Don Antonio Mazzi a 360 gradi per un ora e mezzo

29/09/2015 in Attualità
Di Sergio Bazerla

a 360 gra­di intorno al tema del­la gen­i­to­ri­al­ità e del dial­o­go inten­so ed aper­to con gli ado­les­cen­ti per far­li sen­tire apparte­nen­ti al mon­do ed alla soci­età ma soprat­tut­to inser­i­ti nel­la famiglia.

Una platea atten­ta e silen­ziosa che ha ascolta­to il fonda­tore di per oltre una ora e mez­za men­tre il “prete di stra­da” come ama definir­si Don Anto­nio lan­ci­a­va ai gen­i­tori ed ai ragazzi la pro­pria espe­rien­za di ped­a­gogo e di “ascolta­tore” dei dis­a­gi gio­vanili del nos­tro tem­po.

Classe 1929, con una tem­pra da far invia ad un trentenne, Don Mazzi ha pos­to in evi­den­za soprat­tut­to l’e­si­gen­za del dial­o­go e del­la pre­sen­za atten­ta e vitale del padre. “La madre ha per sua natu­ra — ha sot­to­lin­eato il sac­er­dote cal­abri­ano — un legame pro­fondis­si­mo con il figlio aven­do con­cepi­to, par­tori­to. Una sim­biosi che dura tut­ta la vita. Il padre deve invece inven­tar­si il “mestiere” di padre. Un mestiere non facile, mer­av­iglioso ma al tem­po stes­so ris­chioso. Non pos­si­amo essere ami­ci dei figli, ma gen­i­tori pre­sen­ti, intel­li­gen­ti, ascolta­tori delle esi­gen­ze di un figlio che cresce. Tre sono le fasi ado­lescen­ziali — ha pros­e­gui­to Don Anto­nio — che si pos­sono esaurire intono ai 25 anni. E dai 10 ai 25 anni è tut­to un susseguir­si di mutazioni e di cam­bi­a­men­ti, anche sociali, e noi gen­i­tori, noi padri dob­bi­amo essere gui­da, faro, pre­sen­za, sper­an­za per i nos­tri figli. Ques­ta è l’era dei cam­bi­a­men­ti epocali. Sarà il prossi­mo ven­ten­nio la trasfor­mazione a tut­to ton­do del­la nos­tra soci­età. Sono ormai anziano — ha pros­e­gui­to Don Anto­nio — ma vor­rei esser­ci pro­prio per vivere con voi ques­ta trasfor­mazione che sarà, a mio parere, la più epocale di tut­ta la sto­ria.”

I nos­tri ragazzi saran­no adul­ti “deboli”, ha sot­to­lin­eato anco­ra l’o­ra­tore,  ed è per questo che noi ci dob­bi­amo essere pron­ti e pre­sen­ti per evitare ques­ta situ­azione.

Oltre ai ragazzi del­la par­roc­chia di Lazise, moltissi­mi gen­i­tori, cat­e­chisti, sem­pli­ci esti­ma­tori di Don Mazzi, era­no pre­sen­ti alcu­ni ragazzi del­la Casa di Beni­amino di Cavri­ana, comu­nità gesti­ta da Exo­dus che han­no por­ta­to la loro espe­rien­za per il ter­zo anno del del­la par­roc­chia di Lazise con i Cen­tri Gio­vanili Don Mazzi. Ed anche ques­ta “osmosi” ha ulte­ri­or­mente val­oriz­za­to le due gior­nate che han­no ani­ma­to il Cir­co­lo Noi con “la Tremen­da voglia di vivere”, tema por­tante degli incon­tri.

Ser­gio Baz­er­la

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