Domenica 5 marzo a Lazise la 9a edizione dell’Anteprima del Bardolino e del Chiaretto: più di 120 vini in libera degustazione

25/02/2017 in Attualità
Di Redazione

La nona edi­zione dell’Anteprima del Bar­dolino e del si svol­gerà domeni­ca 5 mar­zo a Lazise, nel cuore dell’area di pro­duzione, sul­la riv­iera veronese del lago di Gar­da. Di sce­na, nel tre­cen­tesco edi­fi­cio del­la , affac­cia­ta sul por­tic­ci­o­lo, 41 pro­dut­tori che alle pro­prie postazioni por­ran­no degus­tazione com­p­lessi­va­mente 124 vini, prove­ni­en­ti in prevalen­za dall’annata 2016 ma, nel caso del Bar­dolino, anche dal­la 2015, con­sid­er­a­to che sono sem­pre più numerosi i vig­naioli del ter­ri­to­rio che scel­go­no di allun­gare i tem­pi di usci­ta sul mer­ca­to dei loro vini, per gio­care la car­ta dell’eleganza. Più in det­taglio, saran­no a dis­po­sizione del pub­bli­co 43 etichette di Bar­dolino Chiaret­to, 17 di Chiaret­to Spumante, 37 di Bar­dolino del­la 2016, 27 dell’annata 2015, con qualche aggiun­ta anche di vini di milles­i­mi prece­den­ti.

La man­i­fes­tazione, orga­niz­za­ta dal Con­sorzio di tutela del Bar­dolino e dal Comune di Lazise, con il sosteg­no del Ban­co BPM – Divi­sione Ban­ca Popo­lare di Verona, è ad ingres­so libero. L’orario di aper­tu­ra va dalle 10 alle 18. Per la stam­pa spe­cial­iz­za­ta è a dis­po­sizione una sala degus­tazioni nell’adiacente palazz­i­na dell’ex civi­ca.

La doc del Bar­dolino, che inter­es­sa 3 mila ettari di vigne­to dis­tribuiti su sedi­ci comu­ni del Gar­da veronese e del suo entroter­ra, è sta­ta riconosci­u­ta, tra le prime in Italia, nel 1968. La pro­duzione totale è intorno ai 28 mil­ioni di bot­tiglie, di cui 10 mil­ioni nel­la tipolo­gia Chiaret­to (era­no 4,5 mil­ioni otto anni fa), che nel­la sua nuo­va inter­pre­tazione più chiara e più ori­en­ta­ta a note agru­mate e flo­re­ali sta con­qui­s­tan­do nuovi mer­cati, sino a pochi anni fa ines­plo­rati per il mon­do vini­co­lo bar­do­linese. Oltre i 100 mil­ioni di euro il giro d’affari com­p­lessi­vo, cui andrebbe per­al­tro som­ma­to il for­tis­si­mo indot­to tur­is­ti­co derivante dal­la pro­duzione vini­co­la, che vede flus­si cres­cen­ti di vis­i­ta­tori sul Gar­da ori­en­tale, accolti anche in strut­ture eno­tur­is­tiche col­lo­cate pres­so le can­tine.

Negli ulti­mi anni – dice il pres­i­dente del Con­sorzio di tutela del Bar­dolino, Fran­co Cristo­fore­t­ti – il Chiaret­to è diven­ta­to l’ambasciatore del­la nos­tra area vini­co­la, apren­do nuove prospet­tive di mer­ca­to, ad esem­pio in Scan­di­navia, negli Sta­ti Uni­ti o nel Cana­da e affer­man­dosi come il prin­ci­pale rosato ital­iano a men­zione geografi­ca. Una cresci­ta cui ha fat­to riscon­tro anche il riconosci­men­to del­la crit­i­ca inter­nazionale: varie etichette di Chiaret­to han­no ottenu­to rat­ing pari o supe­ri­ori alla fatidi­ca quo­ta di 90 cen­tes­i­mi, rara­mente attribui­ta a dei . Per il Bar­dolino, si è cos­ti­tu­ito pres­so il Con­sorzio di tutela un grup­po di lavoro di una quindic­i­na di aziende che si sta impeg­nan­do nel­la riscop­er­ta delle pre­rog­a­tive organolet­tiche delle micro­zone interne alla nos­tra ampia area di pro­duzione, con l’obiettivo di tornare a val­oriz­zare le pecu­liar­ità ter­ri­to­ri­ali già note a fine Otto­cen­to, quan­do il Bar­dolino era esporta­to nei gran­di hotel svizzeri, dove era ven­du­to insieme con i rossi di Bor­gogna”.

 

Info sul sito www.anteprimalazise.it