come se fos­sero a due metri, per cui capi­amo vera­mente come stan­no e quan­ti sono». «Tra l’altro», pre­cisa, «al numero dei capri­oli con­tati, cor­rispon­derebbe solo un ter­zo di quel­lo reale e avrem­mo cioè sul Bal­do una popo­lazione di qua­si 300 unità». Pare che queste besti­ole amino restare in quo­ta e rara­mente si spingano a valle o sulle strade. «Qualche vol­ta è accadu­to», pros­egue l’esperto, «ma non ci sono sta­ti più di due o tre casi e non ricor­do inci­den­ti causati dai capri­oli». L’anno scor­so un pic­co­lo fem­mi­na fu trova­to a Coster­mano in un gia­rdi­no: «Può accadere», con­tin­ua Tur­ca­to. «In questi casi l’animale viene recu­per­a­to dal­la Fore­stale e ripor­ta­to nel­la zona da cui si pre­sume sia arriva­to. Spes­so le fem­mine di capri­o­lo preferiscono portare i pic­coli nei prati e las­cia­r­li lì per un po’. In questi casi rac­co­man­di­amo a chi­unque vedesse il pic­co­lo di non toc­car­lo o credere sia sta­to abban­do­na­to. La madre lo tiene sem­pre d’occhio e sa quan­do andare a pren­der­lo. Lo dis­tingue però dall’odore, per cui, se viene accarez­za­to, non lo riconosce più e lo abban­dona, con­dan­nan­do il cuc­ci­o­lo a morte cer­ta». L’appuntamento è quin­di fis­sato per domani alle 5.50. Si resterà in quo­ta almeno fino alle 10, quan­do l’operazione dovrebbe essere terminata.

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