Ecco la vera storia

Domenica 21 febbraio la Società Solferino e San Martino ha compiuti 140 anni

Parole chiave:
Di Luca Delpozzo

Sulle colline del­l’an­fiteatro moreni­co del lago di Gar­da ebbe luo­go il 24 giug­no 1859 il più san­guinoso tra i fat­ti d’arme delle guerre d’indipen­den­za. La battaglia, che prese il nome dalle local­ità di Solferi­no e San Mar­ti­no, si riv­elò deci­si­va per le sor­ti del Risorg­i­men­to Ital­iano ed innescò quel movi­men­to che con­dur­rà nel 1861 al Reg­no d’I­talia e nel 1870 a Roma cap­i­tale.  Nel cor­so di quegli accan­i­ti com­bat­ti­men­ti, i tre eserci­ti, Francese, Ital­iano ed Aus­tri­a­co — (cir­ca 300.000 uomi­ni con oltre 26.000 cav­al­li e 1500 pezzi di artiglieria), con­tarono 39.000 uomi­ni fuori com­bat­ti­men­to, dei quali 11.000 mor­ti e 23.000 fer­i­ti e numerosi altri dece­du­ti per i pos­tu­mi delle ferite.  Il sen­a­tore con­te Lui­gi Torel­li di Tira­no di Val­tel­li­na, emi­nente patri­o­ta, vis­itò nel 1859 il teatro del­la battaglia, dove i mor­ti era­no sta­ti sepolti fret­tolosa­mente ed a così poca pro­fon­dità che spes­so era­no mes­si a nudo dai lavori agri­coli.  L’anima gen­erosa del grande patri­o­ta si ribel­lò a ques­ta visione e si pro­pose di dare una deg­na sepoltura ai cadu­ti.  La legge in vig­ore non per­me­t­te­va di esumare i cadav­eri pri­ma che fos­sero pas­sati dieci anni e si dovette per­tan­to atten­dere il 24 giug­no 1869 per real­iz­zare l’inizia­ti­va.  Nel mese di agos­to 1869 il sen­a­tore con­te Lui­gi Torel­li, il dep­u­ta­to march­ese Ippoli­to Cavri­ani, il sen­a­tore Vin­cen­zo Ste­fano Bre­da, il comm. Car­lo Malu­ta ed il prof. Enri­co Nestore Leg­nazzi si fecero pro­mo­tori di una soci­età des­ti­na­ta a riesumare le spoglie dei Cadu­ti e ad erigere due ossari, uno a Solferi­no e l’al­tro a San Mar­ti­no, che accogliessero deg­na­mente i mor­ti dei tre eserci­ti. Fu così che si insediò un Comi­ta­to Cen­trale incar­i­ca­to di ren­dere onore ai mor­ti e di dirigere, con la col­lab­o­razione di Comi­tati cos­ti­tu­iti in ogni comune inter­es­sato dal­la battaglia, il lavoro di esumazione effet­tua­to nei mesi tra il novem­bre 1869 e il feb­braio 1870.  Furono i con­ta­di­ni del­la zona, orga­niz­za­ti in squadre, che si occu­parono del­la pietosa opera di dis­sep­pel­li­men­to.  A questo pun­to i pro­mo­tori pub­bli­carono un pro­gram­ma che invi­ta­va gli ital­iani a delle sot­to­scrizioni per innalzare due ossari.  L’appello fu accolto con entu­si­as­mo in tut­ta Italia e il 20 feb­braio 1870, nel cor­so di un’assem­blea che si svolse nel palaz­zo comu­nale di , si cos­ti­tuì la Soci­età di Solferi­no e San Mar­ti­no. Come pres­i­dente fu elet­to il con­te Lui­gi Torel­li e come vice-pres­i­den­ti il sen­a­tore Vin­cen­zo Ste­fano Bre­da, il prefet­to di Man­to­va Giuseppe Borghet­ti e il gen­erale Fed­eri­co Torre; seg­re­tario fu il prof. Enri­co Nestore Leg­nazzi.  Come sede del­la Soci­età fu scelta l’an­no seguente la cit­tà di Pado­va che ave­va rispos­to all’ap­pel­lo con il mag­gior numero di sot­to­scrit­tori.  Il 24 giug­no 1870, undices­i­mo anniver­sario del­la battaglia, ebbe luo­go la solenne inau­gu­razione dei due ossari: il Re Vit­to­rio Emanuele II fu rap­p­re­sen­ta­to alla cer­i­mo­nia dal principe ered­i­tario Umber­to, l’im­per­a­tore Napoleone III dal colon­nel­lo De La Haie e l’imperatore Francesco Giuseppe dal colon­nel­lo A. De Pol­lak.  Era­no pre­sen­ti le del­egazioni del Sen­a­to, del­la Cam­era e del­l’E­serci­to; i Sin­daci delle prin­ci­pali cit­tà d’I­talia; asso­ci­azioni e cit­ta­di­ni.  La Soci­età fu poi cos­ti­tui­ta in Ente Morale con Regio Decre­to 20/4/1871, sot­to la pres­i­den­za  ono­raria del Re Vit­to­rio Emanuele II.  Un’al­tra inizia­ti­va del­la Soci­età fu l’is­ti­tuzione di pre­mi a favore di sol­dati che ave­vano com­bat­tuto  a S. Mar­ti­no, uti­liz­zan­do all’uopo una som­ma con­sid­erev­ole prove­niente da una sot­to­scrizione per i fer­i­ti e le famiglie dei cadu­ti nel­la cam­pagna del 1859. L’ultimo di tali pre­mi fu eroga­to nel 1933.  In segui­to fu restau­ra­ta la Roc­ca di Solferi­no e, nel 1880, iniz­iò a S. Mar­ti­no la costruzione di una   torre des­ti­na­ta a per­pet­u­are nel­la memo­ria degli ital­iani il ricor­do dell’epica gior­na­ta e del re che il 24 giug­no 1859 ave­va con­dot­to le val­orose truppe all’as­salto.  L’iniziativa partì nel 1878 dal­l’As­so­ci­azione Cos­ti­tuzionale di Bres­cia che come suo pres­i­dente elesse lo stes­so pres­i­dente del­la Soci­età di Solferi­no e San Mar­ti­no, il con­te Lui­gi Torel­li.  Purtrop­po egli non ebbe la for­tu­na di ved­er real­iz­za­to quest’ultimo suo sog­no: l’in­au­gu­razione del mon­u­men­to, che divenne pat­ri­mo­nio del­la Soci­età, ebbe luo­go nel 1893 sot­to la pres­i­den­za del sen­a­tore Vin­cen­zo Ste­fano Bre­da.  Le ultime due costruzioni erette dal­la Soci­età furono real­iz­zate nel 1931 e nel 1939, sot­to la pres­i­den­za del sen­a­tore Giuseppe De’­Cap­i­tani d’Arza­go, con 1’apertura dei due musei stori­ci di Solferi­no e di San Mar­ti­no.  La Soci­età con­ta attual­mente oltre 200 soci fra pri­vati, cit­ta­di­ni, asso­ci­azioni ed enti e, in osse­quio alle sue final­ità statu­tarie, non soltan­to ono­ra le spoglie mor­tali dei Cadu­ti e con­ser­va i cimeli di quel­la deci­si­va battaglia, ma vuole essere cen­tro propul­sore di quei val­ori e ide­ali che fecero il Risorg­i­men­to del­la Patria. 

Parole chiave: